Spettacolo teatrale
realizzato in occasione di un campeggio per bambini e
bambine di scuola elementare (2001). Testo di Lucia Martinucci
hanno collaborato: Vera Albè e Diletta
Rossi. INTRODUZIONE Folla, Malato,
Samaritano Alle porte di una
città, uno straccione chiede la carità ai
passanti. Passa molta gente, che però non si ferma,
anzi evita il mendicante con smorfie (per la
puzza). Malato:
carità, fate la carità
Folla [con
disgusto]:
Passa un uomo con
mantello e bastone. Malato: buon uomo,
vi prego, un po di carità per questo
malato
Samaritano [si
ferma]: non ho che pochi spiccioli [tira fuori
qualche moneta da una tasca e gliela mostra], ma, dite,
di cosa soffrite? M:
ho certe
piaghe, qui, qui
[segna varie parti del
corpo]. Non mi hanno voluto curare da nessuna
parte
ho provato, ma dopo avermi trattato male mi
hanno cacciato
ho provato ovunque
S: no
non
proprio ovunque
io so dove portarvi [gli tende la
mano per aiutarlo ad alzarsi]. M:
e
dove?! S: da
Camillo! M: e chi sarebbe
questo Camillo? S: Camillo è
un grande uomo, grande di statura e di cuore. Quando
arriveremo lo vedrete più malato di voi,
perché il Vescovo gli ha già portato il
Viatico, ma vedrete che i suoi confratelli vi cureranno: in
tutti questi anni non ha fatto altro che insegnare loro ad
amare gli ammalati. Malato si alza.
Samaritano fa smorfia per la puzza ma lo aiuta
comunque. M: ma è
sempre stato così buono il vostro Camillo? S: eh, caro voi,
sapeste la sua storia! Anzi, mentre andiamo ve la
racconterò: una buona storia è già una
buona medicina. Si
incamminano. M:
e
così dite che la storia di Camillo è
particolare fin dalla sua nascita
S: sì,
dovete sapere che la madre aveva ormai quasi 60 anni! Era il
giorni di Pentecoste, il 25 maggio di 64 anni
fa
SCENA
I Mamma, Amica 1, Amica
2 Le tre donne camminano
nella piazza, verso la Chiesa Amica 1: Camilla,
hai fatto bene a scegliere la Messa solenne delle 10,
laria è più mite. Amica 2: sì,
non puoi permetterti di ammalarti proprio adesso che la tua
creatura sta per nascere Mamma:
e
proprio per il mio bambino voglio ringraziare il
Signore
ormai ero rassegnata a non poter avere
figli! Entrano in Chiesa,
assieme a Folla. Comincia un canto. M [si accascia
a terra]: aaah
A 1: cosa
cè?! A 2: il
bambino
sta nascendo!! A 1: portiamola a
casa, non è lontana. La tengono dai due lati
e la portano fuori. Appena fuori: M [con tono
sofferente]: no
non ce la faccio A 1: allora alla
stalla. È qui dietro
Girano
langolo [si sentono solo le
voci] Pianto di un
neonato. A 2: è un
maschio! Contemporaneamente
suonano le campane A 1: sentite, le
campane dellElevazione
che futuro importante
avrà questo bambino! A 2: è
bellissimo
INTERMEZZO
1 Samaritano e
Malato S:
e oltre
ad essere bello, era, già da bambino, grande, forte e
molto vivace! M: in che
senso? S: Beh, il padre,
Giovanni, era comandante del locale presidio
militare
San Camillo de
Lellis (1550 - 1614)
SCENA
II Padre, Camillo piccolo,
Bambini, Mamma (voce) Bambini giocano nella
piazza con palla di stracci e bambole di pezza. Arriva
Camillo [è più alto e robusto degli
altri] Camillo: guardate,
guardate! Papà mi ha fatto una spada come la sua!
[brandisce una spada di legno] Giochiamo ai soldati!
In guardia! Entra il
padre Padre: ehi, attenti
a non farvi male
Camillo, vieni qui! C: si,
papà? P: io sto partendo,
la guerra mi chiama
C: mi porti con
te?! Evviva! P: no, sei piccolo
ancora
C: uffa
non
è vero! [arrabbiato] E poi ho anche la
spada! P: dai
non
dire così
mi raccomando fai il bravo e ascolta
la mamma
Si salutano, Padre
esce C: da grande
sarò valoroso come il mio papà! Si mette a giocare con
gli altri Mamma [si sente
solo la voce]: Camiiillo!!!!! Vieni a casa!!! C: no, mamma, non
ancora!! M [voce]:
ma ormai si fa sera
C: dai, solo un
altro po!! INTERMEZZO
2 Malato,
Samaritano M: e così
preferiva i giochi alla madre, eh?! S: sì, ma
quando questa morì si accorse di quanto lamava
e la pianse sinceramente. M: e chi si
occupò di lui? S: il padre, il
capitano de Lellis, un bravuomo e un valoroso soldato,
ma forse meno attento della madre alleducazione del
figlio
SCENA
II.1 Camillo giovane, il
Padre Camillo corre dal padre
che sta lucidando la spada, evidentemente preparandosi per
la guerra Camillo adulto:
Padre, padre! Papa Pio V ha convocato tutte le forze
cristiane per combattere contro i turchi, a Venezia
arruolano!!
aahi! (si tocca il piede) Padre: che
hai? Ca: ma niente, una
vescica, un piaghetta, mi da un fastidio
piuttosto,
hai sentito? P: sì,
sì Camillo: partiamo, ho già preparato
tutto! Si incamminano, Camillo
zoppica un po, il padre tossisce e dopo qualche
lamento stramazza al suolo INTERMEZZO
II. 1 S: morì ben
prima di arrivare a Venezia, e Camillo si ritrovò
solo, stanco, e zoppicante, perché la piaga non lo
lasciava in pace. Non riuscì mai a raggiungere
Venezia. Era talmente triste, dolorante e affamato che non
gli rimase che invocare il Signore
Nel mentre Camillo
resta un po chino sul padre, poi gli copre il volto
con un panno. Si rialza e cammina, sempre
zoppicante. SCENA
II.2 Camillo, Soldato 1,
Soldato 2 Ca: o Gesù,
se mi aiuti, se mi fai trovare qualcosa da mangiare, faccio
voto di farmi frate! Frate Cappuccino: diventerò un
santo frate cappuccino e vivrò in pace per il resto
dei miei giorni!!! Si siede sconsolato,
controlla la piaga al piede e cerca di spremere le ultime
gocce dalla borraccia ormai vuota. Entrano due soldati, che
discutono animatamente tra loro. Ad un tratto notano
Camillo. Soldato 1: ehi
compare, siamo mal messi eh? tè un pezzo di
pane. Camillo ci si avventa
sopra e lo addenta con avidità. Soldato 2: chi
sei? Ca (mangiando,
senza alzare troppo lo sguardo): uno che ha deciso di farsi
frate
S 1: bhè,
santuomo, noi andiamo. Camillo, continuando a
mangiare, saluta con la mano i due che si incamminano
volgendogli le spalle S 2: di un
po, hai già pensato a che farci, con la tua
paga? S 1: se è
vero che il duca paga 5 monete alla settimana, dopo questo
arruolamento mi sistemo e mi sposo la Bettina S 1: ahh!
.5
monete e in più carne e vino ogni giorno!? Camillo ha alzato la
testa, ha smesso di mangiare e li ha
ascoltati Ca: ehi fermi,
fermi! dovè che arruolano? Soldato 1 stupito si
volta S 1: a San Fermo,
il duca Ferrante Ca: carne e vino
ogni giorno? Soldato 1:
sì!!! Camillo riflette tra
sé: Ca: e 5
monete
(ai soldati) aspettatemi sono un soldato
anchio! Si alza e li
raggiunge S 1 e 2: ridono.
Accidenti, fai presto a cambiare idea! Ridendo se ne
vanno INTERMEZZO
II.2 M: altro che
santuomo! S: oh, bhe, non fu
nemmeno lunica volta che lo fece: era un uomo buono,
generoso, in fondo, faceva grandi promesse quando era in
difficoltà, ma mantenerle era un altro discorso
Per anni fece il soldato, sai. Alto comera doveva fare
una paura terribile al nemico! SCENA
II.3 Camillo, Soldati 1, 2, 3.
Nemici 1, 2, 3. Caporale Camillo, Soldati e
Nemici combattono: la battaglia sta finendo, i nemici
vengono messi in fuga. (escono). Camillo e commilitoni si
asciugano il sudore, sedendosi, S 1: anche questa
è fatta
Ca: grazie a
Dio Si passano una
bottiglia tra loro Soldato 3
[tirando fuori i dadi]: avevamo lasciato in sospeso
una partita, vero Camillo? E visto che siamo vivi tutti e
due, per ora, ci conviene terminarla Ca
[aggressivo]: da qua! Tira, fa una faccia
contenta, poi tira Soldato 3 S 3: ho
vinto! Ca [deluso,
dandogli i soldi]: tè, sono gli ultimi che mi
rimangono S 3 [prendendo
le monete]: se non vuoi continuare
Ca:
scordatelo Tira Camillo, tira
Soldato 3 S 3: ehehi!
è il mio giorno fortunato! Ritira, poi tira
Camillo. Soldato 3 esulta, Camillo impreca Ca [furioso,
togliendosi la camicia]: tieni, mi restano solo le
braghe oramai
[pausa] Si guadagna bene a
barare, eh? S 3 [rabbioso,
alzandosi e mettendo mano allelsa]: ma come
osi
?
. Ca [sguainando
la spada]: baro! Entra il
Caporale Caporale: fermi
disgraziati, fermi o vi faccio impiccare tutti! Tutti scappano,
disperdendosi in diverse direzioni INTERMEZZO
II.3 M
[incredulo]: mamma mia
S: eh si
e
ben presto si ritrovò come prima, anzi messo peggio!
Si ridusse a mendicare! SCENA
III Camillo giovane, Padre
Angelo, Asino, Muratori Camillo sta seduto
sulla soglia del Convento dei Cappuccini, mendicando. Arriva
Padre Angelo. Prima di entrare guarda Camillo e gli
dice: Padre Angelo: ehi,
ragazzo, invece che mendicare, vieni a lavorare per il
Convento dei Cappuccini: il capomastro ha bisogno di braccia
forti come le tue! C: ho fame
ma
per me sarebbe un lavoro umiliante
sono
soldato di ventura, io!!!! P A: Sicuro? Guarda
che fa freddo la notte qui fuori
C: In effetti ha
ragione, meglio un po di lavoro che il freddo che ho
già patito stanotte. Entrano al Convento.
Padre Angelo gli dà subito indicazioni di ciò
che deve fare. Camillo comincia a lavorare accanto
allasino. C [rivolto
allasino]: ah, se tu sapessi che umiliazione
è per me portare le pietre e la calce ai
muratori
ma con la primavera tornerà tutto come
prima!! P A [si
riavvicina a Camillo]: ricorda, figliolo: Dio è
tutto, il resto, tutto il resto, è nulla. Salvare
lanima che non muore è lunico impegno per
chi vive una vita breve e sospesa come quella delluomo
sulla terra. Muratore: Camillo,
prendi lasino, servono altri mattoni, poco fuori di
qui ce ne sono parecchi! Camillo torna
dallasino scuotendo le spalle e lo conduce fuori dal
Convento C [ripetendo
tra sé e sé: Dio è tutto, il resto,
tutto il resto, è nulla! Ad un certo punto,
improvvisamente, si ferma C: Se Dio è
tutto, Lui solo può dare senso alla mia vita e
riempirla completamente! Si
inginocchia C
[piangendo]: Signore, ho peccato! Perdona questo
gran peccatore! Misero e infelice me, che per tanto tempo
non ti ho conosciuto, mio Dio, e non ti ho amato! Dammi
tempo di fare penitenza e di piangere a lungo i miei
peccati, fino a lavare con le lacrime ogni macchia di
essi Si rialza e torna al
Convento da Padre Angelo C [rivolto a P
A]: Padre, ho capito! Il Signore ha parlato al mio
cuore
voglio servirLo, voglio farmi frate. P A: sono contento
che tu ora creda, ma, figliolo, non correre troppo
è difficile mantenere i buoni propositi, e tu lo sai
bene! Vieni pure fra di noi, comincia il tuo noviziato e
intanto continua a lavorare per il Convento. INTERMEZZO
3 Malato,
Samaritano M: vorreste dire
che mi state portando da un carpentiere? S: in un certo
senso, sì: Camillo è riuscito a costruire un
posto dove gli ammalati si possano sentire a casa, curati e
accuditi da persone che li amano proprio perché sono
malati. M: state
scherzando?! La malattia è una maledizione, e nessuno
sta volentieri con i maledetti! S: amico mio, io
sto volentieri con voi M: già, e mi
sapreste dire perché? S: sì:
perché Camillo mi ha insegnato a vedere in voi Cristo
stesso. M: voi avete la
febbre più alta della mia, non mi avevate mai
conosciuto prima di oggi, e non credo proprio che abbiate
mai visto il Signore in persona. S
[sorridendo]: voi non siete il primo né
lultimo così somigliante al dolce Signore
nostro! SCENA
IV Camillo giovane, Padre
provinciale Padre provinciale: caro
Camillo, vi do atto che la vostra conversione ci ha
edificati tutti. Mi ricordo bene di quando correvate a
spendere i pochi spiccioli guadagnati faticosamente per
giocare a dadi, ma il Signore chiama forte, vero?! Ora vi
chiede un altro sacrificio: la vostra piaga alla gamba
è troppo grave, dovete lasciarci per andare a farvela
curare. C: Padre
provinciale, ci ho messo tanto a rispondere al Signore che
mi voleva cappuccino, e adesso dovrei lasciarLo per una
piccola ferita? P p: quando il
Signore ci vuole per lui sa suggerire il modo giusto per
servirLo: vedrete che vi indicherà la strada. Anche
la vostra ferita, che non è affatto piccola, è
un segno. Andate e, se guarirete, forse potrete tornare tra
noi. C: vi ubbidisco per
ubbidire a Gesù, ma mi costa tanto. Andrò a
Roma, a San Giacomo, e per pagarmi la cura servirò i
malati. Li servirò come se dovessi curare il Signore
piagato, perché ho già avuto modo di vedere
che i malati non li ama nessuno. INTERMEZZO
4 Malato,
Samaritano Malato e Samaritano seduti
tipo al bivacco M: e così il
vostro Camillo sa che cosa vuol dire essere
ammalato. S: Lo sa, lo sa. Ma
soprattutto sa che un uomo malato non soffre mai solo nel
corpo. Gli uomini non sono cose: sono fatti di anima e corpo
impastati assieme. E quando si ammala il fisico, anche
lanima sta male: e questo è
soffrire. M: vi ha proprio
insegnato bene, il vostro amico. Mi dite delle cose vere,
che io non avrei mai saputo dire, ma sono proprio quelle che
sento io. S: anche voi, amico
mio, stamattina vi sentivate peggio di ora, non è
vero? Eppure non ho con me alcuna medicina né
strumenti per farvi un salasso. M: però
siete vicino a me, mi fate coraggio e mi raccontante una
buona storia, lavete chiamata "medicina" e mi sto
accorgendo che è proprio così. Andate avanti a
raccontare: Camillo mi sta proprio simpatico! S:ebbene
.
Quando Camillo arrivò a Roma gli toccò subito
di fare da malato e da infermiere
SCENA
V Camillo, 6 Malati, 3
Infermieri Camillo è
sdraiato, insieme agli altri malati. Infermiere 1
[sgarbato, rivolto a Camillo]: Ecco fasciata la tua
ferita, vecchio soldato ubriacone! I malati si lamentano,
gemono
I 2 [rivolto ai
malati]: smettetela di lamentavi, puzzoni, tutto il
giorno a lagnarvi, ne ho le tasche piene!! Malato 1:
acqua
un po dacqua
I 1: vattela a
prendere, non mi pagano mica per farti da balia! M 2: i pidocchi mi
mangiano, aiutami! I 3: bravo,
così me li prendo anchio!! Altri malati si
lamentano I 2: tra stare in
questo inferno e andare ai lavori forzati forse preferirei i
lavori forzati
Domani me ne vado! M 3: per
lamor di Dio, aiutami, la febbre mi brucia! I 1: lascia fuori
Dio dalle tue disgrazie, chissà che delinquente
sei! M 4: mamma, mamma,
ho paura
I 3 [rivolto a
I 2]: senti quello: ha perso la ragione! Tutti gli infermieri
sghignazzano C: smettetela, sono
vostri fratelli anche loro! I 3: saranno
fratelli tuoi, pezzente! Perché non li servi
tu? Ancora risate, poi gli
infermieri se ne vanno. Camillo si alza C [spostandosi
da un malato allaltro]: caro fratello, ti porto
subito lacqua
La tua mamma non è
lontana: ecco, guarda la Vergine Santa, è vicina a
te. Lei ti ama tanto! Prendi fratello queste
bende pulite, i pidocchi li gettiamo via assieme a quelle
sudicie. Si aggira tra i malati
con sorrisi e carezze INTERMEZZO
5 Malato,
Samaritano M: vorreste dirmi
che il vostro amico Camillo si occupa dei malti con
gentilezza e garbo? S: molto di
più: con amore! E i malati hanno cominciato a stare
molto meglio e più in fretta. E se non guariscono,
muoiono sereni e in pace con Dio. M: Ah, in pace con
Dio
Camillo allora è un prete, non un
dottore
S: è un
sacerdote, sì, ma è anche più bravo di
tanti dottori. Per molto tempo è stato il maestro di
casa, cioè colui che aveva la responsabilità
dellandamento dellospedale. Ma questo gli
attirò molte critiche perché spendeva soldi
per la frutta e le medicine migliori. Una volta ha mandato
indietro un intero rifornimento di roba avariata. "per i
miei malati voglio solo la roba migliore" ripete
sempre. M: il suo non
è un ospedale, è un paradiso! S: lui lo chiama
"il suo giardino bellissimo, tutto pieno di fiori e frutti,
vicino a Castel SantAngelo. M: è
lì che andiamo? Ma lì ci sono solo i giardini
del Papa e dei nobili?! Andiamo in uno di
quelli?! S: pazienza, amico
mio, siamo quasi arrivati. Ma vi avverto che uno dei fiori
più preziosi e profumati sarete voi. M: io? Un fiore? e
anche profumato? Non vi capisco bene
SCENA
V.1 Camillo, Monsignore,
Gesù Camillo
[concitato, cercando di convincere]: Vede,
monsignore, il Signore mi ha mostrato per che cosa gli
servo: aiutare i poveri ammalati. È Lui che dobbiamo
servire, Lui che dobbiamo amare nei più derelitti. Ma
io da solo non basto, ci vuole altra gente che per Amore,
solo per Amore, e non per la paga curi gli ammalati
vede
Monsignore: sogni,
figliolo, bei sogni! E già tanto se per fare
gli infermieri troviamo qualche ex galeotto, o qualche
furfante che vuole sfuggire alla forca Ca
[entusiasta]: ma è questo il punto! Vorrei,
col vostro permesso, fondare una congregazione, radunare
altri che come me... M [sempre
più arrabbiato]: altri come te?! Ma dove credi di
trovarli?! Di pazzo basti tu! Ca: ma se voi
metteste una buona parola in curia
M [furibondo,
gridando]: adesso basta! Ti ho messo a fare
lamministratore? E fai lamministratore,
dannazione! E già tanto che ti tenga, con tutte
le difficoltà che mi metti in mezzo: la frutta, le
medicine, le lenzuola pulite! Basta, basta, non voglio
sentire una parola in più su questa storia. Fondare
una congregazione! Bhà, ignorante spocchioso
zappaterra
. Esce Monsignore.
Camillo desolato si inginocchia davanti al
crocifisso Ca: o Signore,
Signore, forse ho capito male ancora una volta? Forse non
vuoi questo da me? Mi sento così umiliato,
schiacciato. Non ce la faccio
Gesù
[voce]: Camillo, mio caro, di che cosa
taffliggi? Non essere pusillanime! Continua, che io
taiuterò, perché questopera che
hai iniziato è opera mia, non tua! INTERMEZZO
V. 1 M: dunque alla fine
ne ha trovati altri, generosi come lui. Ma quanti
sono? S: ormai sono tanti
i Ministri degli Infermi; si chiamano così da quando
nel 1586, 28 anni fa, Papa Sisto V ha ufficialmente
autorizzato la Congregazione. Da allora Camillo ha
racimolato confratelli in tutta Italia e ha aperto case a
Milano, Genova, Napoli, Bologna, Firenze, Ferrara, Messina,
Palermo, Mantova, Viterbo, Buccainico, Caltagirone,
Borgonovo. Molti sono morti, ammalati dalle malattie che
curavano, ma sempre nuove forze si aggiungono. SCENA
VI Camillo vecchio, 3
Confratelli, Malati Confratello 1:
Padre Camillo, ma puzzano! Ca: pensaci bene,
sono Gesù ammalato. Noi siamo una compagnia di uomini
dabbene che non per mercede, ma volontariamente e per amore
di Dio serviamo gli infermi come le madri fanno con i loro
figli. Co 2: sono stanco,
Padre Camillo
Ca: vai a pregare,
fratello. Dopo vedrai che potrai pulire meglio, assistere
meglio, consolare meglio. Co 3: questo malato
è proprio brutto, e poi ormai sta per morire, vado da
un altro. Ca: ci penso io, ma
ricorda che è più vicino al Cielo. Più
cure, più affetto, più anima alle mani,
fratello, più anima! Co 1: Padre
Camillo, cè il direttore, Monsignor
Commendatore, che vi manda a chiamare
Ca: ditegli che
sono occupato con Gesù Cristo, ma appena avrò
finito la carità, sarò da lui. INTERMEZZO
6 Malato,
Samaritano M: però, un
vero stuolo di compagni! Non ha più fatto il soldato,
ma ha finito per essere davvero un condottiero, il vostro
amico. E mi par di capire che non è solo amico
vostro! S: Sapete che mamma
Camilla lo aveva sognato, mentre ancora lo portava in
grembo, capeggiare un drappello di giovani seguaci segnati
da una croce rossa. E si era preoccupata, povera donna: chi
sarebbero stati quei giovani? Briganti? Ladri?
Malfattori? M: una croce
rossa?! Un simbolo di vergogna! E chi se la
metterebbe?! Samaritano si apre il
mantello e mostra la croce rossa che ha sulla
veste S: chi ha deciso di
non perdere mai di vista Dio, ma di contemplare il Creatore
nella creatura. Ce lha Camillo e ce labbiamo
noi, i sevi dei malati. Coraggio, siamo arrivati: ecco
lospedale. SCENA
VII Camillo vecchio, Malati,
Infermieri Infermiere 1: Padre
Camillo, i malati sono contenti di rivedervi, ma dovete
riposarvi! I malati sono
sofferenti ma festanti C [sofferente e
claudicante]: il riposo è roba di lusso, non
è per colui che ha fatto voto di servire tutti con
carità. I 2: vorreste
sempre correre come quella volta che andaste a Milano anche
se cera la peste. C: ci andavamo
proprio per quello! [indicando un letto] Qui bisogna
pulire meglio! [rivolto al I 1] È arrivata la
frutta fresca? I 3: Padre Camillo,
ormai avete solo le mani senza piaghe
C: il Signore mi ha
lasciato le mani sane perché io continui a tenerle
nella pasta della carità. Felici e beati i Ministri
degli Infermi che sapranno conoscere il gran bene della loro
vocazione! CONCLUSIONE Camillo vecchio,
Confratelli, Malati, Malato, Samaritano Camillo crolla a terra
e viene posto su un lettuccio, mentre arrivano Malato e
Samaritano. Confratelli e malati piangono e pregano attorno
al letto di Camillo. Voce fuori campo legge alcuni brani dal
testamento spirituale di Camillo. Quando finisce, entrano 2
angioletti, che portano via il corpo di Camillo. Malato e
Samaritano avanzano in primo piano sulla
scena. M: grazie, caro
amico: mi hai fatto conoscere un grande uomo. Lontano da
qui, in Palestina, un Samaritano si chinò su un altro
uomo ammalato. Ora so che in tanti sono pronti a fare
altrettanto, come il loro maestro Camillo. Anche a loro,
come a lui e come a te, potrò dire [ intanto si
toglie le bende alle mani e ai piedi e mostra i segni della
Croce]: "Venite benedetti del Padre mio, ricevete la
vostra ricompensa perché ogni volta che avrete fatto
questo al più piccolo dei miei fratelli, lo avrete
fatto a me". FINE