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ACNews 002-2001 — Forum Sociale Mondiale: laboratorio della sovversione

 

Miami, Florida, Stati Uniti d’America, 3-2-2001. In data 21 febbraio 2001, a Miami, in Florida, il quotidiano di lingua spagnola Diario Las Américas ha pubblicato, con il titolo Foro Social Mundial: laboratorio de la subversión, un articolo sul cosiddetto Forum Sociale Mondiale (FSM), realizzato dal 25 al 30 gennaio 2001 nella città di Porto Alegre, nel Brasile meridionale. Segue il testo integrale dell’articolo, scritto dal commentatore politico Gonzalo Guimaraens Acquistapace, della Sociedad Uruguaya de Defesa de la Tradición, Familia y Propiedad.

 

Forum Sociale Mondiale: laboratorio della sovversione

 

Il cosiddetto Forum Sociale Mondiale (FSM), realizzato dal 25 al 30 gennaio scorso nella città di Porto Alegre, nel Brasile meridionale, in prossimità delle frontiere con l’Argentina e con l’Uruguay, era stato annunciato come un’alternativa di sinistra moderata capace di presentare soluzioni "concrete e vivibili" per i problemi mondiali. Tuttavia, il FSM non è riuscito a nascondere il proprio volto autentico e i propri artigli rivoluzionari, a causa della presenza da protagonisti di delegazioni di Cuba comunista, dei gruppi narco-guerriglieri colombiani delle FARC [Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia], di "teologi della liberazione" di diversi paesi, del Partido Comunista do Brasil e del Movimento dos Sem-Terra (MST), pure brasiliano, che è stato elogiato da Fidel Castro come un nuovo modello d’agitazione sociale.

Nella sessione inaugurale, realizzata nel Centro Congressi della Pontifícia Universidad Católica di Porto Alegre, il francese Bernard Cassen, redattore de Le Monde Diplomatique e uno dei promotori del FSM, ha enunciato il programma dell’incontro di fronte a 16.000 partecipanti e membri delle delegazioni provenienti da 122 paesi, dall’Albania allo Zimbabwe: "Siamo qui per mostrare che è possibile un mondo diverso". Pochi momenti dopo, quando una prolungata ovazione ha salutato la delegazione di Cuba comunista, capeggiata da Ricardo Alarcón, presidente dell’Asamblea del Poder Popular, e una platea euforica gridava slogan a favore dei guerriglieri zapatisti del Messico e dei gruppi narco-guerriglieri delle FARC di Colombia, è apparso evidente qual era questo "mondo diverso" vagheggiato da buona parte dei presenti.

Dopo la sessione d’apertura, i partecipanti hanno manifestato nel centro della città sventolando bandiere con la falce e il martello, innalzando ritratti di Lenin e gridando "parole d’ordine" a favore di Cuba comunista, dei gruppi guerriglieri colombiani e così via. Alla manifestazione hanno preso parte il governatore dello Stato di Rio Grande do Sul e il sindaco di Porto Alegre, entrambi del Partido dos Trabalhadores, di sinistra, e figure di spicco internazionale come Danielle Mitterrand e l’agricoltore-agitatore francese José Bové.

Nei giorni dell’incontro — realizzato con finanziamenti della Fondazione nordamericana Ford, di quella olandese Novib e di quella tedesca Heinrich Böll — si sono svolte più di 400 conferenze e workshop sui più diversi temi politici, sociali ed ecologici. Non si può sostenere che tutti questi incontri abbiano avuto un orientamento sovversivo. Ma è stato chiaro che i più animati e frequentati, che hanno dato il tono all’evento, sono stati quelli di carattere rivoluzionario, nei quali sono state progettate strategie di "resistenza armata" in America Latina. Il guerrigliero colombiano Javier Cifuentes ha lanciato un appello alla lotta per "la costruzione dell’unico regime destinato a portare la felicità al genere umano, cioè il socialismo" e ha sostenuto che "le FARC sono assolutamente sicure che il secolo XXI è il secolo del socialismo, è il secolo dell’America Latina".

In diverse conferenze i relatori hanno manifestato di non apprezzare la cosiddetta "terza via" socialdemocratica. "Non pensiamo possibile l’umanizzazione del capitalismo, ma piuttosto il suo annientamento da parte del socialismo", ha affermato l’economista Jorge Benstein, dell’Universidad de Buenos Aires (UBA), che ha annunciato l’"esplosione di rivolte popolari in America Latina".Un dirigente della Central Única dos Trabalhadores (CUT), brasiliana, ha lanciato un appello a concordare "azioni di resistenza simultanea in diversi continenti", come scioperi e manifestazioni di protesta, già nell’anno corrente.

Il sacerdote belga François Houtart, importante esponente della teologia della liberazione, che è stato per molti anni consigliere del dittatore Castro e continua a visitare Cuba con frequenza, ha sostenuto che, di fronte agli attuali sistemi, basati sulla proprietà privata, l’unica via d’uscita sta nel "lottare per la sua distruzione radicale".

Le reiterate ovazioni ai membri della delegazione di Cuba comunista sono state qualificate da José Barrionuevo, noto giornalista di Porto Alegre, come "la più grande contraddizione del Forum Sociale Mondiale" perché si tratta di "applausi a oppressori" del popolo cubano. Ma questa contraddizione non sembra aver diviso i partecipanti. Francisco Whitaker, uno degli organizzatori del FSM e direttore della Comissão Brasileira Justiça e Paz da Conferência Nacional dos Bispos do Brasil, mentre aspettava l’arrivo del capo della delegazione cubana, Ricardo Alarcón, ha dichiarato: "La spiegazione di questo appoggio è molto semplice: perché Cuba è un simbolo". Il sacerdote colombiano Oliverio Medina, che milita nei gruppi guerriglieri delle FARC, ha aggiunto che "Cuba comunista è la prova che il capitalismo non è la panacea per l’umanità, ma la è il socialismo. Cuba è come una sorella che brilla di luce propria. Lo dico perché vi sono vissuto". Da parte sua, l’italiano Riccardo Petrella, professore dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, ha interpretato le ovazioni a Cuba comunista come "un omaggio al mito che rappresenta, benché la realtà di Cuba non concordi completamente con il mito. Le persone hanno bisogno di miti. Se si distruggono i miti di Cuba e del "Che", che cosa ci resta?".

Contemporaneamente si è realizzato il 1° Forum Parlamentare Mondiale, con la presenza di 400 legislatori di sinistra di circa 30 paesi, che hanno annunciato la costituzione di una "rete internazionale" per garantire che le proposte di sinistra avanzate dal FSM abbiano "un’autentica traduzione legislativa".

A Porto Alegre è venuta allo scoperto l’esistenza di un enorme laboratorio della sovversione mondiale; un "arcipelago planetario di resistenza", come lo definisce un documento ufficiale del FSM. Non per caso i principali movimenti, sindacati e partiti politici che hanno avuto una parte di rilievo in questo Forum, compresi i guerriglieri delle FARC e Cuba comunista, fanno anche parte del Forum de São Paulo (FSP). Questo è stato creato nel luglio del 1990 nella città di São Paulo, in Brasile, su richiesta del dittatore di Cuba, Fidel Castro, preoccupato dallo smantellamento dell’impero sovietico e a fronte della necessità di un’articolazione delle sinistre rivoluzionarie nelle Americhe (cfr. Ariel Remos, Foro de São Paulo y toma del poder en América Latina, in Diario Las Américas, Miami, 14-9-2000). Il FSM e il FSP sono due facce della stessa medaglia rivoluzionaria, di un’internazionale filo-comunista sempre più operante, con ampie "reti d’appoggio" in tutto il mondo.

Ignacio Ramonet, direttore de Le Monde Diplomatique, ha annunciato che "il nuovo secolo comincia a Porto Alegre". Se questo cattivo augurio giungesse a realizzarsi, il secolo XXI sarebbe marcatamente rivoluzionario. Chi ha occhi per vedere veda e reagisca, contribuendo a denunciare questa coalizione anticristiana. 

Gonzalo Guimaraens Acquistapace