A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano

all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Belgio

POPOLAZIONE: 10.141.000
SUPERFICIE: 30.528 kmq
RELIGIONE: Cattolici: 88%; Musulmani: 1,1%; Protestanti: 0,4%
Numero cattolici: 8.274.000


La Costituzione garantisce la libertà di religione. Sei sono le religioni ufficialmente riconosciute: cattolica, protestante, ebraica, anglicana, islamica, ortodossa greca e russa. Per ciascuna di esse, lo Stato offre sussidi per il mantenimento dei religiosi e per la costruzione o il restauro di chiese. Il Governo permette l’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche, nelle quali è presente un maestro per ognuna delle sei religioni riconosciute; esistono scuole cattoliche, che beneficiano anche di aiuti statali.

Per ottenere il riconoscimento, è necessario farne richiesta al Governo, il quale decide facendo con riferimento a cinque parametri: 1) la religione deve avere una struttura o una gerarchia; 2) deve essere composta da un numero sufficiente di membri; 3) deve esistere in Belgio da un lungo periodo; 4) deve offrire al pubblico un valore sociale; 5) deve attenersi alle leggi dello Stato e rispettare l’ordine pubblico.

Il 13 dicembre 1998, la comunità musulmana ha eletto per la prima volta i propri rappresentanti, che avranno il compito di interloquire con i pubblici poteri. Lo Stato non ha effettuato alcun controllo preventivo sui nominativi dei candidati e questo – a giudizio di Macine Beyens, presidente dell’esecutivo in carica – «è avvenuto per permettere elezioni veramente democratiche e popolari», come riporta «Le Soir» del 26 febbraio 1999. Sui diciassette membri eletti, il Governo ne ha però approvati solo sedici, ritenendo il diciassettesimo – che potrà comunque essere sostituito – un rappresentante dell’ala estremista islamica.

Accuse di discriminazione sono giunte al Governo dall’Associazione Evangelica, alla quale è stato rifiutato il riconoscimento di religione separata dal Protestantesimo; il Governo, secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, sta tuttavia mediando affinché tale gruppo possa ottenere una posizione di rilievo all'interno della già riconosciuta Chiesa protestante.

Le maggiori lamentele di discriminazione provengono, tuttavia, dai nuovi movimenti religiosi. Nel 1997, il Governo ha istituito una Commissione parlamentare affinché esaminasse i potenziali pericoli che le cosiddette “sette” rappresentavano per la società. Dal rapporto finale di tale Commissione, è emersa una distinzione tra gruppi rispettabili, che riflettevano il normale esercizio della libertà di religione, e organizzazioni pericolose, che costituivano un pericolo per l’individuo e per la società; è stata allegata, inoltre, una lista di 189 movimenti settari.

Il rapporto ha suscitato numerose polemiche, soprattutto per l’elenco citato, che è stato giudicato da molti aderenti ai vari movimenti religiosi una sorta di “lista nera”. Vari gruppi religiosi hanno lamentato di aver subito discriminazioni a causa della presenza del loro nome su tale elenco. Ciò è confermato da quanto riportato da su «Human Rights Without Frontiers» del 1° novembre 1999, e cioè che la stretta sorveglianza sotto cui sono tenuti alcuni gruppi è da riportare alla presenza dei loro nomi sulla lista: inoltre, «l’uso di brigate antiterrorismo in tutti gli interventi della polizia in queste “sette” dà l’impressione, nei media, che i movimenti incriminati, i loro leader, i loro membri, siano pericolosi. Dietro queste operazioni, c’è una chiara strategia, che consiste nell’intimidire le minoranze religiose, nel paralizzare le loro attività, e nell’isolarli».

Un gruppo di Avventisti del Settimo Giorno di Nivelles, secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, si è visto negare dalle autorità municipali l’affitto di un edificio da adibire a luogo per le letture religiose. Secondo la stessa fonte, alcuni tribunali nelle Fiandre hanno stabilito – nell’ambito dei processi di affidamento di bambini di coppie separate – che il genitore che non ha la custodia del minore, se è un Testimone di Geova, durante le sue visite non può esporre il figlio agli insegnamenti o allo stile di vita di questa religione, poiché ciò è stato giudicato dannoso per i bambini.

In un altro caso di divorzio – riportato da «Human Rights Without Frontiers» del 15 novembre 1999 – , a una madre appartenente alla denominazione protestante pentecostale «Chiesa di Dio e Profezia» è stato negato in prima istanza dal tribunale di Zaventem l’affidamento dei figli; le è stato concesso un permesso di visita subordinato all’impegno a non far loro frequentare la sua Chiesa. Il marito, a cui sono stati affidati i bambini, era stato condannato a tre anni di carcere per rapina a mano armata.

Nel maggio 1998, il Parlamento belga ha istituito il “Centro per le informazioni e il consiglio sulle organizzazioni settarie pericolose”, con il compito di studiare il fenomeno dei nuovi movimenti religiosi, di organizzare un centro di documentazione e di curare l’informazione del pubblico. Il Centro è anche autorizzato a raccogliere dati personali sugli aderenti alle sette considerate potenzialmente pericolose.

In occasione delle elezioni del 13 giugno, la campagna anti–sette è stata anche uno dei cavalli di battaglia della comunità francofona – come informa «Le Soir» del 6 marzo 1999 – che, in marzo, ha lanciato una campagna informativa, dal titolo “Gurou Gare à toi”, rivolta in particolare a quelle fasce di popolazione che costituirebbero il target ideale dei nuovi movimenti religiosi. La Società Antroposofica ha fatto causa alla Comunità francofona, per due passaggi da essa ritenuti diffamatori, ottenendo il 23 aprile 1999 dal Tribunale di Bruxelles che la campagna fosse sospesa fino a quando non fossero stati rimossi dai testi in distribuzione i riferimenti in cui si indicava come antroposofo un medico che aveva curato con metodi discutibili un paziente malato di cancro, morto poco dopo, pur avendo, a suo tempo, la Società provveduto a rettificare la falsa informazione e a prendere le distanze dal medico stesso (che, peraltro, a detta della Società, non faceva parte del movimento). In seguito alla sentenza, afferma «Droits de l’homme sans frontières» del 1° novembre 1999, la comunità antroposofica belga in territorio francese aveva subito fastidi amministrativi, a differenza di quanto accaduto in territorio fiammingo. La stessa fonte, il 16 febbraio 2000, informa che la Corte d’Appello ha annullato la decisione del Tribunale di Bruxelles, ufficialmente per rispettare la libertà di espressione della comunità francofona. Quest’ultima tuttavia ha accettato di non continuare la propria campagna.

L’Antroposofia si è anche dichiarata, per vari motivi, contraria alla creazione del Centro di Informazione sulle Sette; innanzi tutto perché il parametro della “pericolosità” è molto vago e può essere applicato a tutti i gruppi – anche a quelli che operano legalmente – in maniera indiscriminata; in secondo luogo, perché ritiene che esso violi anche alcuni principi costituzionali, in quanto non sarebbe solo la libertà religiosa a essere messa in pericolo, ma anche la libertà di associarsi e il rispetto della privacy. La Società Antroposofica, come riportato da «De Morgen» del 18 maggio 1999, ritiene che tale politica sia la manifestazione dello scetticismo che i belgi hanno verso tutto ciò che è insolito o sconosciuto, per cui chiunque pensa diversamente dalla maggioranza diviene sospetto.

«Droits de l’homme sans frontières» del 1° novembre 1999 riporta diversi casi in cui si intravede una strategia di intimidazione nei confronti dei nuovi movimenti religiosi. A dare un’accelerazione al processo sarebbe anche la posizione anti-sette presa dal ministro degli Interni, Antoine Duquesnes, già presidente della Commissione di inchiesta sui culti.

La stessa fonte informa dell’arresto con accusa di truffa che ha colpito nel mese di gennaio precedente, il “maestro” Dang, leader mondiale del gruppo Spiritual Human Yoga, detenuto per 65 giorni e rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 1,3 milioni di dollari. Insieme a lui, era stata arrestata per 22 giorni e poi scarcerata la segretaria belga del movimento, signora Vo. Tutti gli archivi nominativi dell’associazione sono stati sequestrati e coloro che vi comparivano hanno ricevuto la visita dei funzionari dell’ufficio antiterrorismo della polizia.

La medesima agenzia fornisce anche notizie sul movimento di Scientology, che ha subito perquisizioni da parte della stessa sezione delle forze dell’ordine, in collaborazione con le autorità francesi, il 30 settembre 1999, sia nella sede associativa, sia nelle abitazioni private dei suoi membri, con il sequestro di computer e di liste di appartenenti.

Ancora funzionari dell’antiterrorismo hanno visitato l’abitazione di una famiglia fiamminga di Mechelen che pratica il Sahaja Yoga per accertarsi della sorte di una minore che in realtà era andata a far visita alla nonna a Roma con la madre. Un’altra appartenente al gruppo, Lieve Van Roy, è stata arrestata per un mese e ha perso il proprio diritto alla patria potestà per aver vissuto a Roma con il proprio figlio in una sede del movimento. Il tribunale le ha accordato il 13 ottobre 1999 il permesso di vedere il figlio per sette ore una volta al mese.

La stessa fonte, il 16 febbraio 2000 riporta la notizia dell’archiviazione della richiesta di scioglimento dell’associazione Sukyo Mahikari, avanzata nel maggio 1997 dal Procuratore regio del Belgio.

Una condanna nei confronti del governo belga per la persecuzione antireligiosa è venuta ultimamente dal Rapporto 1999 messo a punto dall’Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e pubblicato il 25 febbraio 2000.