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ACNews 003-2000 "Fino a quando, Signore", articolo di S. E. mons. Isaias Duarte Cancino, arcivescovo di Cali, in Colombia, suggerito da un episodio di ordinaria brutalita' nella vita quotidiana del suo paese: guerriglieri delle FARC, le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, dopo aver distrutto - con un attacco durato diciotto ore - il villaggio di Arboleda, hanno giocato a calcio con le teste di poliziotti e di soldati uccisi (testo tradotto dal quotidiano El Pais, di Cali, dell'8-7-2000)
Cali (Colombia), 8-7-2000. Fino a quando, Signore? Il popolo colombiano guarda con spavento allaggressione permanente da parte della guerriglia contro la gente umile di Colombia e però la guerriglia ha la faccia tosta di sostenere che rappresenta il popolo al tavolo dei negoziati, quando sappiamo che lunica cosa che fa consiste nelloltraggiarlo, nellumiliarlo e nel distruggerlo con il rapimento, con la violenza in tutte le sue forme e con luccisione. Quanto è accaduto ad Arboleda non ha nome; è stata la dimostrazione tangibile della vigliaccheria della guerriglia. Una persona vale per quello che è e per le qualità e le virtù che possiede, non per le armi che porta. Ma un guerrigliero che rapisce e che ammazza, che distrugge interi villaggi e si prende gioco dei processi di pace, manca delle virtù che distinguono lessere umano e si trasforma nel più miserabile degli uomini. Un guerrigliero vale certamente per le armi che possiede, ma, se gliele togliete, il suo progetto crolla e diventa il più vigliacco degli uomini. Arboleda costituisce un caso ulteriore di barbarie umana, che, come colombiano, mi sconvolge nel più profondo dellanima e confesso di non aver ancora sentito dire di un gruppo di fratelli che ne cattura un altro, lo distrugge fino al sadismo più aberrante e poi, con un gesto che rivela la perdita della ragione, gioca con le loro teste, togliendo al football il suo autentico significato di promozione della persona umana. Fino a quando in questa patria dovremo tollerare gruppi di vandali che, dal momento che portano tre o quattro lettere, come ELN o Farc [Esercito di Liberazione Nazionale, Forze armate rivoluzionarie di Colombia], sul bracciale, pensano sia loro permesso seminare panico o terrore sul nostro territorio, operando come orde di sanguinari fratricidi, compiendo rapimenti, delitti, genocidi e attacchi a popolazioni e a poliziotti indifesi, crimini di lesa umanità? Oggi, nella solitudine che mi causa langoscia per i miei compatrioti, medito e mormoro una preghiera a Dio chiedendogli perdono per questi criminali, ma supplicandolo anche che un giorno i tribunali internazionali compiano il dovere di condannarli, in nome dellumanità, per questi peccati o delitti di lesa umanità. Chiediamo al Signore che questi guerriglieri colombiani sentano nel profondo della loro anima il dolore per luccisione di un fratello innocente e indifeso, che sentano che non stanno facendo una guerra giusta, ma che stanno riproducendo la barbarie delle epoche più oscure della storia umana, e si convertano dalla loro mala vita. Ma supplichiamo anche lAltissimo perché tutta la società civile trovi le strade per costringere efficacemente i violenti che uccidono la Colombia al rispetto della vita e della libertà delle persone. Chiediamo al Signore che il Governo colombiano [guidato dal conservatore Andrés Pastrana Arango] faccia rispettare la Costituzione e la Legge, e trovi vie di pace, nella giustizia sociale e nella concordia fra tutti i colombiani. Voglia Iddio che la stessa società civile oltraggiata e umiliata possa sedersi un giorno al tavolo dei negoziati per difendere i propri diritti ed esigere dai violenti quanto lo Stato colombiano non è stato capace di esigere. |
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