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ACNews 005-2005 "Procreazione assistita? La sfide culturali: selezione umana o difesa della vita", di Claudia Navarini
Roma, 1 maggio 2005. È recentemente stato pubblicato il testo: Claudia Navarini, Procreazione assistita? La sfide culturali: selezione umana o difesa della vita, con Presentazione di Gonzalo Miranda L.C. (Portalupi, Casale Monferrato [Al], pp. 112, euro 10,00), un prezioso strumento nel dibattito sui referendum previsti per il 12 e il 13 giugno 2005. Ne proponiamo una presentazione a firma di Chiara Mantovani, di Alleanza Cattolica, medico, perfezionata in bioetica, membro del Consiglio nazionale dell'Associazione Medici Cattolici Italiani.
Quando si è interrogati, è bene rispondere. E quanto più ci si fa carico del bene dell'interlocutore, tanto meglio si risponde. Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell'Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma, da più di un anno si lascia coinvolgere e interpellare dalle domande che l'attualità suscita nelle persone "normali", quelle disorientate dal chiasso e dalla confusione imperante sulle tematiche bioetiche. E così, ogni settimana, pubblica sull'agenzia di stampa Zenit un articolo per illustrare, informare e formare, per rendere accessibile un giudizio ragionevole sulle novità tecnico-scientifiche, che sembrano promettere progresso e che invece - tutt'altro che di rado - realizzano un regresso culturale, aumentando la difficoltà a comprendere. Nell'attuale congiuntura che, alla vigilia di un'inopportuna consultazione referendaria, vede la vita umana, la maternità, la famiglia, la stessa convivenza civile in crisi d'identità, o almeno in crisi di condivisione della percezione, esce un agile compendio dal titolo Procreazione assistita? Le sfide culturali: selezione umana o difesa della vita, con l'autorevole Presentazione di padre Gonzalo Miranda L. C., decano della Facoltà di Bioetica dell'Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma. Tutte le complesse problematiche sollevate dalle pratiche di fecondazione artificiale sono affrontate dalla professoressa Navarini con sistematicità, fondando i giudizi su due pilastri: quello della conoscenza corretta della realtà biologica implicata nella procreazione medicalmente assistita e quello di un'antropologia che permette la lettura del significato metafisico della realtà biomedica. Strumento prezioso per tutti coloro che vogliono "capirci" di più, il libro ha il grande merito di raccogliere la sfida offerta dai referendum sulla legge 40/04, ma anche quello di non limitare lo sguardo all'episodio che accadrà il 12 e 13 giugno prossimi. Il dibattito in corso sulla legge e sui quesiti referendari offre una provvidenziale occasione all'autrice per affrontare alla radice "il" problema della bioetica: la vita umana va difesa a causa di una sua intrinseca preziosità oppure è un "quid" soggetto a valutazione variabile e dunque a selezione? Ecco che l'identità dell'embrione umano, la ricerca con le cellule staminali embrionali, la clonazione umana, la selezione pre-impianto, la fecondazione eterologa, i cambiamenti sociali e morali indotti e derivanti dal fatto di chiamare famiglia la convivenza omosessuale, e persino quell'intoccabile e innominabile problema chiamato aborto, trovano una motivata collocazione all'interno del loro vero ambito di appartenenza: l'ambito culturale. Claudia Navarini è perfettamente consapevole che non è uno scontro fra cattolici e laici, fra conservatori e progressisti, fra amici della tecnica e nostalgici dell'era del bronzo. L'autrice sa che è in atto da molto tempo uno scontro vero fra due diverse culture, cioè fra due diverse concezioni: una amica, anzi, alleata dell'uomo; e una amica, anzi, alleata della morte. Inducono a decidere in quale campo stare da un lato la persuasione che l'uomo sia solamente un organismo biologicamente vivente, nato solo per morire; dall'altro la consapevolezza del fatto che ogni persona umana è un irripetibile soggetto dotato di natura immortale. La deriva eugenetica, inscritta necessariamente nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita, bene descrive queste moderne tentazioni. Dallo studio emerge chiaramente "la volontà costante di promuovere e servire una cultura della vita che nella società secolarizzata in cui viviamo è spesso fatta più di molte faticose piccole conquiste quotidiane che di grandi e radicali vittorie"; quindi come anch'esso possa essere un utile tassello per l'edificazione di una civiltà degna dell'uomo. Chiara Mantovani
Il testo è disponibile presso la libreria per corrispondenza San Giorgio. Sul sito di Alleanza Cattolica - Cristianità è disponibile online il primo capitolo. |
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