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La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica
Rapporto 1998


Bangladesh

POPOLAZIONE:125.340.000
RELIGIONE: islam 88,3%; induismo 10,5%; buddismo 0,6%;
cristianesimo 0,3%
Cattolici: 237.834
Diocesi: Dhaka - 67.675; Chittagong - 20.927; Dinajipur - 37.800; Khulna - 25.268; Mymensingh - 56.842; Rajshahi - 29.322


Nel precedente regime di tipo laico, esisteva la libertà di professare, praticare e predicare qualsiasi religione. Dal 1975 in poi lo Stato ha assunto via via caratteristiche confessionali di tipo islamico. Episodi d’intolleranza si ripetono oggi con una certa frequenza e violenza.

Lo Stato del Bangladesh ha proclamato l’islam religione di Stato nel 1988, sebbene sia da sottolineare come alla base di tale decisione abbiano giocato più ragioni di politica interna che una ferma pressione popolare. L’islam bengalese è il frutto di un lungo processo di acculturazione, che non ha eliminato le antecedenti tradizioni culturali; ad esempio esso contiene molti elementi tipici del misticismo sufi, come le pratiche di meditazione e di ascesi. Evidente appare anche la presenza di elementi probabilmente derivati dall’induismo, come la venerazione per figure simili ai nostri santi o l’importanza tributata a maestri spirituali. Sebbene l’islam bengalese sia di fatto più tollerante che altrove e il dialogo interreligioso abbia conosciuto qualche limitato successo, sono purtroppo da registrare forme di discriminazione e atti di violenza contro i cristiani. Per legge gli appartenenti ad altre religioni non possono svolgere “opera di proselitismo” tra i musulmani, ma ancora più preoccupante è il crescere dell’islamismo. Il 28 aprile 1998 una folla, istigata da islamisti, ha saccheggiato e parzialmente incendiato la scuola cattolica femminile di San Francesco Saverio, la chiesa della Santa Croce e di S. Tommaso nella capitale, la chiesa battista di Sadarghat. Alcuni sacerdoti, religiose e anche semplici lavoratori sono stati minacciati di morte, riportano “Human rights without frontiers” del 28 maggio 1998 e “Fides” dell’8 giugno successivo. Motivo della contesa, un terreno appartenente alla Chiesa che la moschea adiacente voleva per sé. Settemila persone, aizzate da un altoparlante da cui si lamentava l’invasione della moschea da parte di cristiani ed ebrei, si sono introdotte nell’istituto San Francesco Saverio bruciando libri, abbattendo croci e statue mariane, distruggendo porte, vetri e dormitori. In seguito all’intervento della nunziatura, del Ministero degli Interni, dell’ambasciata Usa e dell’Alto Commissario inglese non si sono più verificati incidenti. Il collegio di S. Francesco Saverio, fondato nel 1912, è sempre stato frequentato da studentesse per la maggior parte musulmane; attualmente la scuola ha 1950 allieve, delle quali solo 86 sono cristiane, 182 hindu ed il restante 86 per cento è di religione musulmana. Secondo il “Report on Religious Freedom” elaborato nel luglio 1997 dal governo americano, la libertà religiosa sancita dalla Costituzione del Bangladesh è rispettata anche nella pratica, sebbene vi siano forti resistenze sociali alle conversioni dall’islam; sono anche segnalati dal rapporto ufficiale americano episodi di discriminazione per le minoranze religiose quanto alla possibilità di accedere a impieghi statali.