A.C.S. - Aiuto alla Chiesa che Soffre

Segretariato Italiano

all'indice del Rapporto

La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica
Rapporto 1998


Mali

POPOLAZIONE: 9.945.000
RELIGIONE: islam 90%; animisti 9%; cristiani 1%
Cattolici: 171.592
Diocesi: Bamako - 96.000; Kayes - 6.684; Mopti - 14.398; San - 27.800; Ségou - 11.036; Sikasso - 15.674


Lo Stato del Mali nasce come Stato indipendente nel 1960, quando il Sudan francese si ritira dalla federazione che lo univa al Senegal e prende il nome attuale e adotta una Costituzione laica. La popolazione è costituita da 23 diverse etnie, tra cui quella dei Tuareg, con la quale vi sono forti tensioni, spesso sfociate in conflitto aperto con le autorità. Il regime attuale deriva dall’insurrezione del 1992 che ha deposto il generale Traoré, al potere dal 1968. Il presidente attuale, Alpha Oumar Konaré è il primo presidente eletto democraticamente; in un’intervista rilasciata a “Le Monde” il 2 febbraio 1993 egli ha dichiarato che “la via dell’integralismo religioso era la negazione dell’identità stessa della cultura africana che si fonda sulla diversità”.

Sebbene l’islam del Mali sia quello “del dialogo e dell’incontro” – come ha dichiarato mons. Julien Sidibé, vescovo di Ségou – l’attività di gruppi fondamentalisti, aiutati economicamente dall’Arabia Saudita, è rilevante. Il dialogo interreligioso ha conosciuto nel Mali momenti di successo, altrove impensabili; le prospettive di questo dialogo sono state al centro del colloquio del 12 febbraio 1998 tra il Santo Padre e il presidente del Mali, Konaré.

Quest’ultimo, in occasione dell’insediamento del nuovo arcivescovo del Mali, monsignor Jean Zerbo, ha diffuso il 25 ottobre 1998 un messaggio in cui si elogia, fra l’altro, il contributo della comunità cristiana alla crescita sociale e spirituale del Paese.