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La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica
Rapporto 1998


Eritrea

POPOLAZIONE: 3.590.00
RELIGIONE: islam 50%; cristianesimo copto ortodosso 50%
Cattolici: 133.203
Diocesi: Asmara - 44.368; Barentu - 38.657; Keren - 50.178


Divenuta indipendente nel 1993, l’Eritrea dal punto di vista religioso appare più o meno divisa a metà tra cristiani e musulmani; si noti, tuttavia, che i gruppi islamisti radicali sembrano avere un certo seguito, anche per gli aiuti e i contatti con Iran, Yemen del sud, Arabia Saudita. Ripetute accuse sono mosse dall’Eritrea nei confronti del Sudan in merito all’aiuto prestato ai terroristi islamisti. Le relazioni tra le due religioni sono in genere abbastanza buone; il governo non ha un atteggiamento di parzialità, anche perché deve fronteggiare l’offensiva violenta di gruppi fondamentalisti.

In una recente intervista rilasciata a “New People feature services”, padre Paolo Paganini, un sacerdote cappuccino che ha lavorato per il Vicariato Apostolico in Eritrea, ha espresso preoccupazione per quanto sta succedendo nel Paese. In recenti combattimenti tra forze governative e fondamentalisti, diverse persone sono rimaste uccise, ma, cosa ancora più grave, tra i prigionieri sopravvissuti allo scontro vi erano due cittadini del Marocco e due della Turchia, segno evidente dell’interesse dei Paesi musulmani.

Il 7 luglio 1997 il quotidiano “Avvenire” riporta la notizia secondo cui il governo eritreo avrebbe intenzione di nazionalizzare le scuole e gli ospedali di proprietà della Chiesa cattolica. In una dichiarazione all’agenzia Apic, Robert Stern, segretario generale della Caritas eritrea, ha sottolineato che “sono piuttosto oscuri i motivi dell’orientamento preso dal governo dell’Asmara”.