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A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre Segretariato Italiano |
La libertà
religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica |
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Kuwait POPOLAZIONE:
1.809.270
Costituzionalmente la libertà religiosa è difesa, pur verificandosi conferme e smentite a proposito del grado di tolleranza effettivo e delleffettiva rilevanza dellart. 29 della Costituzione che sancisce lassenza di discriminazioni. Nel 1940 alla Chiesa cattolica venne concesso il permesso dessere presente nel territorio, ma solo per il servizio religioso rivolto agli espatriati, lavoratori dellindustria del petrolio. Lemiro del Kuwait ha rifiutato lintroduzione della sharia nellambito del suo potere e si è rivelato contrario a un ulteriore cambiamento in senso islamico della Costituzione, non ritenendolo necessario. Dallintervista di Asia Focus (maggio 1993) con il Vescovo Francis Adeodatus Micallef, Vicario Apostolico del Kuwait, emerge chiaro il dato che i cattolici sono una ridotta minoranza, tutti stranieri, così come i religiosi, che vengono soprattutto dallIndia e dalle Filippine. Prima della guerra del Golfo esisteva una comunità di cattolici arabi immigrati dalla Giordania e dalla Palestina, ma i suoi membri sono stati espulsi. Ora il numero dei cattolici non raggiunge il centinaio, tra cui pochissimi bambini, perché il governo non consente ai lavoratori di portare con sé la famiglia. Nei confronti della Chiesa vi è formale rispetto, ma le funzioni si possono svolgere esclusivamente allinterno dei luoghi di culto, essendo proibita ogni attività pubblica. Nella maggior parte degli istituti privati non è permesso fare lezione di religione, non esistono scuole religiose se non private. È molto difficile ottenere un visto, anche turistico, cosa che impedisce ai missionari di entrare nel Paese. I carmelitani, informa Avvenire del 16 luglio 1998, svolgono un servizio pastorale con lo scopo, fra laltro, di prevenire i rischi di unislamizzazione della minoranza, facilitato dai numerosi vantaggi, anche economici, concessi dalle autorità a chi si converte. Robert, alias Hussein Ali Qambar, musulmano convertito al cristianesimo, è stato recentemente condannato per apostasia dopo aver ricevuto il Battesimo, avvenuto nel 1995, di nascosto dalla moglie e dalla famiglia islamista radicale. Nel febbraio 1996 una sentenza aveva in prima istanza rifiutato la richiesta della moglie di Hussein, di privarlo del suo diritto di fare visita ai figli. Qualche mese dopo, secondo la KNA del 11 luglio 96, gli è stata inflitta la condanna a morte. La stessa fonte, il 31 gennaio 1997 afferma che Hussein è ritornato alla religione originaria per paura. Dopo aver pubblicamente ripudiato il credo islamico, luomo era stato condannato a morte ed era fuggito negli Usa. Una volta tornato in patria, gli sono state addebitate le spese del procedimento e negati sia la custodia dei figli che i diritti di successione testamentaria. Ultimamente lo riporta The Catholic World Report del novembre 1998 un imam kuwaitiano, lo sceicco Kazim al-Misbah, si è espresso contro la costruzione di nuove chiese cristiane, dichiarandosi sfavorevole, in un colloquio con la rivista al-Hadath, allingresso di non-musulmani nel Paese. |
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