|
A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
|
Austria POPOLAZIONE:
8.140.000
La libertà religiosa è garantita dalla Costituzione. La Legge sul riconoscimento delle Chiese, del 1884, stabilisce lo status delle organizzazioni religiose, e le legge del gennaio 1998 quello delle comunità confessionali. Dal punto di vista legale, esistono tre tipologie di organizzazioni religiose: le società religiose ufficialmente riconosciute, le comunità religiose confessionali, e i club. Le prime hanno lo status di corporazioni di diritto pubblico, e godono di una serie di privilegi non concessi alle altre: possono svolgere varie attività pubbliche, ricevono sovvenzioni statali per i salari del clero e degli insegnanti di religione (sia nelle scuole pubbliche sia in quelle private) e la possibilità per il clero di operare negli ospedali, nelle prigioni, nelle caserme. Con lentrata in vigore, nel gennaio del 1998, della nuova legge, è stato confermato lo status alle 12 società religiose riconosciute esistenti. Alle altre Chiese che cercano di ottenere tale riconoscimento sono stati imposti nuovi requisiti, tra cui un periodo di attesa di 10 anni tra il momento della richiesta e quello della concessione. Le organizzazioni religiose devono, inoltre, essere composte da un minimo di 300 membri e devono presentare al governo il loro statuto, descrivendo diritti e doveri degli aderenti. La loro dottrina deve differire da quella di tutte le religioni già riconosciute, e non deve violare la sicurezza e lordine pubblico, la salute, la morale o il diritto di libertà dei cittadini. I gruppi religiosi non riconosciuti, in base alla nuova legge, possono ricevere lo status di comunità confessionali, senza però godere dei privilegi, in campo fiscale o educativo, concessi alle società religiose. Avendo uno status giuridico, possono comunque intraprendere diverse attività, come acquistare proprietà o contrattare per beni e servizi. È previsto un periodo di osservazione di 6 mesi, prima di ricevere tale status. Secondo dati diffusi dal ministero della Cultura e delleducazione e ripresi dal rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, sono soltanto 11 le organizzazioni che, ad aprile del 1999, hanno presentato la richiesta per essere riconosciute come comunità confessionali. E di queste, 9 hanno già ottenuto il riconoscimento; anche i Testimoni di Geova, dopo varie richieste, hanno avuto tale opportunità e sono ora sottoposti ai 10 anni di osservazione necessari per divenire società religiosa ufficialmente riconosciuta. Le altre associazioni religiose che non rientrano nelle precedenti categorie sono club: tale status viene concesso abbastanza facilmente, ma esso non consente di avere una personalità giuridica, e quindi di intraprendere tutte quelle attività per le quali essa è necessaria. Coloro che hanno proposto la nuova legge, ritengono che questa costituisca una opportunità per alcuni gruppi di ottenere una registrazione ufficiale come organizzazioni religiose; secondo quanto riferisce il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, numerosi gruppi religiosi non riconosciuti e alcuni avvocati esperti in legislazione religiosa hanno criticato la legge, poiché essa ha aumentato i requisiti necessari per ottenere la registrazione e ha formalizzato uno status di seconda classe per i gruppi non riconosciuti. Alcuni esperti hanno anche messo in discussione la costituzionalità della legge. Il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, informa che continua la campagna, cominciata nel 1996, contro i nuovi movimenti religiosi ritenuti potenzialmente pericolosi per gli individui e la società. Come parte di tale campagna, il ministero per la Famiglia, i giovani, lambiente, ha istituito un nuovo Ufficio federale sulle sette, che raccoglie e dà informazioni su tali movimenti attivi nel Paese. La stessa fonte informa che, nellaprile 1999, la convention del Partito popolare austriaco ha formalmente accettato la decisione presa dallesecutivo nel 1997, e cioè che lappartenenza al partito è formalmente incompatibile con lappartenenza a una setta. Poco dopo, un membro del Parlamento provinciale dellAustria settentrionale ha proposto che coloro che fanno richiesta per il servizio civile firmino anche una dichiarazione in cui affermano di non essere membri di Scientology e di non condividerne i fini. La dottoressa Laila Al-Marayati, delegata degli Stati Uniti allIncontro per la revisione dellapplicazione degli accordi OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), in un intervento tenuto il 27 ottobre 1998 a Varsavia, notava che «durante il periodo di osservazione lo statuto di persona giuridica è negato, e losservazione religiosa può essere liquidata se il governo accerta che le credenze del gruppo violano, tra altri criteri, gli interessi democratici, la pubblica sicurezza, lordine pubblico, la salute e la morale, o la protezione dei diritti e delle libertà di altri. I gruppi che si collocano a questo livello non possono ottenere il visto per missionari o visitatori stranieri e non hanno diversi altri privilegi di cui le dodici comunità legalmente riconosciute godono. La norma secondo cui gli statuti di un corpo religioso devono comprendere la descrizione di una dottrina religiosa che sia differente dalle dottrine di altre Chiese o comunità preoccupa la delegazione degli Stati Uniti perché questo fatto rende il governo arbitro di dispute teologiche. Alcuni gruppi religiosi, tra cui un certo numero di Chiese protestanti indipendenti, hanno lo statuto di associazione con una rudimentale personalità giuridica che permette loro di aprire conti bancari e di possedere proprietà. Queste associazioni, tuttavia, non hanno il diritto di visitare i prigionieri nelle carceri e i malati negli ospedali, non possono ottenere visti per missionari o visitatori stranieri, e non hanno altri privilegi di cui godono le dodici comunità legalmente riconosciute. Ad alcuni gruppi è stato negato lo stesso statuto di associazioni, fra cui la Chiesa dellUnificazione, che così non può reagire giudizialmente nei confronti di articoli potenzialmente diffamatori sulla stampa austriaca perché non ha personalità giuridica in base alla legge austriaca, e quindi non può agire in tribunale. La disuguaglianza intrinseca a questa struttura legale preoccupa la delegazione degli Stati Uniti, particolarmente alla luce del fatto che lAustria stessa aveva proposto la formulazione del Paragrafo 16 dellAtto conclusivo di Vienna del 1989 che chiede agli Stati membri di promuovere un clima di tolleranza e rispetto reciproco per tutti i gruppi religiosi». «Un altro motivo di preoccupazione è la fondazione di centri di informazione governativa per mettere in guardia il pubblico a proposito di gruppi considerati pericolosi dai governi. I governi austriaco e francese hanno promosso linee telefoniche per il pubblico e attraverso centri di informazione sponsorizzati e finanziati dal governo distribuiscono informazioni su gruppi religiosi. [ ] La diffusione da parte di governi di informazioni che possono essere definite come propagandistiche attraverso questi centri mette in discussione limpegno che lAustria, la Francia, il Belgio e la Germania hanno sottoscritto di promuovere un clima di tolleranza e rispetto reciproco. Inoltre, queste attività coinvolgono in modo eccessivo il governo nella discussione pubblica delle credenze religiose e collocano il governo nel ruolo di arbitro religioso. Lo statuto delle minoranze e maggioranze musulmane sia immigrate sia nazionali negli Stati membri dellOsce è spesso precario. Diversi paesi come la Spagna, lAustria e il Belgio stanno adottando diverse misure per dare spazio alle loro popolazioni musulmane e integrarle». Informa il quotidiano «Avvenire» del 16 dicembre 1999, che alla fine di novembre è stato aperto a Vienna il primo collegio islamico riconosciuto dallo Stato, che è anche il primo istituto del genere presente in un Paese germanico. Le lezioni, cui sono iscritti 29 studenti di origine turca, sono tenute in tedesco. Sono previste inoltre due ore di religione alla settimana. |
|