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La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica
Rapporto 1998


Siria

POPOLAZIONE: 15.009.000
RELIGIONE: islam 86%; cristiani 9%; drusi 3%
Cattolici: 131.700
Vicariato apostolico di Alep dei Latini - 9.500; Armeni: Patriarcato di Cilicia degli Armeni (Damasco) - 3.200; Greco-Melkiti - 105.000; Siri - 6.000; Maroniti - 8.000


 

L’islam è necessariamente la religione del Presidente della Repubblica e la fonte del diritto nazionale secondo la Costituzione del 1973, che assicura il riconoscimento delle altre religioni e la libertà di fede e di culto. Il partito nazional-socialista Baath, che governa la Siria dal 1963, agisce duramente contro le opposizioni e le minoranze, siano esse appartenenti alla maggioranza islamica o alle minoranze non musulmane. Per queste ultime, la scelta tra il regime attuale e un’eventuale alternativa integralista musulmana è complessa quanto al problema della libertà religiosa, anche se il Fronte islamico creato nel 1980 per riunire il Partito islamico di Liberazione e la Jama’at Abu Dharr ha pubblicato un manifesto e un programma in cui si proponeva uno Stato islamico di orientamento tollerante. Le opposizioni all’interno del Paese sembrano tuttavia tacere.

Le comunità cristiane godono della libertà più totale di edificare luoghi di culto o per attività religiose, ottenendo sovente materiali da costruzione dallo Stato. I sacerdoti sono esentati dal servizio militare e da quello civile, né vi sono impedimenti alla loro incardinazione nelle diocesi. Esistono tuttavia problemi quanto alla censura sulla stampa religiosa, che colpisce peraltro anche i musulmani, e per le scuole confessionali cristiane, nazionalizzate nel 1967. Il Natale e la Pasqua sono considerate feste ufficiali e i mezzi di comunicazione trasmettono celebrazioni religiose.