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ACNews 008-2006 Finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Lo stato della questione dopo il voto al Senato della Repubblica Italiana, del 19 luglio 2006
Roma, 21 luglio 2006. A fronte dellesito della discussione svoltasi in Senato il 19 luglio 2006 sul finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali, viene proposta una dettagliata ricostruzione di una vicenda che rischia ancora una volta di produrre confusione fra i cattolici su un tema molto delicato. Anche se la posizione di compromesso assunta dai parlamentari dellUnione di centrosinistra, per alcuni di essi in contrasto con glimpegni assunti con lelettorato, è stata apertamente criticata da LOsservatore Romano che in data odierna scrive: «Non è dunque accettabile la soluzione trovata nei giorni scorsi in Senato sulla mozione presentata dalla maggioranza. La convergenza su presunti compromessi che dovrebbero rendere accettabili principi che non lo sono tradisce un ossequioso omaggio alle ragioni della politica, in sfregio alla coerenza e al rispetto del magistero della Chiesa».
Finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali Il 24 luglio 2006 il Consiglio dei ministri dellUnione Europea adotterà la decisione relativa al finanziamento del 7° Programma quadro di attività comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico. Nella previsione di questa decisione, il 30 maggio 2006 il ministro dellUniversità e della Ricerca Scientifica, on. Fabio Mussi, a margine del Consiglio UE sulla competitività, ha ritirato il sostegno, che in precedenza la Repubblica Italiana aveva dato, alla «dichiarazione etica», condivisa dalla Repubblica Federale Tedesca, dalla Repubblica Polacca, dalla Repubblica Slovacca, dalla Repubblica Austriaca e dalla Repubblica di Malta, riguardante la ricerca sulle cellule staminali, «dichiarazione» tesa, fra laltro, a precludere il prelievo di queste cellule da embrioni viventi. Ladesione della Repubblica Italiana a tale «dichiarazione» era stata firmata il 28 novembre 2005 dallallora ministro Letizia Moratti, su parere conforme del Comitato Nazionale per la Bioetica e su decisione del Consiglio dei ministri. La «dichiarazione» proponeva di non finanziare progetti di ricerca che utilizzassero cellule staminali embrionali, in rispetto dei valori condivisi da molti dei Paesi dellUE. In particolare, ai paragrafi 5 e 6, il testo della «dichiarazione» prevede che le Repubbliche Italiana, Federale Tedesca, Austriaca, Slovacca, Polacca e di Malta: 1. «non possono [ ] accettare che attività comportanti la distruzione di embrioni umani possano beneficiare di un finanziamento a titolo del settimo programma quadro di ricerca. Le suddette delegazioni invitano pertanto la Commissione ad abbandonare i progetti relativi allammissibilità al finanziamento di attività di ricerca che prevedano la distruzione di embrioni umani»; 2. «ritengono inoltre che lapproccio previsto dal settimo programma quadro di ricerca e dai programmi specifici non tenga sufficientemente conto del potenziale terapeutico delle cellule staminali umane adulte e chiedono, di conseguenza, che si assuma a livello comunitario limpegno di rafforzare la ricerca sulle tali cellule»; 3. «ritengono che si dovrebbe lasciare ai singoli Stati membri la facoltà di decidere se sostenere o meno le azioni di ricerca comportanti la distruzione di embrioni umani». Limportanza della «dichiarazione» sta nel fatto che gli Stati europei che lhanno sottoscritta raccoglievano 105 voti nel Consiglio dEuropa, 15 in più del limite per la cosiddetta «minoranza di blocco», cioè una minoranza qualificata tale da bloccare le decisioni della maggioranza. Senza lItalia i voti sono diventati 76, al di sotto del limite di blocco, per cui si apre la possibilità di finanziamento alla ricerca delle cellule staminali embrionali nellambito del 7° Programma quadro, un programma di ricerca con 54 miliardi di euro, deciso dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dellUnione Europea. I programmi quadro vengono approvati con maggioranze qualificate, che richiedono più voti del 50%+1: i voti necessari arrivano fino a due terzi dei votanti. Quindi una minoranza, pur restando minoranza, può impedire il raggiungimento della maggioranza qualificata, bloccandola. Con la «dichiarazione» lItalia e gli altri Paesi della dichiarazione dicevano: uno Stato vuole fare ricerca distruggendo embrioni? Faccia pure, usando solo i suoi soldi, però, e non i nostri, perché questa ricerca non la vogliamo finanziare. La posizione espressa dal ministro Mussi è stata decisa senza una deliberazione del Consiglio dei ministri e senza il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica. Si è posta in aperto contrasto con la volontà espressa dal Parlamento appena due anni fa, con lapprovazione della legge 40/2004, allorché una maggioranza più ampia di quella politica ha votato per il riconoscimento dei diritti del concepito e ha vietato la manipolazione genetica sul medesimo; vi è invece piena coerenza fra la «dichiarazione etica» e la legge 40. I risultati della ricerca fin qui condotta hanno dimostrato nel contempo la validità delluso delle cellule staminali adulte e linutilità, o la pericolosità, delle cellule staminali ricavate da embrioni, sì che linsistenza su tale sperimentazione, e sul relativo finanziamento, non risponde a esigenze di terapia. Nei giorni seguenti al Senato lUnione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), con il sen. Rocco Buttiglione e altri, Alleanza Nazionale e Forza Italia con i senn. Alfredo Mantovano, Gaetano Quagliariello e altri e la Lega Nord, con il sen. Massimo Polledri e altri, hanno presentato distinte mozioni contenenti limpegno di tale ramo del Parlamento nei confronti del Governo affinché riapponesse la firma dellItalia alla «dichiarazione etica», e comunque simpegnasse, in sede di Consiglio dei ministri UE, a votare contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Nella seduta del 13 giugno i presentatori di tali mozioni hanno richiesto al Presidente del Senato di discutere con urgenza gli atti da loro presentati, in vista del voto del Parlamento europeo, previsto per il 15 giugno, avente a oggetto il 7° Programma quadro. La richiesta è stata bocciata dalla maggioranza di centrosinistra: hanno votato contro anche esponenti della Margherita, come le senn. Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi e il sen. Lugi Bobba. Non poter discutere queste mozioni prima del voto del Parlamento europeo ha comportato che si arrivasse a questo voto, il 15 giugno, senza minoranza di blocco, e quindi condizionando quanto è accaduto, e cioè una conferma dellapertura ai finanziamenti comunitari per la ricerca sulle staminali embrionali. Il 19 luglio il Senato ha affrontato finalmente il merito della questione. Sono state votate tre proposte di risoluzione, riportate nellallegato a: la n. 2, a firma Buttiglione e altri, recante in modo semplice e inequivoco il divieto di finanziare la ricerca dalla quale derivi la distruzione di embrioni; è stata presentata in modo unitario a nome di tutta la Casa delle Libertà; la n. 3, a firma del sen. Oskar Peterlini e altri (Gruppo per le Autonomie), recante tale divieto, accompagnato tuttavia da aperture sullutilizzo degli embrioni congelati e sullipotesi di partenogenesi; la n. 4, a firma della sen. Anna Finocchiaro (Democratici di Sinistra) e altri, recante un generico orientamento a non distruggere gli embrioni, che il ministro Mussi con il sostegno del vicepresidente del Consiglio, on. Massimo DAlema, che lo stesso giorno ha dato risposte conformi nel corso del question time alla Camera dei deputati ha ritenuto per sé non vincolante, accompagnato, in modo più esteso, dalla possibilità di definire per convenzione il momento della morte dellembrione congelato, allo scopo di utilizzarlo per la ricerca; tale proposta di risoluzione è stata presentata in modo unitario a nome dellintera Unione. Al momento del voto, la proposta Buttiglione ha ricevuto 147 voti a favore, 139 contrari e 9 astensioni. Per il regolamento del Senato lastensione equivale a voto contrario. Dunque, è stata bocciata per un solo voto. È stata votata favorevolmente solo da esponenti della CdL. Fra gli astenuti parificati a contrari il sen. Clemente Mastella, il sen. Bobba e la sen. Baio Dossi. La sen. Binetti e il sen. Domenico Fisichella non hanno partecipato al voto. Sarebbe bastato che uno solo di loro avesse votato per la proposta di risoluzione, o fra gli astenuti avesse preferito non partecipare al voto, perché la proposta fosse approvata. La sua approvazione avrebbe comportato il ripristino della minoranza di blocco, e quindi il divieto di finanziamento comunitario della ricerca sulle staminali embrionali, nonché il divieto di utilizzare gli embrioni per scopi di ricerca. Per completezza, ecco lelenco dei senatori della CdL che non hanno partecipato al voto: Alfredo Biondi, Raffaele (Lino) Iannuzzi, Egidio Sterpa, tutti di Forza Italia; Antonio Battaglia e Antonio Paravia, di Alleanza Nazionale; Albertino Gabana e Stefano Stefani, della Lega Nord Padania; e Giorgio Clelio Stracquadanio, della Democrazia Cristiana. Anche il loro «non voto» è stato determinante. La proposta Peterlini è stata bocciata con 137 voti favorevoli, 124 contrari e 37 astenuti. La proposta Finocchiaro è stata approvata con 152 voti a favore, 150 contrari e 1 astenuto. Fra i favorevoli i senn. Bobba, Binetti, Baio Dossi e Mastella. Lallegato b contiene: le dichiarazioni di voto finale dei senn. Buttiglione, Mantovano, Quagliariello e Polledri, in rappresentanza dei gruppi UDC, AN, FI e Lega, tutti a sostegno della comune mozione Buttiglione; la dichiarazione di voto della sen. Maria Luisa Boccia, di Rifondazione Comunista, che si segnala per il criterio di riconoscimento della vita che pone; le dichiarazioni dei senn. Bobba, Binetti e Baio Dossi, assolutamente incoerenti con il voto effettivamente espresso, che è andato nella stessa direzione di quello espresso dalla sen. Boccia.
Allegato a
Discussione sulle comunicazioni del Governo in relazione allesame da parte del Consiglio dellUnione europea del 7º Programma quadro di attività comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico PROPOSTE DI RISOLUZIONE 2. Buttiglione, Mantovano, Bianconi, Andreotti, Pallaro, Polledri Il Senato, udito il dibattito, impegna il Governo a votare in sede di Consiglio di Competitività contro ogni tipo di ricerca che distrugga gli embrioni umani. 3. Peterlini, Thaler Ausserhofer, Pinzger, Bosone, Rubinato, Molinari Il Senato, udito il dibattito, impegna il Governo a votare, in sede di Consiglio Competitività, contro ogni tipo di ricerca che distrugga gli embrioni umani anche quelli crioconservati se ancora impiantabili, sostenendo la ricerca sulle cellule staminali adulte, comprese le cordonali, e la produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni. 4. Finocchiaro, Zanda, Russo Spena, Palermi, Formisano, Franco Vittoria, Marino, Binetti, Ranieri, Capelli, Emprin, Baio Dossi Il Senato, premesso che:
impegna il Governo:
Allegato b
BUTTIGLIONE (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUTTIGLIONE (UDC). Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio intervento iniziale ho dichiarato la disponibilità a votare la mozione della maggioranza, se avessi avuto una risposta chiara e positiva ad una semplice domanda: il ministro Mussi voterà a favore o contro lemendamento parlamentare approvato dal Parlamento europeo che dà il via libera alla ricerca distruttrice di embrioni? Non posso dire di aver avuto una risposta chiarissima; mi scusi Ministro, è sicuramente colpa della debolezza del mio intelletto, però grande chiarezza non ho riscontrato. A proposito, complimenti per le citazioni classiche. Poteva aggiungere il mito di Pandora: la tecnica che porta tutti i doni e, insieme, tutti i mali e che per questo ha bisogno di essere controllata dalla politica fondata su di una solida visione etica. Dovessi dire che ho capito, sarei in dubbio. Dico quello che ho capito; signor Ministro, se ho capito male, non abbia paura di smentirmi. Ho capito che il ministro Mussi si sente vincolato dalla sua maggioranza a cercare un accordo in sede europea sulla base dellemendamento Niebler. Non sarebbe forse una cosa tanto sbagliata; dipende da comè formulato questo emendamento Niebler, che ha avuto, nel corso della discussione europea, molte formulazioni successive. Ma, se non cè la possibilità di un accordo sullemendamento Niebler, il ministro Mussi si sente autorizzato a votare a favore dellemendamento approvato dal Parlamento europeo. Quindi, con questo voto lo dico ai tanti che hanno dichiarato di essere contro la ricerca distruttrice di embrioni sulla base della mozione della maggioranza voi non vincolate il ministro Mussi a votare contro la ricerca distruttrice di embrioni. Accettate una dichiarazione di buona volontà, secondo la quale si cercherà di lavorare per un compromesso, che potrebbe essere buono, ma potrebbe anche essere cattivo. Sostanzialmente non vincolate a nulla. La mozione della maggioranza ripete il programma dellUlivo, che su questo tema non dice niente. Invito quelli di voi che hanno dichiarato con accenti che io condivido totalmente di essere contrari alla ricerca sugli embrioni umani, sulla base del principio del rispetto della vita, a non votare la proposta di risoluzione della maggioranza, ma a votare la nostra, che non è, di per sé, in contraddizione con quella proposta dal Governo, ma vincola questultimo; tutto il resto va benissimo. Ciò che noi vogliamo è porre un vincolo al Governo a votare contro la ricerca che distrugge gli embrioni. Tale vincolo non è stato riconosciuto dal ministro Mussi nella sua replica. Il Ministro ci ha detto che si darà da fare per un giungere a un compromesso forse buono, forse cattivo ma non abbiamo ricevuto da parte sua nessuna garanzia e nessun impegno. Sapete cosa succederà? Spero di essere un cattivo profeta, ma io temo che succederà ciò che è già successo in Parlamento europeo. Se al momento della votazione, in Parlamento europeo, avessero saputo che lItalia faceva parte della minoranza di blocco, allora avrebbero cercato un compromesso già in quella sede e non sarebbe stato approvato quellemendamento. Hanno saputo invece che lItalia aveva ritirato la sua adesione alla minoranza di blocco e si sono spinti più avanti. Quando quei parlamentari sapranno di essere sostenuti da una maggioranza e di non avere bisogno di trattare, faranno ciò che a loro pare opportuno. Non fareste anche voi la stessa cosa, nella medesima situazione? Vorrei evitare che ci fosse tra di noi un velo di ipocrisia. La questione politica che si pone oggi in questAula è se si vota a favore della difesa della vita oppure no. La nostra proposta di risoluzione non contraddice in nulla nessuno. Se qualcuno veramente crede che la mozione della maggioranza vincoli a difendere la vita, voti contemporaneamente anche la nostra. Avrà una precisa garanzia che la vita sarà difesa, altrimenti, non nascondiamoci dietro un dito. I dibattiti culturali sono belli, ho passato una vita a fare dibattiti culturali, ma la politica è unaltra cosa, è la capacità di decidere e di assumere, davanti al popolo, la responsabilità della propria decisione. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LNP). Non si tratta di infiorare una decisione con parole più o meno belle, di condirla di propositi più o meno santi. Non saremo giudicati sulla base delle nostre parole, ma sui fatti e nella politica i fatti sono i voti; quindi, dichiarate di votare sì se è sì, no se è no. Ho assistito qui a molti tentativi di evitare di pronunciarsi per il sì o per il no, ma non esprimere la propria posizione significa rimettere la decisione nelle mani di un Governo che ha già dichiarato chiaramente (lonorevole DAlema per ultimo oggi alla Camera dei deputati, ma anche con grande civiltà e con grande garbo il ministro Mussi in questAula) di non sentirsi vincolati a una posizione di difesa della vita in sede europea. Ognuno di voi rifletta e voti conseguentemente. Penso che il popolo ci giudicherà non sulla base delle intenzioni che avremo espresso o delle belle parole che avremo detto, ma sulla base degli atti politici conseguenti che avremo posto in essere, cioè sulla base del voto che esprimeremo. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LNP. Congratulazioni). MANTOVANO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANO (AN). Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, nel nostro dibattito lattenzione mediatica sembra concentrata quasi esclusivamente sugli effetti benefici che deriverebbero dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali e non anche sulla natura degli atti che permetterebbero (il condizionale è dobbligo) di raggiungere quegli effetti. Ci viene detto: ma come, non volete salvare vite umane con le nuove possibilità terapeutiche che si prospettano? Rifiutate di reperire quelle cellule che farebbero (anche qui il condizionale è dobbligo) guarire dal Parkinson o dallAlzheimer? Come fate ad opporvi? Noi siamo convinti, dallevidenza scientifica, che il prelievo di cellule staminali da embrioni equivale a considerare luomo un oggetto, equivale a considerarlo una riserva di cellule da utilizzare per altri; equivale a considerarlo uno strumento senza dignità. Siamo convinti che non esiste un limite di età, inferiore o superiore, che giustifichi luso di un essere umano; sì, di un essere umano, dotato di una propria individualità genetica e cromosomica, riscontrabile con chiarezza dal microscopio e non ricavabile dogmaticamente da un catechismo. Luso di un essere umano non è ammissibile neanche se andasse realmente a favore di un altro essere umano; siamo convinti che gli effetti terapeutici evocati a giustificazione dello smembramento di un essere umano, sia pure allo stadio embrionale, possono invece ben essere conseguiti con le staminali ricavate da adulti. Siamo convinti che dire tutto questo, in compagnia di una cospicua mole di documentazione scientifica, non equivale né ad opporsi al progresso, né ad appiattirsi su orientamenti confessionali. Noi non vogliamo limitare la libertà di ricerca. Intendiamo definire un criterio di concessione dei finanziamenti europei rispettoso dellessere umano embrionale: quello che non regge nella risposta della replica che oggi ha dato il ministro Mussi e nelle risposte che il vice presidente del Consiglio, DAlema, ha dato nel question time alla Camera è che non si possono obbligare Stati che non condividono certi criteri a finanziare con fondi loro linee di ricerca che non sono consentite. Questo è loggetto del dibattito. (Applausi dal Gruppo AN). Per lItalia sarebbe fortemente contraddittorio avere una legge (la legge n. 40) che proibisce per ragioni fondate questo tipo di ricerca e contribuire con la propria quota a ricerche di altri Paesi su obiettivi proibiti dalla legge. Questa contraddizione lo dico ai colleghi del centro-sinistra non è sanata dalla proposta di risoluzione Finocchiaro e altri, perché, pur contenendo limpegno del Governo a sostenere ricerche che non abbiano determinate implicazioni, non contempla, però, lunica formulazione in grado di eliminare ogni dubbio: il divieto esplicito di finanziare ricerche da cui derivi la distruzione degli embrioni. Se non fosse così, il nostro dibattito, che dura ormai da ore, sarebbe surreale. Di che cosa staremmo parlando? E perché? Affrontiamo questa discussione perché, come è stato più volte ricordato, ritirando ladesione dellItalia alla Dichiarazione etica, il Governo, nella persona del ministro Mussi, di fatto permette il finanziamento italiano alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Vi è unaltra ambiguità nel testo della proposta di risoluzione Finocchiaro e altri. Mi riferisco in particolare, alla prima parte del dispositivo, laddove si dice dellimpegno a sostenere, sotto il profilo finanziario, in sede di Consiglio europeo, ricerche che non implicano la distruzione degli embrioni. Quel limitare al sostegno sotto il profilo finanziario significa che, quando verranno i progetti da cui deriva la distruzione degli embrioni, limpegno varrà soltanto per il finanziamento, ma non per la scelta dei progetti medesimi. È questa la profonda contraddizione contenuta nella proposta di risoluzione n. 4. (Applausi dai Gruppi AN e FI). Per tornare alla chiarezza, non servono giri di parole. Voi dite che con la vostra proposta di risoluzione non volete la distruzione dellembrione, ma cosa vi impedisce di votare la nostra? Lesito paradossale cui si perverrebbe se la proposta di risoluzione presentata dal senatore Buttiglione e da altri senatori non fosse approvata sarebbe duplice. In primo luogo, i ricercatori italiani parteciperebbero tranquillamente a progetti di ricerca europea in cui si utilizzano embrioni congelati, in modo ufficiale e autorizzato e in palese violazione della legge 40. In secondo luogo, i ricercatori di altri Stati utilizzerebbero il denaro italiano per effettuare ricerche vietate in Italia. Vorrei dire con molta serenità ai colleghi del centro-sinistra che sarebbe stato facile da parte nostra trasformare questa discussione in unoccasione di polemica politica. Abbiamo ritirato diverse proposte di risoluzione presentate originariamente e abbiamo ridotto allosso, con un dispositivo di un rigo e mezzo, la nostra proposta di risoluzione; ciò perché non viviamo questo dibattito come una battaglia di partito e di schieramento. Esso riguarda, invece, unimportante e delicata questione di principio che interpella le convinzioni intime di ciascuno di noi. Ci sono momenti nella vita del Parlamento in cui la responsabilità per le scelte di principio deve avere il sopravvento sulle logiche di fazione. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC). Questo è uno di quei momenti. Mai come ora la frontiera del diritto alla vita coincide con il futuro politico della Nazione e con le sorti stesse della politica. Francamente, la saldezza dellUnione è meno importante della salvezza dellembrione. (Applausi dei Gruppi AN, FI e UDC). Non possiamo abdicare alla dittatura del desiderio: voglio qualcosa, non importa con quali costi, anche umani, la tecnica mi deve prestare gli strumenti per ottenerlo e la legge deve consentirmelo. È la logica dei vecchi anarchici alla Stimer, per i quali il mio prossimo corrisponde allolio con in quale mantenere accesa la fiammella della mia vita, ma solo della mia vita. Signor Presidente, colleghi, tutti noi abbiamo di fronte una sfida che rende necessaria molta sperimentazione sul piano scientifico, profondo rispetto dellessere umano, grande determinazione sul piano politico. Louis Pasteur diceva che la fortuna favorisce soltanto gli spiriti preparati. Mi permetto di aggiungere: la più adeguata preparazione dello spirito consiste nellavere chiara la volontà di conseguire un fine. Spesso, anche se i fatti saltano agli occhi, si finisce per vedere solo quello che si cerca. La proposta di risoluzione n. 2, presentata dal senatore Buttiglione e da altri senatori, porta un piccolo ma significativo contributo perché la ricerca e, per sua parte, la politica siano orientate verso la vita umana e non verso la sua strumentalizzazione. Per questo Alleanza Nazionale la voterà con convinzione. (Applausi dei Gruppi AN, FI, LNP e UDC. Molte congratulazioni). QUAGLIARIELLO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI). Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il tema che abbiamo discusso questa sera è di quelli che esigono serietà di approccio, cautela, rispetto per le reciproche posizioni. In gioco vi sono sensibilità etiche che meritano di essere considerate con attenzione, nonché interessi diversi e spesso contrastanti che richiedono lindividuazione di un punto di equilibrio. Se il legislatore decide di intervenire in questo campo, ad affermarsi non sarà mai una posizione unilaterale. Il risultato finale sarà comunque un compromesso tra interessi e punti di vista diversi, a volte opposti. Per alcuni, ovviamente, questo compromesso risulterà più soddisfacente, per altri meno, ma è comunque importante che si proceda nella chiarezza dellitinerario formale, senza strappi, né sotterfugi. È quanto accaduto con lapprovazione della legge n. 40 del 2004, che rappresentò comunque un compromesso più avanzato rispetto al tempo nel quale la materia non aveva una regolamentazione. Esso fu giudicato insufficiente da una parte della società civile che per questo assunse liniziativa di promuovere un referendum. Questo si è celebrato poco più di un anno fa e non ha suscitato la partecipazione necessaria per esplicare effetti positivi. La vicenda, ovviamente, non elimina la possibilità che nuove iniziative per modificare la legge vengano assunte. Ma a questo punto è ancora più importante, per il rispetto che si deve allespressione della sovranità popolare e alla funzione legislativa, che queste avvengano nelle sedi opportune, senza sotterfugi e con il coinvolgimento della pubblica opinione. Non si tratta di una premessa inutile e scontata, perché è importante ricostituire le condizioni di tempo e di spazio, nelle quali si colloca questo dibattito parlamentare. Esso non avrebbe avuto luogo, infatti, se il ministro Mussi, senza un atto di indirizzo del Governo in tal senso, non avesse cancellato la firma dellItalia a una mozione di blocco, che avrebbe garantito la coerenza tra le decisioni dellUnione Europea in tema di ricerca sulle cellule staminali e quanto prescritto dalla legge del nostro Paese. Sia chiaro, quella mozione sottoscritta da sei Paesi non aveva un contenuto proibizionista, non impediva, cioè, che nei Paesi in cui ciò è concesso dalle legislazioni nazionali, la ricerca sulle staminali potesse andare avanti. Serviva solo a garantire il rispetto sostanziale, e non formale, del compromesso raggiunto con la legge n. 40 del 2004: che i soldi del contribuente italiano non siano impegnati nel nostro e in altri Paesi contro quanto prevede la nostra legislazione. Questo dibattito, dunque, inerisce solo indirettamente il merito della questione. Esso è stato innescato innanzitutto dal metodo utilizzato dal ministro Mussi, che a nostro parere potrebbe rappresentare un precedente grave, se fatto passare sotto silenzio e senza colpo ferire. Vede, ministro Mussi, noi non contestiamo la legittimità dei suoi convincimenti. Alcuni del nostro Gruppo parlamentare sulla questione specifica la pensano più come lei che come me. Tutti insieme, però, deploriamo il suo comportamento e lo facciamo da laici, perché la sana laicità impone di tenere ai propri convincimenti, ma anche di sapere distinguere tra lambito della propria coscienza e le obbligazioni che nascono, invece, dal rispetto dovuto alla statalità. Lei, privilegiando la sua coscienza come ha detto e rivendicato rispetto a quanto avrebbe imposto il rispetto istituzionale di una legge dello Stato, di cui è Ministro, il cui valore è stato per di più rafforzato dallesito di un referendum popolare, ha dimostrato mi scusi lespressione, ha un valore tecnico e non offensivo di comportarsi da clericale e di poter prendere lezioni di laicità da quanti la tonaca la indossano con dignità e convinzione lungo il corpo e non intorno al cervello. Il rispetto della laicità impone anche lamore per la verità, soprattutto in materie come queste, in cui sono in gioco concetti quali la vita, il suo senso profondo, i suoi limiti: questioni cruciali spero su questo si sia tutti daccordo per quanti credono e anche per chi non crede. Vede, signor Ministro, lo dicevo in premessa: in questi ambiti chi si pone dal punto di vista del legislatore non può far a meno di rifiutarsi in via preventiva di ricercare un punto dequilibrio e perfino di compromesso. In fondo i compromessi del legislatore riflettono quelli che, in determinate circostanze, la vita propone senza che se ne possa sfuggire. Si tratta di situazioni drammatiche, nelle quali qualunque scelta si operi giunge a produrre una perdita secca. Un atteggiamento laico, però, presuppone che in tali situazioni si guardi in faccia la realtà per quella che è, non si nasconda la perdita, ma la si sopporti come tale, sapendo che lesistenza su questa terra presuppone limperfezione. Non si cerchi, insomma, di edulcorare i dati del reale, per giungere ad un accordo scadente, attraverso il quale si perde tutti, senza avere neppure la forza di dirselo. A me pare lo dico con rammarico e con tristezza di intravedere questo rischio nella risoluzione presentata dai colleghi della maggioranza. Quanti hanno parlato di ricerca sulle cellule staminali embrionali (Brusìo), proponendo che ci si limitasse a quelle degli embrioni soprannumerari e, cioè a quelli crioconservati, a parole si sono posti comunque dei limiti, che consistono... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Quagliariello. Onorevoli colleghi, abbiamo svolto un dibattito ordinato e a mio giudizio di alto livello; lo stiamo concludendo, deve concludere il senatore Quagliariello, poi cè lultimo intervento. Adesso lAula è più affollata, però il livello del brusìo si è alzato troppo e il senatore Quagliariello merita lattenzione che abbiamo riservato anche ad altri interventi. QUAGLIARIELLO (FI). La ringrazio, signor Presidente. A parole, dicevo, si sono comunque posti dei limiti che consistono nel divieto della clonazione terapeutica per ottenere cellule staminali embrionali e nel divieto della produzione ad hoc di embrioni per la ricerca, ma questi limiti nella realtà effettuale delle cose sono solo teorici. Fino ad oggi, infatti, le cellule staminali embrionali si possono ricavare solamente da embrioni prodotti dalle tecniche di fecondazione in vitro. Lunico scienziato ad avere pubblicato lavori su cellule staminali embrionali ricavate da embrioni clonati terapeuticamente è stato infatti il veterinario coreano Hwang Woo Suk, prima frettolosamente decantato e poi con ancor più fretta ripudiato. I suoi lavori, come sanno in particolare i lettori de «la Repubblica», si sono poi dimostrati falsi. Pertanto, la verità è che per ricavare cellule staminali embrionali si possono utilizzare solo gli embrioni prodotti dalla fecondazione in vitro, riconoscendo che è nei fatti impossibile distinguere quelli prodotti ad hoc per la ricerca da quelli prodotti in sovrappiù per la fecondazione. Per tale ragione, una volta aperta questa possibilità, sarà facile e scontato passare agli embrioni freschi. Perché allora non utilizzare subito quelli scartati in quanto difettosi o anche quelli sani se prodotti in sovrappiù? Questo è un punto di arrivo facile da prevedere e noi abbiamo il dubbio che in tal senso ci sia anche un percorso, per così dire, programmatico. Non a caso sulla breccia da provocare puntando a far passare al livello europeo lutilizzo degli embrioni crioconservati hanno da tempo puntato tatticamente quei siti dai quali svolgono legittimamente la loro propaganda i promotori del referendum contro la legge n. 40. Questa è anche la strada indicata dal presidente Prodi nellintervista a «Le Scienze» dello scorso aprile. In quelloccasione il Presidente del Consiglio affermò che aspettava delle risposte dalla scienza per apprendere se questa strada non avrebbe potuto portare allutilizzo degli embrioni soprannumerari crioconservati per la ricerca. Si dovrebbe prendere atto, laicamente, che quella risposta per ora non è giunta e per questo riproporre la via dei crioconservati come punto di equilibrio non è un compromesso laico, è una ipocrisia. (Applausi dal Gruppo FI). Noi riteniamo di contro che la crescente attenzione per questi temi, che segneranno la politica di domani sconvolgendo le definizioni tradizionali di laico e cattolico, di destra e di sinistra, richieda un differente rispetto. Non siamo chiusi al confronto e al dibattito, anche al nostro interno, non siamo pregiudizialmente contrari a trovare nuovi approdi e nuovi equilibri, a condizione che a questo tema venga concessa la dignità e direi la drammaticità che esso merita. Per questo, e volutamente, la proposta di risoluzione sottoscritta dai colleghi Buttiglione, Mantovano e Bianconi non censura il comportamento del ministro Mussi, che pure non abbiamo condiviso. Per questo non siamo entrati nel merito della materia, se non per ricondurre le lancette del dibattito pubblico al punto dove esso era legittimamente giunto, limitandoci a chiedere che in sede europea sia rispettato quanto prescritto dalla legge n. 40. Si tratta di una risoluzione che, consentitemi, definirei «embrionale», di un rigo e mezzo. La speranza è che essa possa crescere e generare un dibattito vero, senza più furbizie, sotterfugi, o clericalismi. A queste condizioni, ci diciamo disponibili a ogni confronto, senza chiusure integraliste; ne daremo prova appena le circostanze lo consentiranno. È per costruire le condizioni preliminari di questo auspicato confronto che domandiamo anche ai colleghi della maggioranza di votare a favore della proposta di risoluzione n. 2. (Applausi dai Gruppi FI, UDC, AN e del senatore Polledri). POLLEDRI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole della Lega alla proposta di risoluzione n. 2. Credo che la coerenza sia un valore importante. Oggi abbiamo difeso un valore, quello della tutela della vita fin dallembrione, che non è negoziabile, né per contrapposizioni ideologiche, né per scontri frontali. Non vogliamo farne una questione di tattica politica, però vogliamo che sia ben chiara in questa Aula e che rimanga agli atti la nostra preoccupazione per il futuro. Il ministro Mussi ha detto che si impegnerà a favorire la ricerca sulle cellule staminali adulte, ma non ha detto che voterà contro la ricerca sulle cellule embrionali umane. Vi sarà quindi il bellissimo paradosso di un Paese dove si è contro gli OGM, dove se qualcuno fa crescere una piantina geneticamente modificata va in galera, dove se qualcuno provoca sofferenze ingiustificate ad un animale va in galera e dove spenderemo i nostri soldi non per darli ai ricercatori italiani, ma per darli a qualche ricercatore inglese che potrà uccidere tranquillamente degli embrioni. Porremo un principio giuridico importante: si potrà decidere per legge quando incomincia la vita, quando finisce, quando incomincia la vita dellembrione; dopodiché il percorso successivo sarà decidere quando il malato dovrà smettere di vivere, perché soffrirà troppo, o quando la vita sarà indegna di essere vissuta. Questo concetto labbiamo sentito negli anni 30; per questo la Lega non si sporcherà le mani oggi e voterà a favore della proposta di risoluzione n. 2. (Applausi dai Gruppi LNP, FI, AN e UDC). BOCCIA Maria Luisa (RC-SE). Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOCCIA Maria Luisa (RC-SE). Signor Presidente, dopo aver ascoltato la discussione che si è svolta in questAula, credo che, viceversa, limpegno che la proposta di risoluzione dellUnione pone al Governo e al ministro Mussi sia chiaro, diversamente da ciò che ha appena affermato il collega Buttiglione. Tuttavia, penso che tale impegno, seppur nella sua chiarezza, dia un mandato al Ministro più sobrio che non quello di portare in sede europea e di risolvere in quella sede, una volta per tutte, la questione su quale sia il punto di convergenza definito, appunto, con assoluta certezza e inamovibile nel nesso tra scienza e vita. Penso che sia un impegno chiaro ed importante, proprio perché frutto del dialogo e del confronto e perché riconduce la posizione del Governo, la politica dellItalia in tema di ricerca, nellambito del 7o Programma quadro, tanto nelle sue finalità generali quanto in quelle specifiche dellarticolo 6. Tale articolo prescrive, appunto, che le ricerche siano finanziate e sostenute in funzione dei loro contenuti e nel quadro giuridico vigente negli Stati membri. Da questo punto di vista, il riferimento è chiaro: lItalia rientra a partecipare pienamente, anche per la ricerca nellambito genetico e biologico, nei programmi e nei progetti finanziati da queste linee europee, con i vincoli che la sua legislazione pone. Ciò non comporta alcuna forzatura interpretativa rispetto alla legge n. 40 del 2004, né in un senso né nellaltro. Abbiamo svolto una discussione a monte della legge n. 40, negli anni precedenti alla sua emanazione così come negli anni successivi e durante la vicenda referendaria che ha vissuto uno stallo proprio per la contrapposizione ideologica, valoriale e frontale tra etica della vita ed etica della scienza, o libertà della scienza intesa tout court come progresso. È noto che noi senatori di Rifondazione Comunista ed io in particolar modo non condividiamo in radice la filosofia e gli intenti della legge n. 40 del 2004. Labbiamo definita una legge crudele, perché è tutta costruita su divieti e pretende di porre limiti pesanti alla libertà delle donne nella procreazione e nelluso, nella disponibilità, nella responsabilità del proprio corpo. Questa legge, però, non è in questione oggi: la posizione italiana rispetto alle linee di ricerca del 7o Programma quadro è definita tenendo conto del fatto che tale legge è vigente. La proposta di risoluzione e limpegno che il Governo prenderà, non pregiudicano nessuna posizione e nessuna valutazione sulla legge n. 40 del 2004, compresa la mia che, come detto, è di radicale contrarietà: tale posizione è, tra laltro, condivisa dal Gruppo cui appartengo e da tanti colleghi presenti in questAula. Non traduce, però, in blocco e in divieto una legislazione che non ha conosciuto non vogliamo applicare alcun rovesciamento un consenso e una conferma dalla consultazione referendaria, che non lha avallata semplicemente perché questa non è risultata valida. Ciò è avvenuto perché è mancato, rispetto a quel pronunciamento referendario e a tutto il dibattito che lha preceduto, un concetto contenuto nel terzo punto della proposta di risoluzione come già ricordava la senatrice Capelli e che riteniamo fondamentale per uscire dalle secche in cui ci troviamo. Mi riferisco alla promozione della cittadinanza attiva, che faccia in modo che il nesso tra le questioni e i principi etici e quelli della libertà di ricerca non sia costruito in sedi ristrette, né da comitati etici o da qualche autorità valoriale definita una volta per tutte, né nelle sedi legislative o in quelle scientifiche, che spesso soffrono di quella separatezza e autoreferenzialità che ricordava la senatrice Capelli. Crediamo che ci sia bisogno di educazione, di dibattito e di un coinvolgimento degli uomini e delle donne, proprio perché è vero che siamo di fronte a scenari inediti, che mutano velocemente, che mettono in questione tutte le convinzioni etiche: non soltanto luna o laltra, ma tutte le differenti concezioni etiche. Lo ha ricordato proprio il ministro Mussi. La ricerca e la scienza sopravanzano velocemente anche i termini del dibattito svoltosi oggi. Se nella proposta di risoluzione n. 4 si parla di promuovere le ricerche su cellule embrionali totipotenti, non derivate da embrioni, è perché tale prospettiva si è aperta di recente e potrebbe configurare in termini del tutto diversi da quelli attuali il dibattito se tutelare o no lembrione voglia dire tutelare la vita. Altrettanto vorrei dire su un punto che è stato definito oscuro, ambiguo, linvito al Governo a promuovere, a verificare la possibilità di ricerche su embrioni crioconservati non impiantabili. Lhanno detto molto chiaramente il senatore Marino e la senatrice Vittoria Franco, con la quale concordo. Già oggi esistono embrioni conservati, i cosiddetti sovrannumerari, che permetterebbero di fare ricerche su cellule staminali di origine embrionale, derivate da embrioni, per un tempo infinito. Cosa ne vogliamo fare di questi embrioni? Si ritiene davvero che possano essere considerati intangibili, al di là del deperimento cui comunque la crioconservazione li espone? Credo che si continui ad ignorare, nellambito di questa discussione su concezioni astratte e criteri e principi etici che permetterebbero di eliminare quellambiguità, un punto fondamentale che ancora oggi costituisce la vera discriminante, il vero fattore di distinzione. La scienza e la ricerca confermano su ciò non si configura nemmeno la possibilità di superare tale soglia che la distinzione tra lembrione conservato, congelato, in vitro e lembrione vivo è che questultimo è tale se è accolto da una donna e solo in quel caso, altrimenti è congelato. (Applausi dal Gruppo RC-SE). Il congelamento ci dice che esiste una differenza fondamentale e che la difesa della vita umana, anche nelle sue forme iniziali, è ancora affidata alla libertà e alla responsabilità delle donne. Eludere la questione porta ad una discussione astratta, lontana dallesperienza e dalla possibilità di risolvere i problemi. Io non sono scientista, ma provengo da una riflessione e da una elaborazione del pensiero femminile e femminista su tali questioni cominciata con le vicende del nucleare di Chernobyl (lespressione " coscienza del limite" labbiamo coniata allora) e che si è orientata con la coscienza dei limiti anche nella critica alle tecnologie, soprattutto agli aspetti del mercato e della mercificazione del corpo femminile. Non posso però accettare in alcun modo che si consideri che la difesa della vita passi per rendere obbligatorio limpianto degli embrioni nelle donne. Questo è quanto è oggi previsto dalla legge n. 40. La legge non è messa in discussione in questa parte e ciò mi pare evidente. Siamo impegnati a riprendere e portare avanti il confronto nel Paese, prima ancora che in queste Aule. Non ignoriamo il punto politico del referendum, ma state certi che si discuterà su quellimpianto assolutamente non etico rispetto alle questioni della vita e alla posizione centrale della donna, che in quanto tale rende possibile la vita nella nascita e nelle fasi prenatali, con la gravidanza. Pertanto, è nostra opinione che ciò debba essere messo al centro della discussione sulla legge n. 40 e sulla sua revisione. (Applausi dai Gruppi RC-SE, Ulivo e della senatrice Pellegatta. Congratulazioni). È iscritta a parlare la senatrice Baio Dossi. Ne ha facoltà. BAIO DOSSI (Ulivo). Signor Presidente, ringrazio il ministro Mussi per le parole che ha espresso. Oggi prendiamo una decisione importante, impegnando il Governo sulla scelta che dovrà assumere al Consiglio europeo del 24 luglio prossimo in merito al 7° Programma quadro. Credo che, con la scelta e con limpegno che consegniamo al Governo, vogliamo dire sì alla ricerca, al potenziamento e al rafforzamento della stessa; ma vogliamo anche individuare, allinterno di questa Aula, in base a quali criteri ciò debba avvenire. Nello specifico, dobbiamo assumere quali siano tali criteri, soprattutto in merito alla ricerca sulle cellule staminali. Nelle proposte di risoluzione che sono state presentate, in modo particolare in quella presentata dallUnione, individuiamo tre filoni sui quali impegnare il Governo. Diciamo no senza equivoci, senza se e senza ma mi permetto di usare un espressione forse non adatta a questa Aula, ma efficace alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, che implichi la distruzione di embrioni. La ricerca infatti non deve essere fermata, su questo vogliamo essere altrettanto chiari; essa deve essere finalizzata a migliorare le condizioni di vita. Deve quindi essere potenziata. Però deve anche avere dei valori di riferimento, deve essere finalizzata alla tutela e al diritto della vita, principi che sono patrimonio della nostra società. Un secondo aspetto, che evidenziamo allinterno della proposta di risoluzione dellUnione, è quello di rafforzare la ricerca sulle cellule staminali adulte cordonali, cui anche lei, signor Ministro, ha fatto riferimento. Noi ci sentiamo di appoggiare questo filone di ricerca, anche perché è quello che finora ha prodotto soprattutto a partire dallItalia, ma anche a livello europeo dei risultati interessanti, anche dal punto di vista terapeutico. Questa ricerca offre, inoltre, una garanzia sul principio di precauzione. Cè però un altro filone interessante contenuto nella nostra proposta di risoluzione, che vuole praticamente individuare delle fonti di cellule staminali embrionali che non provengano dalla distruzione di embrioni, né congelati, né prodotti ad hoc. PRESIDENTE. Senatrice Baio Dossi, la prego di concludere. BAIO DOSSI (Ulivo). Sto concludendo, signor Presidente. Ci sono delle evidenze scientifiche che lasciano intravedere la possibilità di disporre di cellule staminali embrionali. Voglio far riferimento allemendamento che era stato presentato al Parlamento europeo da Angelika Niebler, individuando quando un embrione crioconservato... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bobba. Ne ha facoltà. BOBBA (Ulivo). Signor Presidente, cari colleghi, con questo dibattito dobbiamo esprimere un orientamento su un punto che appare molto circoscritto, ovvero la decisione che il Consiglio europeo per la competitività deve prendere sul 7° Programma quadro dellUnione Europea nel campo delle ricerche. Pur essendo la decisione, come tutte le decisioni, puntuale e circoscritta, questo punto apre una famiglia di problemi enorme sui quali sappiamo ancora molto poco e apre altresì un campo vasto e inedito di nuovi problemi etici derivanti dal fatto che la vita, da fatto meramente naturale, è diventato vieppiù un problema sociale, oggetto della nostra decisione pubblica, oggetto e interesse delle opinioni pubbliche e delle Aule parlamentari come la nostra (caso che diventa sempre più frequente, come anche la citata iniziativa di ieri del Senato americano indica in modo esplicito). È evidente che rispetto ad un problema cruciale che riguarda il futuro si scontrano visioni etiche, culturali e religiose diverse. Il tema, infatti, contiene una grande carica di futuro e insieme una grande ansia rispetto ad esso. Esiste un principio che ci può accomunare tutti, credo, qualsiasi sia la convinzione etica e religiosa a cui aderiamo, che viene chiamato " principio di precauzione" , in base al quale si ritiene che la vita umana, nel suo formarsi e nel suo svilupparsi, non possa essere utilizzata in forme distruttive per generare o curare altra vita umana. Ritengo che andare oltre questo confine aprirebbe uninsanabile contraddizione e per di più comporterebbe rischi gravi per il nostro futuro. In questo senso come facciamo nel campo degli organismi geneticamente modificati, e cioè nel campo della ricerca nella dimensione vegetale e naturale credo occorra appellarsi a questo principio, perché siamo giustamente preoccupati e interessati in merito al nostro futuro e a quello dei nostri figli. In secondo luogo, come ha già ricordato il senatore Ranieri, a tuttoggi esistono 65 protocolli medico-scientifici verificati a livello internazionale, i quali affermano che la ricerca sulle staminali adulte ha già dato risultati positivi, concreti e applicabili; insomma, risultati che sono già oggi possibilità di cura per la vita delle persone. Non si tratta di promesse, ma di soluzioni che sono già alla nostra portata. Invece, sul versante della ricerca sulle staminali embrionali si registrano grandi promesse e prospettive, ma non ancora risultati che possano garantire esiti positivi rispetto alla cura della vita. LItalia è particolarmente in vantaggio su questo punto. Vi sono ricercatori eccellenti e di recente a Terni è stato aperto un centro allavanguardia in questo campo, a cui collaborano autorità locali e nazionali, pubbliche e religiose. Signor Ministro, io sono tra coloro che lhanno criticata per la sua decisione, sia per il metodo, sia per le conseguenze di merito. Questo dibattito ci offre la possibilità di fornire un indirizzo chiaro al Governo. Esso è contenuto nella mozione dellUnione, in cui si sollecita chiaramente il Governo affinché il prossimo 24 luglio sostenga unicamente le ricerche nel campo delle staminali adulte, per le ragioni che ho sopra citato: sia perché hanno fornito maggiori risultati, sia perché lItalia in questo è più avanti, sia per una mia convinzione di carattere etico, e cioè di non distruzione della vita. (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. È iscritto a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (Ulivo). Signor Presidente, ho ascoltato tutti gli interventi susseguitisi in queste ore, sia dei colleghi della maggioranza che di quelli della minoranza. Provo una grande soddisfazione e una grande gioia perché da tutti sono venute parole che convergono su due obiettivi forti. Il primo è rappresentato dal desiderio di tutelare la vita compresa quella dellembrione e dellembrione crioconservato quindi in piena fedeltà al mandato, che trovo irrinunciabile, della tutela della vita dal momento del concepimento fino a quello della morte. Non ho sentito nessun collega che si è espresso contro tale principio, che definisce davvero il paradigma antropologico del nostro tempo. Ho anche avvertito da parte di tutti i colleghi il desiderio forte e profondo di dar vita a una ricerca questo è il secondo obiettivo che risponda a principi non solo di alta scientificità, ma anche di grande rigore sotto il profilo etico. Faccio presente che tutti i problemi sono nati per la sinteticità che connotava il famoso articolo 6 del 7o Programma quadro, quando, appellandosi alleticità della ricerca, metteva un punto e non diceva esattamente quali siano i criteri che definiscono la stessa eticità. Chiedo pertanto al signor Ministro di attivare, in questo senso, profili di ricerca alta, perché non esiste solo la ricerca biologica come è noto ma anche quella in campo filosofico ed etico. Credo dunque sia venuto il momento di chiedere, attraverso un appello rivolto a tutti i ricercatori, che cosa significhi lormai celebre articolo 6, quando dice che la ricerca deve rispondere a criteri autenticamente orientati a un profilo etico. È stato proprio da lì che sono cominciati i dubbi e sono emersi, come tutti sappiamo, i tre orientamenti. Sappiamo anche che lorientamento prevalso il 15 giugno è stato in un certo senso quello più " aperturistica" , ma sappiamo anche che proprio tale approvazione ha indotto una riflessione alta e forte, non solo in Italia ma in tutta Europa e, signor Ministro, in proposito la ringrazio di aver fatto riferimento alla posizione tedesca che sta recuperando. Le chiedo davvero di mantenere fede a questo proposito, per cui è il proposito più alto e forte a cui possiamo giungere non solo in questAula, ma anche in Europa. Non ci nascondiamo che il voto che esprimeremo oggi assume significato proprio nella misura in cui si proietta a livello europeo e credo che tale variante sia quella che oggi può meglio esprimere, non la totalità delle aspettative, delle paure e delle ansie, ma il profilo di integrazione e di confronto che è necessario attivare. Signor Ministro, le chiedo dunque questo: vogliamo un "sì" alla vita chiaro, forte, esplicito, in cui non ci siano distinzioni tra persone di destra o di sinistra, tra credenti o non credenti. Molti colleghi hanno fatto riferimento alla legge n. 40 del 2004: io non cero quando lavete approvata, ma vi garantisco che cero quando labbiamo difesa. Vi chiedo dunque di credere che tutto il lavoro che stiamo compiendo è una difesa della vita, esattamente come è anche una difesa della scienza. Mi sono impegnata in quel grande movimento che ha preso il nome di «Scienza e vita» proprio perché abbiamo sempre creduto che la scienza e la vita non fossero due " disgiuntive" , che non si dovesse distinguere tra la scienza e la vita, ma che anzi si dovesse parlare di scienza e vita. Le chiedo questo, signor Ministro, in coerenza con le parole che oggi ci ha detto e di cui le sono grata. Le do atto, infatti, di una grande umiltà intellettuale, perché rispetto alla sua famosa posizione in sede europea, quella espressa oggi rivela non so se solo una maggiore prudenza, ma certamente unattenzione forte alle posizioni espresse in quest Aula. La prego, per lItalia, per lEuropa, per la scienza e per letica di difendere in Europa questa posizione. Questo le chiediamo, a questo noi le diamo mandato e sono convinta che lei saprà essere il Ministro non solo di tutti gli italiani, ma il portavoce alto e autorevole di una posizione che brilli in Europa, dando allItalia la leadership etica che le compete per le sue tradizioni, per il suo profilo scientifico e per la sua profonda sensibilità. (Applausi dai Gruppi Ulivo, UDC, FI e dal senatore Emilio Colombo. Congratulazioni). |
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