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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre - Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nel mondo |
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Marocco POPOLAZIONE:
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Il re è dichiarato «Guida dei credenti» dalla Costituzione, che impone al monarca di vigilare sul rispetto dellislam indicato come religione ufficiale dello Stato. Non è riconosciuto il diritto di appartenere ad altre religioni se non allislam o, eventualmente, al cristianesimo o allebraismo. Queste due ultime religioni tuttavia sono tollerate come espressioni culturali non autoctone ed è concessa ai loro appartenenti una formale libertà di culto, prevista dallart. 6 della Carta fondamentale del Regno. Il governo promuove anche la conservazione della cultura ebraica marocchina, sostenendo economicamente le scuole della comunità israelitica. È permessa la vendita di bibbie in lingue straniere, ma ne sono vietate le edizioni in lingua araba. Il codice penale del Regno, allarticolo 220, comma 2, punisce, con una pena detentiva da tre a sei mesi e con unammenda, chi induce allapostasia dallislam e tace della sorte dellapostata. Può essere disposta la chiusura definitiva delledificio, sia esso una scuola, un luogo di cura, un asilo o un orfanotrofio, se è servito per la conversione di un musulmano a unaltra religione. Pertanto, chi riceve il battesimo con ciò stesso pone in pericolo listituzione ecclesiastica che glielo amministra. Secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato degli Usa, nel giugno 1999 cinque cittadini americani sono stati arrestati ed espulsi per aver distribuito materiale di propaganda cristiano. Una certa vigilanza da parte delle autorità viene esercitata anche nei confronti delle varie espressioni della religione musulmana. «Il Sole-24ore» del 2 dicembre 1999 riferisce il caso dello sceicco Adessalam Yassine, leader di un movimento di ispirazione sufi, agli arresti domiciliari da dieci anni a Salé. |
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