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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
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Bulgaria POPOLAZIONE:
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Dopo la persecuzione antireligiosa del periodo socialcomunista, la Bulgaria democratica ha adottato una Costituzione che prevede la libertà di religione. Nella pratica, però, il governo ha ristretto tale diritto soltanto ad alcuni gruppi religiosi, anche se in base allart. 6 della Costituzione tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e non è ammessa nessuna restrizione dei diritti, né alcun privilegio di razza, nazionalità, appartenenza etnica, sesso, ascendenza, religione, istruzione, idee, affiliazione. La Costituzione indica come tradizionale la religione cristiana ortodossa dellEst. Il governo oltre a finanziare la Chiesa ortodossa, concede sussidi anche alle comunità religiose che, per motivi storici, conservano una posizione rilevante nella società: quella musulmana, quella cattolica e quella israelita. La maggior parte dei gruppi religiosi registrati non incontra limitazioni alla pratica del culto o allistruzione religiosa privata. Non ci sono indicazioni relative a discriminazioni operate dal governo nella restituzione delle proprietà appartenenti alle varie Chiese, nazionalizzate durante il regime comunista. I gruppi che non riescono a ottenere il riconoscimento legale incontrano spesso notevoli difficoltà nello svolgimento delle loro attività: è il caso dei Testimoni di Geova, almeno fino allottenimento del riconoscimento nellottobre del 1998. Secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, in molti casi, le autorità locali utilizzano la mancanza della registrazione come pretesto per interferire contro le attività di qualche gruppo e per mettere in atto arbitrariamente tattiche vessatorie contro altri. La stessa fonte riporta che alcune municipalità emanano regolamenti che potrebbero essere utilizzati per limitare la libertà religiosa. Per esempio, nella città di Sofia è stata approvata una norma che vieta il riferimento a miracoli e a guarigioni durante i riti religiosi: si teme che un provvedimento di questo tipo possa essere utilizzato come pretesto per proibire o interrompere le celebrazioni dei gruppi evangelici carismatici. È ancora in vigore una legge approvata nel 1949, durante il regime socialcomunista, che vieta agli stranieri di fare proselitismo e di celebrare servizi religiosi sul territorio nazionale. Tale legge è stata oggetto di critiche, in quanto costituisce un potenziale ostacolo alla libertà di religione; tuttavia, i missionari stranieri ricevono, di norma, il permesso per fare opera di propaganda nel Paese. «Human Rights Without Frontiers» del 15 luglio 1999 fa stato della presentazione da parte dellUnione delle Forze democratiche (Udf) di un disegno di legge parlamentare in materia di libertà religiosa. Nel testo della proposta si introducono termini entro i quali le autorità sono tenute a fornire una risposta alle organizzazioni che richiedono la registrazione pubblica. Tuttavia, è ancora previsto dalla bozza un forte controllo statale sulle associazioni religiose, che giunge a consentire verifiche da parte delle autorità perfino nel campo dottrinale. Inoltre, non è concesso di formare più di una istituzione religiosa sulla base di uno stesso sistema di credenze. La costruzione di nuovi luoghi di culto è sottoposta a licenza da parte del governo. Infine è strettamente proibita lattività dei nuovi movimenti religiosi senza un particolare permesso. Lassociazione Tolerance Foundation, in un comunicato del 16 novembre 1999, informa della presentazione di una nuova proposta in materia da parte di quattro deputati dellUnione per la salvezza nazionale, partito di opposizione. Preparata da organizzazioni non governative per i diritti umani, liniziativa intendeva modificare la legislazione vigente ed evitarne labuso che aveva condotto, anche dopo i cambiamenti democratici, a campagne anti-sette negli anni 1993-97. Il nuovo progetto proponeva di ridurre al minimo lintervento dello Stato nella gestione interna delle associazioni religiose e prevedeva un ampliamento nel numero di diritti e di libertà in materia religiosa per i cittadini. Ignorando questultima proposta caldeggiata da quasi tutte le minoranze religiose presenti nel Paese il Parlamento bulgaro, il 2 febbraio 2000, ha unificato tre testi di legge, uno dellUdf, uno del Partito socialista e uno dellOrganizzazione rivoluzionaria della Macedonia interna (Vmro), di orientamento ultranazionalista e membro della coalizione governativa. Durante un conferenza promossa da Tolerance Foundation l8 luglio 1999, oltre 40 organizzazioni religiose avevano definito i tre progetti legislativi della maggioranza e in special modo quello dellUdf, pesantemente restrittivi dei diritti religiosi dei cittadini e lesivi sia della Costituzione sia degli obblighi internazionali della Bulgaria circa i diritti umani. In un documento stilato in otto punti, i partecipanti alla conferenza sottolineavano in particolare come aspetti negativi gli impedimenti procedurali per lacquisizione dello status legale per le organizzazioni religiose, il controllo sulle attività interne dei gruppi, come lapertura di luoghi di preghiera o di scuole religiose, lintroduzione di pesanti sanzioni amministrative per chi operi senza permesso, leccessiva discrezionalità dei criteri per il riconoscimento delle associazioni religiose in base al concetto di «sicurezza interna», i privilegi concessi alla Chiesa ortodossa bulgara, in contraddizione con la Costituzione, lestrema difficoltà nel condurre opere educative e sociali e infine luso di termini ambigui che si prestano agli abusi di uninterpretazione arbitraria. Nel gennaio 1999, è entrata in vigore una legge che prevede lobiezione di coscienza come alternativa al servizio militare. Nellaprile 1998, Krassimir Nikolov Savov, un membro dei Testimoni di Geova, era stato arrestato perché aveva rifiutato di adempiere al servizio militare, per obiezione di coscienza; è stato poi scarcerato nel marzo del 1999, in seguito a un provvedimento di grazia emanato dal presidente della Repubblica. Secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, nel marzo scorso uninsegnante, appartenente a una Chiesa pentecostale, è stata spinta a rassegnare le dimissioni a causa delle sue credenze religiose; la professoressa ha citato in giudizio la scuola. Secondo la stessa fonte, molte delle minoranze religiose nel Paese hanno riscontrato un clima di maggior libertà religiosa nel Paese. Tuttavia, le discriminazioni e lintolleranza della gente verso i gruppi non tradizionali (in particolare nei confronti delle religioni cristiane evangeliche protestanti) costituiscono ancora un problema. Spesso lintolleranza viene mascherata con richiami al patriottismo. Gruppi religiosi non ortodossi, tra i quali i Testimoni di Geova, la Chiesa di Dio, e il Centro biblico Emmanuel, hanno in particolar modo risentito dellavversa disposizione della società nei loro confronti: numerosi articoli di stampa e servizi televisivi hanno fornito una descrizione inaccurata e sinistra delle attività dei gruppi religiosi non ortodossi, attribuendo la rottura delle famiglie e labuso di droga da parte dei giovani alle pratiche di tali movimenti. |
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