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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
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Afghanistan POPOLAZIONE:
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Nonostante non vi sia una Costituzione (già annunciata per la metà del 1999 ma non ancora emanata) vale la legge coranica, secondo la quale nessun culto è ammesso allinfuori dellislam. Sono scarsissimi i cristiani, costretti a svolgere esclusivamente lavoro di tipo sociale e non religioso. Secondo il World Evangelization Research Center il loro numero ammonta a 2.675 e le missioni sono 33. Il regime dei talebani sunniti, che controlla la maggior parte del Paese, perseguita, oltre ai sikh e agli indù, anche i musulmani sciiti, visti come sostenitori dellAlleanza del Nord, di cui fanno parte i mujahiddin, attestata nelle province settentrionali. Gli oppositori sciiti del governo (come riferisce Ahmed Rashid in Les talibans au coeur de la déstabilisation régionale, in "Le Monde diplomatique", novembre 1999) contestano da parte loro la concezione della jihad propria dei talebani, in quanto la legge islamica non consente lassassinio di altri musulmani. In un dossier dedicato al Paese e pubblicato da "Asia News" nel febbraio 1999, il giornalista Camille Eid afferma che "nel luglio 98, la radio ufficiale ha informato "tutti i cittadini autoctoni e stranieri" che la conversione dei musulmani è "strettamente vietata". Chiunque fosse preso in flagrante violazione di questa norma sarà sottoposto ai "castighi islamici"". Inoltre, sono gravemente condizionate anche le attività internazionali: "le Ong, accusate di "diffondere propaganda anti talebana durante i corsi" devono assicurare due ore al giorno di "lezioni islamiche"". "Un ruolo particolare continua Eid è giocato dal "Dipartimento per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio", la polizia religiosa, diretto dal mollah Qalamuddin, forse luomo più potente di Kabul, e dal suo vice mollah Mohammed Sharif Haqqani; "Il nostro dipartimento, ammette Qalamuddin, conta migliaia di informatori nellesercito, nei ministeri e negli ospedali, molti dei quali sono ragazzi. Siamo un organismo autonomo e non chiediamo il parere del Ministero della giustizia o della Corte suprema per spere quel che dobbiamo implementare"". Il rapporto 2000 di Human Rights Watch informa dellemanazione di nuovi decreti nel mese di settembre 1999. Il contenuto è, in parte, quello già anticipato dalla radio nazionale e ne sono interessati i non musulmani, ai quali è proibito costruire nuovi luoghi di culto, ma è concesso praticare la propria religione in quelli già esistenti. Inoltre, si impone agli infedeli di rendere riconoscibili le loro case usando stoffa gialla, viene loro impedito di vivere con musulmani, mentre alle donne infedeli è prescritto luso di un abito giallo che permetta ai musulmani di tenerle a distanza. Sul territorio nazionale esistono campi di addestramento per islamisti provenienti dalle ex repubbliche sovietiche dellUzbekistan, del Tagikistan e del Kirghizistan. Inoltre, vi dimora Osama Bin Laden, lo sceicco accusato di essere a capo di unorganizzazione terroristica che avrebbe compiuto numerosi attentati, tra i quali quelli del 7 agosto 1998 contro le ambasciate statunitensi della Tanzania e del Kenya. Sul quotidiano "La Repubblica" del 31 dicembre 1999 appare unintervista al fondatore del gruppo Ansar al sharia, lo sceicco egiziano Abu Hamza, raccolta da Magdi Allah ("Così addestriamo i terroristi di Allah"), nella quale il leader musulmano afferma che i terroristi che hanno tenuto sotto sequestro più di centocinquanta passeggeri di un aereo delle Indian Airlines dal 24 al 31 dicembre 1999 "sono dei professionisti addestrati al sequestro degli aerei da specialisti americani e britannici convertiti allIslam che operano in Afghanistan". Sempre secondo lintervistato, "lazione del commando che ha dirottato laereo indiano è avvenuta nel più scrupoloso rispetto dei precetti e della consuetudine religiosa e militare dellIslam". Secondo Alberto Negri (cfr. Filari di papaveri rossi finanziano gli integralisti, in "Il Sole-24ore" del 29 dicembre 1999), "il narcotraffico è la prima fonte di finanziamento dei Talebani ma anche di Osama Bin Laden e degli integralisti pakistani del Kashmir. [...] I Talebani e la rete di Bin Laden sostengono senza riserve tutti i gruppi musulmani anti-occidentali e i guerriglieri del Kashmir. Il narcotraffico finanzia quindi tre fronti: quello interno, dove i Talebani non hanno ancora vinto la resistenza del tagiko Massud, il Leone del Panshir, lultimo dei signori della guerra, il network terroristico di Bin Laden ramificato dal Medio Oriente, allEuropa, agli Stati Uniti, la guerriglia del Kashmir dove combattono migliaia di pakistani che avevano partecipato alla marcia su Kabul". |
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