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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
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Filippine POPOLAZIONE:
72.944.000
La Costituzione riconosce la libertà religiosa e il Governo rispetta tale diritto nella pratica. Circa l85% della popolazione appartiene alla Chiesa cattolica, la quale svolge anche attività di mediazione durante le crisi politiche. I governi perciò talvolta mantengono un dialogo informale con i leader cattolici riguardo i diritti sociali e politici. Sebbene sia i cristiani sia i musulmani siano liberi di trovare proseliti in ogni parte del territorio nazionale, le affiliazioni religiose avvengono perlopiù allinterno di gruppi familiari ed etnici o tra i membri di una stessa tribù. I tentativi della popolazione cristiana di stabilirsi in zone di tradizione musulmana (le cinque province della zona occidentale di Mindanao) hanno provocato risentimento presso i residenti musulmani che vedono nel proselitismo cristiano un tentativo di privarli delle loro terre e della loro identità culturale e religiosa. Lassassinio del vescovo cattolico Benjamin de Jesus a Jolo sullisola di Sulu, nel 1997, ha provocato il cordoglio della comunità a maggioranza musulmana, che ha partecipato in gran numero ai riti funebri. Le persone accusate dellassassinio non sono ancora state processate e persistono molti dubbi sulla loro colpevolezza. La Commissione ecumenica nazionale (Nec) del governo favorisce il dialogo tra i maggiori gruppi religiosi. I membri del Nec si incontrano periodicamente con il presidente per discutere questioni sociali e politiche. Non ci sono notizie di prigionieri o detenuti per motivi religiosi. I rapporti tra i maggiori gruppi religiosi appaiono nel complesso amichevoli e le principali cause dei disordini scoppiati a Mindanao con il Fronte di Liberazione Islamico (Milf) sono dovuti a tensioni economiche ed etniche più a per motivi religiosi. Dal 1996 il Governo ha avviato un dialogo con il Milf che ha posto fine a 20 anni di violenze; nellottobre del 1999 sono stati avviati colloqui di pace tra il governo delle Filippine e i guerriglieri separatisti. Comunità cristiane e musulmane vivono fianco a fianco nella zona occidentale di Mindanao e in molti territori i loro rapporti sono armoniosi. Verificandosi periodici conflitti su questioni di carattere economico, riguardanti anche dispute di territori, alcune comunità mantengono un gruppo armato non ufficiale che le protegge. Le notizie circa attività terroristiche svolte da questi gruppi di vigilanti sono rare e ciò sembra indicare che questi gruppi armati limitano il loro ruolo alla protezione delle rispettive comunità. Storicamente la popolazione musulmana si è sempre trovata in una condizione di inferiorità rispetto alla maggioranza cristiana e il Governo ha compiuto sforzi per integrare i musulmani a livello economico e sociale, anche se con limitati successi. La discriminazione religiosa in materia di assunzioni è comunque illegale. L11 febbraio 2000, lagenzia «Fides» ha riportato la notizia di una campagna lanciata dalla Chiesa Filippina il 2 febbraio precedente contro lavvenuto rilascio del noto criminale Norberto Manero jr., lassassino di p. Tullio Favali, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), ucciso l11 aprile 1985 a Tulunan (diocesi di Kidapawan, isola di Mindanao). La Conferenza Episcopale delle Filippine, tramite il Segretariato Giustizia e Pace, prende netta posizione sullinsensibilità dellamministrazione Estrada. Manero è stato rilasciato dal Penitenziario Nazionale poco prima del Natale 1999, dopo la grazia firmata dal presidente Joseph Estrada il 16 dicembre 1999. La grazia per alcuni detenuti è tradizionalmente concessa dal presidente per il tempo di Natale. |
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