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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
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Francia POPOLAZIONE:
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È in vigore la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino, in cui lAssemblea Nazionale, «in presenza e sotto gli auspici dellEssere Supremo», allart. 10, afferma che «nessuno devessere importunato per le proprie opinioni, comprese quelle religiose, fino a che le loro manifestazioni non alterino lordine pubblico stabilito dalla legge». Secondo due leggi, la prima del 1901 e la seconda del 1905, i gruppi religiosi vengono distinti in associazioni e in associazioni di culto: queste ultime, per poter essere riconosciute come tali e poter così usufruire di particolari benefici, tra cui lesenzione dalle tasse, devono presentare apposita richiesta alla prefettura locale. Lo Stato, inoltre, finanzia le scuole private. La legge del 1905 che separa lo Stato dalla Chiesa non permette discriminazioni sulla base della fede professata. Tuttavia, da qualche anno, le minoranze religiose descritte come sette sono soggette a varie forme di persecuzione e discriminazione sia dal punto di vista fiscale sia da quello legale. Nel 1995, dopo il suicidio collettivo compiuto in Svizzera dallOrdine del Tempio Solare, è nata una Commissione parlamentare con il compito di studiare il fenomeno delle sette; nel rapporto finale da essa redatto 173 gruppi tra i quali anche i Testimoni di Geova e Scientology vengono identificati come sette (ossia «associazioni la cui struttura è ideologica e totalitaria, e il cui comportamento opprime gravemente le libertà fondamentali e lequilibrio sociale»). Tale rapporto è stato oggetto di varie critiche: il rapporto del dipartimento di Stato statunitense sulla libertà religiosa nel 1999 ritiene che esso non sia il frutto di unadeguata e completa conoscenza dei movimenti citati nella lista; inoltre, pur non avendo il Governo messo fuori legge nessuno di tali gruppi, varie lamentele sono derivate dal fatto che la sola presenza in tale lista è stata per molti di essi allorigine di alcuni atti discriminatori a loro danno. Nel 1996 è stato istituito lOsservatorio sulle Sette, un gruppo di studio interministeriale, sostituito, nel 1998, dalla Missione governativa di lotta contro le sette. Come afferma «Droits de lHomme Sans Frontières» del 25 novembre 1998 «per la prima volta in una democrazia occidentale, i poteri pubblici hanno creato una autentica forza per colpire tatticamente le cosiddette sette». In un rapporto del Centro Studi sulle Nuove Religioni (Cesnur), datato 1° maggio 1999, si rivela che Alain Vivien, presidente della Missione, con un noto passato anticlericale e anticattolico, ha affermato che la battaglia contro le sette si lega alla vecchia battaglia per il libero pensiero, per il libero credo e per la libera espressione, contro loscurantismo di un passato che non dovrebbe mai ritornare. In un rapporto presentato al presidente Clinton il 17 maggio di questanno, il Dipartimento di Stato statunitense denuncia la persecuzione che lo Stato francese compie ai danni delle minoranze religiose, e invita il Governo degli Stati Uniti a cercare una soluzione diplomatica in difesa della libertà religiosa. Nella cronaca di «Le Parisien» dell11 giugno 1999, si indica che tale rapporto, parlando delle commissioni sulle sette, afferma: «esse mirano ad indagare non tanto le attività illegali, quanto piuttosto le minoranze e i gruppi che professano sentimenti religiosi. Commissioni di questo tipo possono incitare lintolleranza e causare il diffondersi di stereotipi». Stessa denuncia è stata fatta dallufficio della Democrazia, dei diritti umani, e del lavoro, del Dipartimento di Stato statunitense il 25 febbraio 2000: «la pubblicità derivata dalle inchieste e dai rapporti della Commissione ha creato unatmosfera di intolleranza e di violenza contro le minoranze religiose. Molte persone che fanno parte di questi gruppi hanno continuato a subire discriminazioni durante lanno per esempio, la perdita del lavoro, o il rifiuto dellapertura di un conto corrente bancario , discriminazioni che ritengono dovute alla loro appartenenza ad una setta». Anche alcune Chiese evangeliche, vittime delle associazioni anti-sette, non esitano a parlare di caccia alle streghe. Varie comunità sono state poste sotto indagine, con laccusa di compiere manipolazioni mentali e frodi a scopo di lucro. «Le Christianisme au 20 ème siècle» del 4-10 luglio 1999 informa che, il 16 marzo di questanno, un pastore di una Chiesa evangelica del sudovest è stato interrogato, perquisito e condotto insieme ad altri presso la gendarmeria. Le stesse attenzioni sono riservate, da un po di tempo, alla Mission du Plein Evangile-La Porte Ouverte Chré-tienne, vittima di continui fastidi e controlli fiscali. Varie forme di persecuzione fiscale sono state messe in atto anche a danno dei Testimoni di Geova e di Scientology, movimenti che non sono riconosciuti dal Governo come associazioni religiose, e sono, quindi, soggetti al pagamento del 60% di tasse su tutti i fondi ricevuti. Nel 1996 gli uffici delle imposte francesi hanno dato il via a una revisione dei conti dei Testimoni di Geova, analizzando tutte le donazioni ricevute dal 1992 al 1996: la cifra totale che il movimento dovrebbe ora pagare secondo il rapporto del dipartimento di Stato statunitense sulla libertà religiosa nel 1999 comprensiva di tasse, multe, interessi, è di 300 milioni di franchi. Il 23 giugno 1999, il Presidente del Concistoro Nazionale dei Testimoni di Geova, ha presentato, in nome della trasparenza, un libro bianco dal titolo Il finanziamento dei cristiani Testimoni di Geova. Il portavoce del Concistoro, Pons, come riporta «Droits de lhomme sans frontières» del 24 giugno 1999, denuncia il clima poco sereno in cui il movimento deve operare, essendo divenuto loggetto di una costante campagna di diffamazione e di omologazione con altre sette realmente pericolose. Le pesanti imposizioni fiscali hanno inoltre condotto alcune Chiese di Scientology alla bancarotta: il rapporto del dipartimento di Stato statunitense sulla libertà religiosa nel 1999 informa che il Ministro delle Finanze ha vietato alla Chiesa di Parigi di effettuare pagamenti con fondi provenienti dallestero. Un successo è stato, però, ottenuto questanno da tale movimento: «Human Rights Without Frontiers» del 1° luglio 1999 dà notizia che la Corte Suprema ha confermato una decisione della Corte di Appello di Lione, in base alla quale Scientology ha pieno diritto di essere considerata una religione e di fare proselitismo, senza nessuna restrizione governativa; la pratica di Scientology è, quindi, pienamente legale, nel quadro della separazione che esiste in Francia tra Stato e Chiesa. Ma i problemi per il movimento non sono finiti: il «Los Angeles Times» del 29 febbraio 2000, ripreso da «Human Rights Without Frontiers» del 3 marzo successivo, riporta la notizia che in un rapporto ufficiale (quello messo a punto dalla Missione interministeriale di lotta contro le sette) è stato chiesto di sciogliere la Chiesa di Scientology, in quanto essa viene definita una «vasta impresa a carattere transnazionale» con una sua forza di polizia privata governata clandestinamente dagli Stati Uniti. Unaltra vittoria legale è stata ottenuta da The Family (il movimento precedentemente denominato I Bambini di Dio): tale gruppo era stato accusato di compiere abusi sessuali sui bambini degli appartenenti. Nel 1993, la polizia francese aveva compiuto unirruzione nella comunità, la quale ricorda tale evento come il più terribile della sua storia. La Corte di Giustizia di Aix en Provence, dopo sei anni, ha deciso il «non luogo a procedere» nei confronti degli imputati. Tale giudizio è stato confermato il 24 febbraio 2000 dalla Corte dAppello, chiamata ad esprimersi per il ricorso presentato contro la prima sentenza dallAssociation pour la Défense de la Famille et de lindividu (Unadfi) e da un privato senza rapporti con The Family. Per Massimo Introvigne, direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (Cesnur), le cui dichiarazioni sono state riprese il 19 gennaio 1999 da «Human Rights Without Frontiers», si tratta anche di una vittoria dei giudici, che reclamano la loro indipendenza dagli ordini del governo, in quanto il ministro della Giustizia ha diramato a tutti i tribunali una circolare chiedendo collaborazione nella battaglia anti-sette. La comunità musulmana, il secondo gruppo del Paese, ha incontrato difficoltà derivanti soprattutto da differenze culturali, più che religiose. Come risulta dal rapporto del Dipartimento di Stato statunitense sulla libertà religiosa nel 1999, continua in seguito al divieto emanato nel 1994 dal ministro dellEducazione di «indossare simboli di ostentazione politica o religiosa nelle scuole» -, il dibattito relativo al fatto se sia o meno una violazione al diritto di praticare liberamente la propria religione negare alle ragazze musulmane di indossare il chador a scuola. Il 13 gennaio 2000, come riporta lagenzia «Ansa», per la prima volta nella storia della Repubblica francese, il presidente Jacques Chirac ha ricevuto quattro alte personalità della religione islamica, la seconda in Francia, che tuttavia non dispone ancora di istanze rappresentative riconosciute dai poteri pubblici. «LIslam fa oggi parte del paesaggio repubblicano della Francia», ha sottolineato il gran Mufti di Marsiglia Soheib Bencheikh, che ha partecipato allincontro con il rettore della moschea di Parigi Dalil Boubakeur, il presidente della moschea di Lione Rabah Khelif e limam di quella di Mantes-la-Jolie, Mustafa Sgiri. Hanno tutti accettato formalmente di partecipare alla consultazione avviata, per organizzare il culto musulmano, dal ministro degli Interni, Jean-Pierre Chévenement, che nello stesso giorno ha ricevuto Boubakeur. Il 28 gennaio il ministro ha riunito una trentina di rappresentanti delle Federazioni di musulmani di Francia, per discutere della creazione di un Consiglio rappresentativo della religione musulmana, che accetti riferisce il quotidiano «Avvenire» del 14 gennaio linquadramento nella legge del 1905 che regola i rapporti tra le religioni e lo Stato. Afferma «Cip» del 1° febbraio 2000 che le comunità musulmane hanno reagito, nellinsieme, abbastanza positivamente alliniziativa lanciata da Chevenemént, anche se sono abbastanza reticenti sul metodo usato dal ministro e giudicato autoritario. Il ministro deve incontrarsi anche con i rappresentanti di organizzazioni islamiche più radicali che devono ancora aderire alla consultazione.
Il quadro in cui si inseriscono le singole azioni contro la libertà religiosa è stato reso più chiaro e più grave il 10 giugno 1999, con un Rapporto parlamentare di 322 pagine incentrato sulla questione del finanziamento dei culti. Ne sono autori i deputati Jacques Guyard, già allorigine del Rapporto del 1996, e Jean-Pierre Brard, uno tra i falchi allinterno della Missione interministeriale di lotta contro le sette (Mils). Diviso in tre parti, il Rapporto affronta in primo luogo la situazione delle cosiddette sette in Francia e la loro organizzazione, affermando che la lista del 1996 è tuttora valida, anche se altre realtà, già escluse dal primo computo, sarebbero ora da aggiungere. Tra di esse lAntroposofia e lordine Rosacrociano Amorc. Tra le preoccupazioni maggiori degli estensori, il fatto che alcuni nuovi movimenti religiosi siano organizzati in partiti politici, come nel caso della Meditazione trascendentale e del Partito umanista. Si paventa inoltre la possibilità di finanziamenti comunitari a organizzazioni non governative legate a nuove religioni e si propone pertanto di rendere più difficile il riconoscimento di associazioni del genere, limitando laccesso di partiti senza rappresentanza parlamentare alle trasmissioni televisive e negando contributi pubblici ad associazioni ritenute contrarie allordine pubblico. È adombrata persino lipotesi «complottista» secondo cui dietro tutte le realtà neoreligiose vi sarebbe ununica regia occulta, da ricercarsi tra i difensori della libertà religiosa. Nella seconda parte del Rapporto, sono descritte le modalità con cui i nuovi movimenti religiosi raccolgono denaro, con una graduatoria tra i gruppi a seconda delle loro disponibilità finanziarie. Tra le proposte, gli autori suggeriscono una tassazione del 60 per cento sulle donazioni, come accaduto recentemente nei confronti dei Testimoni di Geova. Violando la riservatezza di dati strettamente confidenziali, vengono pubblicati inoltre nomi di società e di singoli benefattori delle sette. Molte delle informazioni sarebbero state raccolte, secondo una nota di Massimo Introvigne, The Mouse who Roared, disponibile sul sito del Cesnur, attraverso indagini fiscali, investigazioni dei servizi segreti, risposte obbligatorie a un questionario inviato a sessanta gruppi e tramite interrogatori «di terzo grado», durante i quali sarebbero state profferite minacce di sanzioni amministrative e penali a chi rifiutava di collaborare o divulgava il contenuto delle conversazioni. Alla terza parte sono riservate le ricerche su possibili crimini (frode, frode ai danni della pubblica amministrazione, frode fiscale nazionale e internazionale). Gli autori ammettono linesistenza di fatti rilevanti a carico di molte realtà poste sotto processo negli ultimi tempi, ma avanzano lipotesi secondo cui chi non viene scoperto in attività illegali è divenuto sufficientemente scaltro per aggirare la legge ed è dunque maggiormente pericoloso. Pur dichiarando di trattare di sole questioni finanziarie, il Rapporto entra anche in altri campi, definendo il lavaggio del cervello come uno dei criteri per identificare una setta. In conclusione, viene raccomandata unattività maggiore da parte della Missione governativa per la Lotta contro le Sette, in cooperazione con movimenti come Adfi e consiglia un impegno specifico da parte di ogni dipartimento governativo. Il Rapporto è stato votato allunanimità da tutti i gruppi parlamentari, anche se con riserve del centrodestra, che ha voluto aggiungere al proprio consenso una dichiarazione secondo cui la lotta contro le sette va proseguita nel rispetto della libertà religiosa. Approvando il 16 dicembre 1999 allunanimità una bozza di legge il cui primo firmatario è il deputato About, il Senato francese ha inteso emendare la legge del 10 gennaio 1936 e altre, inserendo sette e culti tra i soggetti da sciogliere e bandire, al pari delle milizie armate private e anti-governative. Utilizzando uno strumento legislativo creato contro organizzazioni di estrema sinistra durante il regime di Vichy, gruppi e organizzazioni giudicati colpevoli in almeno due casi di atti criminali possono essere così sciolti e sono considerati come un problema per lordine pubblico o un grave pericolo per la personalità umana. Sono presi come parametro di riferimento la lista allegata al Rapporto del 1996 e il concetto, centrale in quel rapporto, di controllo mentale. A rischio sono anche le pratiche di medicina alternativa esercitate da associazioni. In un articolo di Massimo Introvigne, France Final Solution Against Cults and Sects? Senate Approves Draconian Law (December 16, 1999), comparso il 21 dicembre 1999 sul sito internet del Cesnur, si fa notare come vi sia un manifesto interesse allapprovazione della legge che ora dovrà passare allesame dellaltro ramo del Parlamento di gruppi anti-sette come Adfi e Ccmm, presenti durante la discussione in aula e salutati da parlamentari come il senatore Derycke. Tra i pericoli menzionati da Introvigne, quello che la Francia utilizzi a questo fine liberticida anche il turno di presidenza del Consiglio dei Ministri dellUnione Europea, in accordo con alcuni Paesi dellEst. In ogni caso, rileva il direttore del Cesnur, la possibilità di sciogliere associazioni sulla base di due condanne, anche se riguardano soltanto i loro leader, lascia completo arbitrio allo Stato, in quanto si può affermare che tutti i gruppi religiosi (ma lo stesso vale per i partiti politici) abbiano al loro interno qualche appartenente che si è macchiato di reati. Dunque la minaccia di scioglimento vale in teoria per qualsiasi gruppo inviso al governo, superando di fatto lambito religioso e sconfinando nel campo della libertà di associazione. Secondo il segretariato internazionale di Human Rights Without Frontiers, che si è espresso con una nota del 23 dicembre 1999, «conoscendo lattuale clima di isteria in Francia contro le minoranze religiose è fin troppo facile interpretare quali siano le vere intenzioni del proponente la legge. La responsabilità personale viene equiparata alla responsabilità di gruppo e utilizzata come strumento per superare la libertà dassociazione e di credo. Questo è un ulteriore esempio del tentativo di costruire, pezzo per pezzo, un arsenale di misure legislative e amministrative che si sommano alla repressione delle minoranze». Il 7 febbraio 2000, la Missione Interministeriale di lotta contro le sette ha presentato il suo primo rapporto al premier francese. In tale documento vengono fortemente criticati gli Stati Uniti, dove le sette, in nome della libertà religiosa, beneficiano di una protezione esagerata. Nel rapporto vengono messe allindice le sette totalitarie, prime fra tutte Scientology e lOrdine del Tempio Solare, del quale viene richiesto lo scioglimento. Il grande rischio è, come rileva Massimo Introvigne in un articolo comparso l8 febbraio 2000 sul sito internet del Cesnur, che, una volta che tale principio sia stato stabilito, esso venga poi applicato alla Chiesa cattolica e ad altre organizzazioni. Tanto più che alcuni elementi che vengono considerati caratterizzanti dei movimenti totalitari sono anche propri della religione cattolica e di molte altre: per esempio, il fatto che al leader spetti «il potere di definire una dottrina che non può essere contestata» e che egli «non possa essere rimosso attraverso un processo democratico», perché non è eletto dalla maggioranza dei membri, descrive anche il modello organizzativo gerarchico della Chiesa cattolica. Allo stesso modo, definendo totalitario un movimento in cui non sia garantita la parità dei sessi, si rende difficile distinguere le sette dai due più grandi gruppi religiosi in Francia, quello cattolico e quello musulmano. Anche due membri della Mils riferisce «Avvenire» del 9 febbraio 2000, Jean-Marie Abgrall, psichiatra e perito presso i tribunali, e Daniel Groscolas, responsabile della prevenzione nelle scuole, hanno contestato la redazione di questo documento, che sarebbe stata fatta dal presidente, lex ministro Alain Vivien, senza «alcuna concertazione»: secondo loro, «se si proibiscono le sette, ben presto si potranno proibire altre cose. Si tratta di un artificio inefficace e libertario». LAssociazione dei magistrati Apm ha denunciato «listeria antisettaria» del rapporto, mettendo in guardia anche dalladozione di leggi speciali «nei termini proposti, dal momento che la giustizia dispone di tutte le armi adeguate in uno Stato di diritto». |
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