ACNews |
|
|
ACNews 007-99 La massoneria belga allo scoperto: retroterra massonico del rapporto anti-sette belga
Bruxelles, 04-10-1999. Unestesissima rete di relazioni "muratorie" che investe le istituzioni del Regno del Belgio e alcune importanti organizzazioni internazionali è stata resa nota dallautorevole quotidiano di lingua fiamminga De Standaard con un dossier redatto da Derk Jan Eppink e pubblicato il 19 agosto 1999. "Tre quarti dei ministri liberali e socialisti del governo federale sono membri di una loggia", informava il sommario dellarticolo titolato La massoneria è ancora attiva in Rue de la Loi?. Raggruppati in due diverse appartenenze, che vedono i socialisti affiliati prevalentemente al Grande Oriente circa 10.000 "fratelli" e i liberali membri della Gran Loggia circa 4.000 iscritti , i massoni belgi conterebbero fra loro personalità politiche di primo piano come lex commissario europeo alla Concorrenza Karel Van Miert, socialista, ma adepto della Gran Loggia. Anche Willy Claes, già segretario generale della NATO, risulterebbe affiliato a una loggia: lo si evince dal discorso da lui tenuto il 19 ottobre 1995 alla Camera dei Deputati per scagionarsi dalle accuse di corruzione che lo vedevano implicato nello scandalo Agusta. Pur essendo considerato necessario per far carriera in magistratura e nella pubblica amministrazione, lintervento massonico non è limitato alle alte sfere dello Stato, ma sindirizza metodicamente, da almeno un secolo e mezzo, allopinione pubblica, con unazione mirata alla diffusione del "libero pensiero" nel campo delleducazione e dellistruzione, fra laltro attraverso lUniversité Libre di Bruxelles fondata nel 1834 e la sua omologa fiamminga, la Vrije Universiteit Brussel. La massoneria belga ha un orientamento laicista così estremo da mantenere relazioni internazionali solo con il Grande Oriente di Francia e con obbedienze minori latino-americane e di altri paesi; non è invece in comunione con le massonerie anglo-sassoni, che le rimproverano precisamente lanticlericalismo estremo. Nel 1997 la caratterizzazione laicista propria degli ambienti massonici si è diretta contro le associazioni religiose, ispirando il cosiddetto "rapporto anti-sette" messo a punto da una commissione dinchiesta presieduta dal deputato socialista Serge Moureaux , che vedeva annoverate in una lista allegata, fra 189 gruppi considerati potenzialmente pericolosi, anche associazioni cattoliche, poste nellelenco insieme a movimenti satanisti. In seguito alla decisa reazione del CVP, il Christelijke Volkspartij, il partito cristiano-sociale fiammingo, la lista non è stata votata dal Parlamento, pur rimanendo agli atti il rapporto, presentato dallallora deputato liberale, e attuale ministro deglInterni, Antoine Duquesne. Il fatto che la lista non sia stata votata non toglie, peraltro, che essa compaia nelledizione a stampa del rapporto diffusa dal Parlamento e sia regolarmente utilizzata sia dai media, sia da ambienti di polizia. Ispira inoltre unampia campagna propagandistica condotta dallattuale governo e le attività di un Osservatorio governativo che inizia ora a operare in Belgio sul modello della Missione Interministeriale di Lotta contro le Sette francese. La polemica fra lalleanza di governo liberal-socialista, accusata dal deputato del CVP Paul Tant di condurre "unoperazione di loggia", a cui Moureaux rispondeva dicendosi vittima degli "ambienti integralisti settari", ha causato tuttavia diverse difficoltà alla maggioranza che ha sostituito il governo democristiano. Fra i risultati, una lista di membri massoni del governo che comprende il vice primo ministro e ministro del Lavoro, Laurette Onkelinx; il vice primo ministro e ministro degli Esteri, Louis Michel; il ministro deglInterni Duquesne; il ministro della Funzione Pubblica, Luc van den Bossche; il ministro della Difesa, André Flahaut; il ministro delle Finanze, Didier Reynders; il ministro delle Telecomunicazioni e delle Partecipazioni Statali, Rik Daems; il segretario di Stato al Commercio Estero presso il ministero degli Esteri, Pierre Chevalier. In pratica, tutte le leve del potere politico, economico e finanziario del Regno del Belgio sarebbero nelle mani di unorganizzazione sottratta a ogni controllo da parte del corpo elettorale. |
|