A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano

all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Congo Brazzaville

POPOLAZIONE: 2.785.000
SUPERFICIE: 342.000 kmq
RELIGIONE: Cristiani: 50%; Animisti: 47%; Musulmani: 3%
Numero cattolici: 1.564.000


La Carta fondamentale della Repubblica prevede la libertà di religione e la separazione totale tra le religioni e lo Stato. È proibito per legge servirsi della religione per fini politici.

Secondo «Fides» del 29 gennaio 1999, il Governo ha acconsentito a una restituzione progressiva alle congregazioni religiose degli edifici scolastici nazionalizzati nel 1965, quando la legge lasciò alla Chiesa cattolica solo la possibilità di gestire «le scuole religiose per la formazione di servitori della Chiesa».

Politicamente travagliata, la situazione del Paese vede uno scontro in atto tra il Governo e una guerriglia guidata dall’ex primo ministro Bernard Kolelas. In questo contesto, la Chiesa cattolica è vittima, insieme al popolo – commenta la stessa agenzia – «di una lotta sopra le loro teste».

Papa Giovanni Paolo II lo ha ricordato da Città del Messico, il 24 gennaio, facendo riferimento alle «preoccupanti informazioni su episodi di grande violenza contro opere della Chiesa nella Repubblica del Congo Brazzaville». Il vescovo di Kinkala, mons. Anatole Milandou, intervistato da «Fides» del 29 gennaio 1999, affermava di essere stato costretto a lasciare la propria diocesi con quasi tutti i preti, i religiosi e le suore, rifugiandosi a Brazzaville «per fuggire dalla follia e dalla barbarie [...]. L’episcopio, le parrocchie, le case religiose sono state saccheggiate. [...] Un prete polacco è stato ucciso nella sua parrocchia di Loulombo. Due preti sono stati feriti, un seminarista ucciso».

Nonostante la Caritas locale si prodighi per alleviare le sofferenze delle popolazioni rifugiate in seguito agli scontri armati avvenuti nel dicembre 1998, le autorità governative, informa la stessa fonte, il 21 gennaio 1999 hanno costretto all’evacuazione gli allievi del seminario minore di Brazzaville, le monache carmelitane e i postulanti spiritani. Il sospetto nei loro confronti era di dare ospitalità ai guerriglieri Ninjas.

Precedentemente, il 16 dicembre 1998, anche gli otto monaci benedettini di Sainte Marie de la Buenza, nella diocesi di Nkay, avevano abbandonato il proprio monastero, attaccato da miliziani Cocoyes, che avevano preteso denaro e, non ricevendone, hanno pugnalato p. Antoine Massengo.

Sempre «Fides» il 2 aprile 1999, riferisce quanto denunciato l’8 marzo precedente dalle superiore religiose del Paese, cioè la chiusura di 49 su 81 comunità.