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all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Georgia

POPOLAZIONE: 5.059.000
SUPERFICIE: 69.492 kmq
RELIGIONE: Ortodossi:65%; Musulmani: 11%
Numero cattolici: 100.000


La Repubblica della Georgia si è resa indipendente il 9 aprile 1991, dopo alcuni anni di conflitto con il potere centrale di Mosca, cui venne assoggettata all’inizio del secolo scorso. Dal punto di vista religioso, presenta una maggioranza ortodossa (circa il 70 per cento), affiancata da una minoranza cattolica – alla quale ha fatto visita, l’8 e il novembre 1999, Papa Giovanni Paolo II, di ritorno dal suo viaggio in India – e musulmana (nella zona meridionale del Bitumi). In seguito al crollo dell’Unione Sovietica, sono aumentate le denominazioni protestanti.

La Costituzione riconosce, all’articolo 19, che «ogni individuo ha il diritto alla libertà di parola, di pensiero, di religione e di credo»; l’articolo 9 afferma che «lo Stato riconosce la particolare importanza che ha la Chiesa ortodossa georgiana nella storia della Georgia, ma allo stesso tempo dichiara la completa indipendenza nelle convinzioni religiose e l’indipendenza della Chiesa dallo Stato». La Chiesa ortodossa georgiana ha fatto pressioni affinché il governo varasse delle leggi che le garantissero uno status speciale e restringessero le attività dei missionari appartenenti a religioni “non tradizionali”. Numerosi progetti di legge, ispirati alla Legge sulla libertà di coscienza russa, sono stati presentati, ma nessuno ha ottenuto l’approvazione del Parlamento. Intanto il governo e il Patriarcato della chiesa ortodossa georgiana stanno preparando un concordato per regolare le loro relazioni.

Riferisce il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999 che alcuni gruppi protestanti, in particolare quelli evangelici, sono stati definiti “sovversivi” da esponenti della Chiesa ortodossa georgiana e da politici nazionalisti. La stessa fonte afferma che c’è stato un lieve declino nel rispetto della libertà religiosa, proprio per l’aumento delle persecuzioni ai danni di gruppi evangelici protestanti, in aree apparentemente influenzate dalla Chiesa ortodossa georgiana. I problemi, per i missionari stranieri, sono più evidenti nelle campagne e nei piccoli villaggi, dove incontrano l’ostilità dei preti ortodossi e della polizia locale, che nelle città. I Testimoni di Geova sono stati particolarmente colpiti da queste attività persecutorie. Il 27 aprile sei tonnellate di materiale librario sono state loro sequestrate alla dogana e restituite soltanto dopo due mesi. Basandosi su questo avvenimento, Gurum Sharadze, un politico nazionalista, ha chiesto che venissero esaminate le convinzioni religiose dei Testimoni di Geova e che ne venissero impedite le attività, con la revoca della loro registrazione, in quanto essi rappresentano una minaccia per lo Stato e per la Chiesa ortodossa georgiana; gli avvocati difensori del gruppo religioso hanno dichiarato che tale richiesta è contraria alla Costituzione e hanno fatto appello ad una corte più alta perché respinga il caso. La Corte Europea per i Diritti Umani ha reso noto che un giudizio sulle convinzioni religiose, da parte di una corte laica, viola la Convenzione Europea, firmata il 20 maggio 1999 dalla Georgia. Durante un’udienza del processo, tenutosi in giugno, Basil Mkalavishvili, prete scomunicato dal Patriarcato ortodosso georgiano e noto per le sue violenze a danni di minoranze religiose, bruciava sulla scalinata del tribunale libri di tale movimento. Lo stesso ha guidato una folla di 200 persone che, il 17 ottobre 1999, ha aggredito a Tbilisi alcuni Testimoni di Geova che assistevano ad una celebrazione, picchiandoli con mazze e sbarre di ferro. Secondo quanto riportato da «Human Right Without Frontiers» del 20 ottobre 1999, due persone, scampate all’assalto, si sono recate dalla polizia, che si è rifiutata di concedere protezione ai Testimoni di Geova. 20 partecipanti sono rimasti feriti; le vittime hanno sporto denuncia e otto persone sono state arrestate. Il Presidente Shevardnadze, riferisce «Keston News Service» del 20 ottobre 1999, ha condannato, in una conferenza televisiva, l’attacco ai Testimoni di Geova.

Il 28 agosto 1999, riporta la stessa fonte, a Gldani, seguaci di Mkalavishvili hanno attaccato e disperso i partecipanti ad un’assemblea di un movimento evangelico, il Mondo della Vita, e Mkalavishvili si è con loro congratulato per questa vittoria sugli «apostoli dell’Anti–Cristo».

La Chiesa evangelica Madli di Gldani, un distretto di Tbilisi ha subito violenti e ripetuti attacchi da parte della polizia. «Keston News Service» dell’11 giugno 1999 riporta che, nonostante il pastore della Chiesa, Zaali Tkeshelashvili, avesse informato la polizia del luogo e della data degli incontri, e ne avesse ottenuto l’autorizzazione, varie assemblee sono state interrotte dalle forze dell’ordine, che hanno picchiato e insultato i partecipanti. Zaali Tkeshelashvili ha allora denunciato il distretto di polizia di Gldani, ma sia la Corte distrettuale sia la Corte regionale hanno deciso contro il pastore. Il caso, riferisce la stessa agenzia del 29 ottobre 1999, sarà discusso, in seguito a una richiesta dell’interessato, di fronte alla Suprema Corte della Georgia. Sembra, stando a quanto riporta «Keston News Service» del 28 settembre 1999, che, in conseguenza di tale denuncia, l’atteggiamento della polizia sia divenuto ancora più aggressivo, non solo nei confronti del pastore Zaal, ma anche delle altre Chiese evangeliche pentecostali.

Il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999 riferisce che anche i membri di un altro gruppo evangelico, l’Assemblea di Dio, sono stati picchiati e offesi verbalmente dalla polizia, mentre svolgevano delle celebrazioni all’aperto, in una zona residenziale di Tbilisi; il gruppo continua ad essere sotto sorveglianza da parte della polizia locale. «Compass Direct» del 22 ottobre 1999 afferma che gli appartenenti ad altre quattro congregazioni evangeliche hanno subito violenze durante lo svolgimento delle loro funzioni; nessuna di queste possedeva edifici propri, ma ognuna aveva un regolare contratto di affitto. Tuttavia, in ognuno di questi casi, il contratto è stato revocato e oggi le quattro comunità non hanno a disposizione alcun luogo in cui riunirsi.

Il Presidente della Repubblica dell’Abkhazia, internazionalmente riconosciuta come parte del territorio della Georgia, ha firmato nel 1995 un decreto che proibisce le attività dei Testimoni di Geova: in esso si legge che è necessario che il potere esecutivo «prenda le adeguate misure per implementare tale decreto, e, se necessario, adduca le appropriate accuse criminali contro persone impegnate nella propaganda di idee geoviste». Sei membri del gruppo sono stati arrestati nell’aprile scorso, per aver violato tale decreto, ma sono stati rilasciati in maggio, perché il provvedimento violava la clausola della libertà di coscienza prevista dalla Costituzione dell’Abkhazia. Un altro aderente di tale movimento, dopo essere stato picchiato, è stato condannato a 5 anni di prigione per aver disertato il servizio militare.