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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica |
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Brunei POPOLAZIONE:
308.000
Lislam è la religione di Stato. La Costituzione però afferma che tutti gli altri culti devono essere praticati in pace e armonia con le persone che li professano. Queste garanzie si sono ridotte col tempo. Il governo ha proibito la predicazione, la conversione, ha negato a volte il visto ai sacerdoti, ai vescovi, ha bandito limportazione di materiale religioso, si è rifiutato di concedere i permessi per la costruzione di chiese e templi. Nel 1991 alcuni cristiani sono stati espulsi ed è stata proibita la celebrazione del Natale. Una corrispondenza dellagenzia di stampa Asia news (giugno/luglio 1996) traccia alcune linee della storia religiosa dei cattolici. Il sultanato faceva parte ecclesiasticamente della diocesi di Miri, nello Stato di Sarawak; la prima scuola cattolica risale al 1929. Nel 1991 il governo nega il prolungamento del visto di soggiorno a tre missionari cattolici. Rimane solo Padre Cornelius Sim, primo sacerdote originario del Brunei, che deve prendersi cura di 8.000 fedeli distribuiti in tre parrocchie. Nel 1992 viene inviato padre Ivan Fang. Nel 1996 i cattolici bruneiani sono l1,16 per cento, con 3 parrocchie e 2 altri centri pastorali. Alla fine del 1997 il Santo Padre istituisce nel Brunei una diocesi indipendente, staccata da quella di Miri, nominando prefetto apostolico Padre Cornelius Sim. Su trecentomila abitanti il 10 per cento sono cristiani e inoltre vivono nel Paese circa 27mila cattolici immigrati dalle Filippine. |
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