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all'indice del Rapporto 2000

La libertà religiosa nel mondo
Rapporto 2000


Kuwait

POPOLAZIONE: 1.811.000
SUPERFICIE: 17.818 kmq
RELIGIONE: Musulmani: 85%
Numero cattolici: 156.000


La Costituzione dello Stato del Kuwait afferma che il diritto musulmano è la fonte principale della legislazione. P. Samir Khalil Samir, in Le débat autour de l’apostasie, cita un progetto di riforma del Codice penale, in cui si prevede la pena di morte per l’apostata, agli artt. 96 e 167-172, e che ha suscitato sulla stampa di lingua araba diverse polemiche, in quanto alcuni cittadini si sono proclamati cristiani.

Secondo il rapporto 1999 sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato degli Usa, sono riconosciute, anche se in modo del tutto informale, sette Chiese cristiane, di cui tre — la Chiesa cattolica, quella anglicana e la Chiesa evangelica nazionale del Kuwait — godono di uno status maggiore rispetto alle altre quattro, che hanno comunque il permesso di operare nel territorio. Negli altri casi vige una certa tolleranza anche nei confronti di denominazioni minori. Vale per tutti comunque il divieto di svolgere attività missionaria tra i musulmani, così come non è permesso l’insegnamento di religioni diverse dall’islam. È proibita la formazione di clero e di religiosi all’interno del Paese e anche la diffusione di materiale religioso, anche se si fa eccezione per una società di importazione di libri, alla quale è consentito commerciare in letteratura religiosa.

Vi è l’obbligo legale per gli uomini non musulmani di convertirsi all’islam se vogliono sposare una donna musulmana.

L’«Ansa» del 22 gennaio 2000 informa che nell’ottobre 1999 al docente universitario Ahmad al-Baghdadi è stata inflitta la pena di un mese di reclusione per blasfemia, non scontata interamente per l’intervento dell’emiro Sheikh Jaber al-Ahmad al-Sabah, che ha emanato un provvedimento di grazia.

La medesima fonte, nella stessa data, riportando un dispaccio dell’agenzia kuwaitiana «Kuna», riferisce della condanna a due mesi di carcere, avvenuta il giorno stesso nei confronti di due scrittrici kuwaitiane, Alia Shuaib e Lalia Othman, e del loro editore, per aver scritto e diffuso libri blasfemi nei confronti dell’islam. Il giudice ha inoltre disposto il sequestro dei libri incriminati. Secondo fonti diplomatiche occidentali, le condanne rientrerebbero nell’ambito di un rinnovato scontro tra le fazioni più fondamentaliste e quelle più liberali del Paese.