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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
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Croazia POPOLAZIONE:
4.481.000
La libertà di religione è garantita dalla Costituzione. I cattolici romani costituiscono l85 per cento della popolazione. Molto spesso la differenza di religione corrisponde a una differenza etnica: i serbi sono prevalentemente cristiani ortodossi, e i bosniaci musulmani. Religione e appartenenza etnica sono strettamente correlati. Secondo il rapporto sulla libertà religiosa del governo degli Stati Unti del 1999, i musulmani continuano ad essere discriminati nellottenimento dei documenti per la cittadinanza. A essi è, però, concesso il diritto di osservare le loro festività religiose. Il governo ha assunto 19 preti cattolici per lavorare nellesercito e prendersi cura dei militari cattolici. Tale opportunità non è stata concessa agli imam musulmani, e, nelle mense, non sono previsti cibi diversi e conformi alla legge islamica per i soldati di religione musulmana. La religione è insegnata nelle scuole, ma la frequenza a tali corsi non è obbligatoria. Se è presente il numero necessario di allievi, possono essere istituiti corsi anche per le religioni minoritarie; questa opportunità resta spesso inutilizzata a causa della mancanza di risorse, di studenti e di insegnanti qualificati. Esiste unemittente radio cattolica a diffusione nazionale. Cè anche una radio serba, «Radio Dunav», che opera solo localmente (la Commissione per le telecomunicazioni ha rifiutato la sua richiesta di un network nazionale). La comunità musulmana ha a disposizione 4,5 minuti di trasmissione radiofonica per mese in programmi religiosi realizzati dalla radio e televisione croata, e di altri 4,5 minuti al mese a «Radio Zagabria». Tuttavia la comunità musulmana ritiene che tale tempo non sia sufficiente per informare il pubblico sulle proprie attività religiose. Per quello che riguarda la restituzione dei beni confiscati dal regime comunista, il governo ha firmato, nellottobre del 1998, un concordato con il Vaticano che prevede il ritorno alla Chiesa cattolica di tutte le proprietà. |
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