|
A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
|
Ciad POPOLAZIONE:
7.270.000
Vi sono garanzie esplicite nella Costituzione a proposito della libertà religiosa e la legislazione non pone differenze tra i cittadini appartenenti alle diverse confessioni. È obbligatoria per tutti i gruppi religiosi, nazionali e missionari, la registrazione presso il ministero degli Interni. Nel corso del 1999 si sono accavallate numerose notizie a proposito di presunte conversioni allislam da parte di membri di tribù locali. Diffuse come riporta «Mondo e Missione» del dicembre 1999 dalla rivista «Manar al-Islam» nel mese di ottobre, le informazioni sono accompagnate dal commento del sultano locale Ali Ramadhan Nagil, che ha denunciato un tentativo cristiano di convertirlo in cambio di «soldi, donne, una fattoria, una casa e un incarico» e accusa i missionari di incitare gli animisti contro i musulmani nel Ciad meridionale. Secondo la stessa fonte, il Consiglio supremo per gli affari islamici, presieduto da Hussein Akbar, si occupa di contrastare «lintensa attività missionaria cristiana nel Ciad». Il governo, secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato Usa, è accusato dai leader non islamici di favorire maggiormente i musulmani. Tra i provvedimenti presi dalle autorità durante il 1999, tuttavia, secondo lo stesso rapporto, ci sono la detenzione arbitraria, avvenuta nel mese di gennaio dellimam Sheikh Mahamat Marouf e il divieto ai suoi seguaci di riunirsi a pregare nella loro moschea. Un altro esponente musulmano, Sheikh Faki Suzuki ha ricevuto il divieto di predicare dallottobre 1998 al marzo 1999. Secondo il governo entrambi sarebbero stati responsabili di aver incitato i propri fedeli alla violenza. |
|