A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano

all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Giappone

POPOLAZIONE: 126.281.000
SUPERFICIE: 372.824 kmq
RELIGIONE: Scintoisti: 51,3%; Buddisti: 38,3%; Cristiani: 1,2%
Numero cattolici: 502.000


La Costituzione garantisce la libertà di religione. Non vi sono ostacoli alle attività di gruppi religiosi, che possono usufruire di sgravi fiscali se registrati presso le autorità. Non vi sono limitazioni alle attività di propaganda religiosa.

Dopo gli attentati terroristici compiuti dal movimento religioso Aum Shinri Kyo nel 1995 e nel 1996 le autorità governative svolgono una maggiore attività di sorveglianza sull’attività dei gruppi religiosi presenti sul territorio nazionale. Aum Shinri Kyo ha perso il suo status di organizzazione religiosa nel 1996 in seguito alle accuse di alcuni adepti. Nel 1998 due suoi leader sono stati condannati uno all’ergastolo, l’altro alla pena di morte per gravi reati di sangue connessi alle attività del movimento stesso. Attualmente Aum Shinri Kyo risulta essere l’unica organizzazione nei confronti della quale le autorità svolgono azioni di repressione.

Sebbene le relazioni fra le diverse realtà religiose del Paese siano sostanzialmente positive, alcune organizzazioni cristiane hanno messo in evidenza il fatto che la recente disposizione di legge, in base alla quale, in diverse circostanze e primariamente nelle attività scolastiche, è obbligatorio l’inchino alla bandiera nazionale e la partecipazione al canto dell'inno nazionale, rappresenta una discriminazione verso i cristiani, a causa delle forti implicazioni di tali atti con la religione Shinto. In particolare si fa notare che tale legge richiede agli insegnanti di istruire e guidare gli studenti durante tali cerimonie, prescrivendo sanzioni per chi si rifiuti.

«Human Rights Without Frontiers» riferisce, il 3 marzo 2000, che alcuni medici avrebbero ingannato una donna appartenente ai Testimoni di Geova, Misae Takeda, promettendole di non ricorrere a trasfusioni di sangue (come invece in realtà hanno fatto) durante un’operazione chirurgica che la donna avrebbe dovuto subire.

Il 7 dicembre 1999 – come riferisce nello stesso giorno «Human Rights Without Frontiers» – il Parlamento giapponese ha approvato una legge tendente a sorvegliare e limitare le attività del gruppo religioso Aum Shinri Kyo. La nuova legge consentirà alle autorità di controllare e perquisire edifici di proprietà di organizzazioni religiose sospettate di uccisioni di massa e di vietare loro l’acquisto di beni immobili. L’attuale leader di Aum, Tatsuko Muraoka aveva ammesso pochi giorni prima il coinvolgimento di alcuni membri del gruppo nell’attentato della metropolitana. Il nuovo provvedimento di legge giunge nel momento in cui le autorità governative hanno avviato investigazioni su altre due organizzazioni religiose, il movimento Honohana Sanpogyo (accusato di frode) e il movimento «Life Space» (accusato di aver violato la legge sull’istruzione dei minori). L’introduzione della nuova legge ha suscitato un ampio dibattito nel Paese. Kanako Takahara nel suo intervento, comparso su «Japan Times On Line» il 3 dicembre 1999, ha ricordato il notevole supporto popolare nei confronti della legge. Allo stesso tempo egli ha riferito la preoccupazione di alcuni giuristi e studiosi per l’incostituzionalità del provvedimento. La creazione di una specifica legislazione anti-Aum viene giudicata nello stesso articolo «inevitabile» in relazione alle grosse difficoltà dovute all’ostilità della gente nei confronti dei seguaci del gruppo religioso. Sullo stesso tema è intervenuto il 25 febbraio 2000 il «Mainichi Shimbun» che ha riportato l’opinione di un docente di sociologia dell’università di Tokyo, Osamu Watanabe, secondo cui l’esame dei fatti emerso dai processi contro i membri di Aum dimostra che mentre la dirigenza del gruppo religioso aveva certamente pianificato di compiere stragi, la massa degli aderenti erano entrati nella setta perché interessati alla religione o allo yoga. Sulla base di queste considerazioni Watanabe esprime valutazioni negative rispetto ad alcuni episodi di intolleranza nei confronti dei membri del gruppo religioso avvenuti nel Paese. Tra questi cita il caso di due gemelli di sei anni, figli di un membro della setta, ai quali sarebbe stata rifiutata l’iscrizione nella locale scuola elementare.

L’agenzia «Reuters» riferisce il 21 gennaio 2000 che il gruppo religioso Aum, il quale ha di recente cambiato il proprio nome in «Aleph», ha chiesto alle autorità di essere escluso dal provvedimento di legge varato nel dicembre 1999. Tale richiesta è stata motivata con il fatto che il gruppo afferma di non costituire più un pericolo per la società e che il suo fondatore, Shoko Asahara (responsabile del già citato attentato con il gas nervino) non esercita più la sua influenza sul gruppo. L’agenzia «Human Rights Without Frontiers» del 25 gennaio 2000 riporta che più di 100 poliziotti giapponesi hanno perquisito una sede del gruppo «Aleph». Nel corso della perquisizione sono stati trovati i corpi di alcuni ragazzi mummificati.