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all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Germania

POPOLAZIONE: 82.057.379
SUPERFICIE: 357.237 kmq
RELIGIONE: Protestanti: 41,2%; Cattolici: 40,6%; Musulmani: 3%
Numero cattolici: 28.220.000


All’art. 4, la Legge fondamentale del 1949 definisce «inviolabili» la libertà di fede e di coscienza e la libertà di confessione religiosa e ideologica, e garantisce il libero esercizio del culto. La stessa carta, all’art. 33, proibisce discriminazioni sulla base dell’appartenenza o non appartenenza a una determinata confessione; all’art. 136 ripete che «il godimento dei diritti civili e politici, nonché l’accesso agli uffici pubblici sono indipendenti dalla confessione religiosa». Non esiste alcuna religione di Stato, ma – per motivi storici o culturali – le autorità concedono sussidi ad alcune organizzazioni religiose.

Gran parte delle organizzazioni religiose sono trattate come associazioni no profit, e possono così beneficiare di sgravi fiscali. Secondo l’art. 137 della Costituzione tedesca, «le associazioni religiose, che per il diritto anteriore erano considerate enti di diritto pubblico, rimangono tali. Gli stessi diritti devono essere riconosciuti ad altre associazioni, su loro richiesta, se esse, in relazione al loro ordinamento ed al numero dei propri membri, offrano garanzia di durata. Le unioni di associazioni religiose di diritto pubblico sono anch’esse enti di diritto pubblico. Le associazioni religiose sono autorizzate, se sono enti di diritto pubblico, a prelevare imposte sulla base di elenchi, conformemente alle leggi dei Land. Alle associazioni religiose vengono equiparate quelle associazioni che perseguono il fine di coltivare in comune un’ideologia».

Secondo il rapporto del governo statunitense sulla libertà religiosa del 1999, i Testimoni di Geova hanno fatto ricorso contro la decisione del governo dello Stato di Berlino, che ha negato loro il riconoscimento come corporazione di diritto pubblico: tale decisione ottenne conferma nel 1997 dalla Corte Costituzionale, con la motivazione che il movimento non offriva la “indispensabile lealtà” verso lo Stato democratico, in quanto, per esempio, proibiva ai suoi membri di partecipare alle elezioni.

Il «Courier International» del 19-25 novembre 1998, ripreso da «Droits de l’homme sans frontières» del 24 novembre 1998, riferisce che il tribunale di Berlino ha riconosciuto alla Federazione islamica, che raccoglie una decina di associazioni, lo statuto di comunità religiosa. In questo modo, i musulmani possono richiedere l’istituzione di corsi di religione nelle scuole della capitale. Fino a questo momento ciò non era stato possibile perché, pur esistendo per le varie comunità religiose – e non solo per quelle di diritto pubblico – la possibilità di provvedere all’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche, è necessario che ciascuna di esse abbia un responsabile e un portavoce; i gruppi musulmani sono però organizzati in una molteplicità di associazioni che non si riconoscono tra di loro, e spesso sono rivali. Anche se non si registrano particolari atti discriminatori nei confronti degli islamici, qualche volta la convivenza ha creato dei problemi.

Particolari atti discriminatori sono denunciati dalla Chiesa di Scientology, che non viene considerata una religione, ma un’impresa a fini di lucro; alcuni ufficiali del Governo affermano che i metodi e i fini di Scientology sono antidemocratici. Il rapporto del governo statunitense sulla libertà religiosa del 1999, riferisce di un incontro avvenuto nel marzo 1999 tra membri del Ministero dell’interno di Amburgo e un avvocato rappresentante di Scientology, in cui i funzionari statali hanno espresso la loro convinzione che tale gruppo fosse un’organizzazione criminale con un’ideologia totalitaria. Dal 1997, le autorità federali per la protezione della Costituzione hanno posto sotto osservazione Scientology, con il sospetto che tale gruppo potesse costituire una minaccia per la democrazia; nel novembre del 1998 hanno deciso di continuare l’osservazione di Scientology anche nel 1999, con la motivazione che, pur non essendovi imminente pericolo per il sistema politico ed economico, c’erano comunque dei segnali che potevano essere letti come diretti contro la libertà del Paese e l’ordine democratico. Tali ragioni hanno indotto la maggioranza dei partiti politici a escludere i seguaci di Scientology dai propri membri. Anche i corpi di polizia, come riporta il «Berliner Morgenpost» del 18 gennaio 1999, hanno stabilito criteri che – nell’intento di prevenire l’infiltrazione di forze estremiste o anticostituzionali – non ammettono l’arruolamento se ci sono ragionevoli dubbi che il richiedente non aderisca all’ordine democratico, o che sia collegato a organizzazioni che domandano assoluta obbedienza dei loro membri e che creano conflitto con il vincolo al segreto nelle persone in questione, per esempio Scientology. Gli aderenti a tale movimento hanno spesso incontrato difficoltà anche a trovare un impiego o a svolgere un’attività lavorativa. Emblematico il caso di Claudia Engel, alla quale venne ritirata, dal Ministro del Lavoro Bluem, la licenza di gestire un’agenzia di collocamento di ragazze alla pari a causa della sua appartenenza a Scientology. Tuttavia, con la sentenza del 28 gennaio 1999, la Corte d’Appello della Renania Palatinato ha giudicato illegale l’atto e ha obbligato il Governo tedesco al risarcimento dei danni. Secondo «Human Rights Without Frontiers» del 5 febbraio 1999 anche alcuni artisti appartenenti a Scientology hanno subito varie forme di discriminazione: tra essi, per esempio, il musicista jazz Chick Corea, oggetto di “attenzioni” governative dal 1993, da quando, cioè, il governo del Baden Württemberg, venuto a conoscenza dell’appartenenza del musicista al movimento di Scientology, cancellò la sua esibizione in un concerto sponsorizzato dallo Stato.

La stessa agenzia, il 23 febbraio 1999 denuncia l’atteggiamento di ostilità e di sospetto tenuto nei confronti dei nuovi movimenti religiosi; come esempio, riporta il caso di Sry Chinmoy, maestro di meditazione e yoga che opera in tutto il mondo, ma che in Germania è trattato con ostilità; le sue iniziative – maratone e concerti per la pace – sono state spesso boicottate da varie autorità locali tedesche, con la motivazione che non si può escludere che il gruppo che sta dietro a questi eventi abbia la struttura di una setta.

«Droits de l’homme sans frontières» del 30 aprile 1999 informa che la Corte Federale tedesca ha ordinato l’eliminazione di un crocifisso dal muro di una scuola in Baviera, in seguito alla richiesta fatta dai genitori di un’alunna, i quali sostenevano che la presenza in aula di tale simbolo violava il diritto della bambina ad avere una “educazione neutrale”.