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all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Bhutan

POPOLAZIONE: 2.004.000
SUPERFICIE: 47.000 kmq
RELIGIONE: Buddisti mahyana: 70%; Induisti: 25%; Musulmani: 5%


La situazione della libertà religiosa nel Bhutan appare per diversi aspetti contraddittoria: la legge tutela la libertà religiosa e il governo attuale sembra voler rispettare tale principio. Allo stesso tempo, secondo quanto riferisce il rapporto sulla libertà religiosa del governo statunitense del 1999, una particolare scuola del buddismo Mahayana, chiamata Drukpa, è religione di Stato. Inoltre la legge proibisce le conversioni religiose e cittadini di altre confessioni hanno il divieto di fare proseliti. Secondo la stessa fonte le comunità religiose devono ottenere un permesso dalle autorità governative prima di costruire nuovi luoghi di culto, anche se non vi sono prove che, a tale riguardo, vi siano imparzialità. Le autorità finanziano pubblicamente la costruzione dei luoghi di culto della scuola Drukpa e contribuiscono ad aiutare un terzo circa dei 12mila monaci del regno. Per statuto 10 seggi su 150 dell’Assemblea Nazionale e due degli 11 membri del Consiglio Reale sono riservati a monaci Drukpa. In Bhutan è presente una sola chiesa cristiana nel Sud del Paese, sebbene piccole comunità cristiane, cattoliche e protestanti, siano presenti anche altrove. Episodi di discriminazione sono denunciati nei confronti della popolazione di etnia nepalese, stanziata soprattutto nella parte meridionale del Bhutan, che pratica l’induismo. Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi del ’90 molti di loro sono stati espulsi dal Paese. Stando alle fonti ufficiali governative tale espulsione avrebbe riguardato solo immigrati clandestini e non avrebbe nulla a che fare con la religione. È vero che gli abitanti di etnia nepalese rimasti in Bhutan possono seguire la propria religione, le cui principali festività sono state dichiarate feste nazionali, ma vi sono prove consistenti che alla base delle discriminazioni verso di loro vi siano motivazioni anche religiose. Si noti inoltre che non è consentito a missionari stranieri di fare opera di proselitismo, sebbene organizzazioni umanitarie cristiane e sacerdoti della Compagnia di Gesù svolgano attività educative e umanitarie.