A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano

all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Ciad

POPOLAZIONE: 7.270.000
SUPERFICIE: 1.284.000 kmq
RELIGIONE: Musulmani: 54%; Cattolici: 20%; Protestanti: 14%; Animisti: 7%
Numero cattolici: 512.000


Vi sono garanzie esplicite nella Costituzione a proposito della libertà religiosa e la legislazione non pone differenze tra i cittadini appartenenti alle diverse confessioni. È obbligatoria per tutti i gruppi religiosi, nazionali e missionari, la registrazione presso il ministero degli Interni.

Nel corso del 1999 si sono accavallate numerose notizie a proposito di presunte conversioni all’islam da parte di membri di tribù locali. Diffuse — come riporta «Mondo e Missione» del dicembre 1999 — dalla rivista «Manar al-Islam» nel mese di ottobre, le informazioni sono accompagnate dal commento del sultano locale Ali Ramadhan Nagil, che ha denunciato un tentativo cristiano di convertirlo in cambio di «soldi, donne, una fattoria, una casa e un incarico» e accusa i missionari di incitare gli animisti contro i musulmani nel Ciad meridionale. Secondo la stessa fonte, il Consiglio supremo per gli affari islamici, presieduto da Hussein Akbar, si occupa di contrastare «l’intensa attività missionaria cristiana nel Ciad».

Il governo, secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato Usa, è accusato dai leader non islamici di favorire maggiormente i musulmani. Tra i provvedimenti presi dalle autorità durante il 1999, tuttavia, secondo lo stesso rapporto, ci sono la detenzione arbitraria, avvenuta nel mese di gennaio dell’imam Sheikh Mahamat Marouf e il divieto ai suoi seguaci di riunirsi a pregare nella loro moschea. Un altro esponente musulmano, Sheikh Faki Suzuki ha ricevuto il divieto di predicare dall’ottobre 1998 al marzo 1999. Secondo il governo entrambi sarebbero stati responsabili di aver incitato i propri fedeli alla violenza.