|
|
ACNews |
|
ACNews 004-2009 Obama val bene una Messa? di Ralph McInerny Roma, 8 maggio 2009. Ralph McInerny, forse il più noto filosofo cattolico vivente e anche notissimo romanziere (I racconti di Padre Dowling), insegna allUniversità di Notre Dame, nellIndiana, la più grande università cattolica del mondo per numero discritti, dal 1955 (andrà in pensione questanno). Notre Dame ha invitato per la cerimonia delle lauree che chiude lanno accademico corrente e inizia quello seguente, il 17 maggio 2009, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, cui conferirà anche la laurea in legge honoris causa. Diciannove cardinali e vescovi fra cui il presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti hanno protestato contro la scelta di Notre Dame, ricordando che lonore dinaugurare lanno accademico è sempre stato conferito a persone le cui idee sono dottrinalmente apprezzabili dal punto di vista della Chiesa Cattolica, il che non è il caso del presidente Obama particolarmente per le sue posizioni in tema di aborto fatto salvo il rispetto per il ruolo istituzionale che riveste. Su McInerny, probabilmente il più famoso fra i professori che insegnano a Notre Dame, si veda anche un'intervista a cura di Massimo Introvigne).
LUniversità di Notre Dame ha invitato ufficialmente e con grande clamore il presidente Barack Obama a parlare ai suoi laureati del 2009 e a ricevere una laurea honoris causa in legge. Per esprimersi in modo non troppo raffinato, questo è uno schiaffo assestato in piena faccia alla Chiesa Cattolica, cui Notre Dame si dichiara leale. Leale? Forse nel senso di Giuliano lApostata. Che qualcuno che pratica o sostiene laborto si ponga fuori della comunione con la Chiesa Cattolica è sempre stata una dottrina evidente, e di recente un numero sempre maggiore di vescovi ha trovato il coraggio di spiegare ai politici cattolici che sostengono leggi abortiste che non possono ricevere la Santa Comunione. Barack Obama non è cattolico: ma non è ancora peggio celebrarlo con un evento che tra laltro include una Messa? Se è così, in quale situazione si trova Padre John Jenkins C.S.C., Magnifico Rettore di Notre Dame? Gli sarà difficile dire Messa senza comunicarsi egli stesso con il corpo, sangue, anima e divinità di Nostro Signore Gesù Cristo. Possiamo dunque supporre che coerentemente il 17 maggio non celebrerà la Messa collegata alla cerimonia con Obama, e chiederà a qualcun altro di celebrarla. Ma a chi si rivolgerà? I suoi collaboratori si troveranno nella sua stessa situazione. Forse inviterà il famoso pastore estremista di Chicago Jeremiah Wright, che il presidente usava frequentare, ad arringare i professori, gli studenti e i loro genitori disposti ad ascoltarlo. Perché no? Forse perché quando in campagna elettorale gli sono stati ricordati alcuni sermoni del pastore Wright Barack Obama ha preso le distanze dal bollente predicatore ai cui piedi è rimasto seduto per decenni dichiarando che non era a conoscenza di tutte le sue posizioni. Quali che fossero i suoi motivi, forse con queste dichiarazioni ha mostrato una via duscita agli amministratori di Notre Dame. Questi potrebbero dire che non sono a conoscenza delle posizioni di Obama sullaborto. Forse potrebbero anche dire che non hanno prestato attenzione ai gesti in materia di aborto già compiuti da Obama da quando è diventato presidente. Ma in tal caso, se ne venissero a conoscenza, non dovrebbero rinunciare a celebrare il presidente e cancellare linvito in modo altrettanto pubblico rispetto a come lhanno formulato? Non ci conterei. Parlando come professore che andrà in pensione a giugno dopo cinquantaquattro anni di carriera come docente a Notre Dame, devo dire che sono amareggiato. Io potrei trovare una scusa per non partecipare. Per i laureati, invece, sorbirsi il discorso ufficiale è la penitenza per ricevere il diploma di laurea. I discorsi ufficiali pronunciati in queste occasioni e davvero memorabili si contano sulle dita di una mano. Questi discorsi sono poco ricordati e poco celebrati. La scelta di oratori precedenti ha talora premiato la noia, ma linvito a Barack Obama è più della solita furbizia di ununiversità per ingraziarsi chi è al potere. No: è labbandono senza equivoci di ogni pretesa di essere ununiversità cattolica. Ed è in triste continuità con decenni di tentennamenti che hanno portato a questa conclusione in modo apparentemente inevitabile. Nessun evento fu più cruciale per le università cattoliche americane della famigerata Dichiarazione di Land OLakes del 1967 in cui i rettori delle università cattoliche riuniti a congresso dichiararono la loro indipendenza dallinfluenza che ritenevano oppressiva dellortodossia cattolica. Volevano continuare a dichiararsi cattolici, ma la definizione del termine cattolico era affidata a lavori continuamente in corso. Naturalmente definire chi è cattolico non spetta alle università cattoliche. E ora siamo arrivati al punto in cui Notre Dame esclude se stessa pubblicamente dal novero di chi professa una delle verità cristiane più fondamentali, menzionata esplicitamente nella Didaché e sempre e costantemente nei secoli. Laborto è per sua essenza un atto malvagio, dal punto di vista sia della morale naturale sia dellinsegnamento esplicito della Chiesa. Non cè nessun modo in cui un individuo, un politico o unistituzione possa girare intorno a questo fatto. Invitando Barack Obama come oratore ufficiale, Notre Dame sta dicendo alla nazione che questo insegnamento della Chiesa Cattolica non è poi così fondamentale, anzi può essere ignorato. Certo, si dirà a parole che siamo tutti contro laborto ma questo non cimpedirà di fare un po di arrivismo e di mostrare lautentica volgarità di chi aspira a essere ricevuto, come individuo o come istituzione, nel salotto buono dei poteri forti laicisti. Qualche anno fa larcivescovo Michael Miller, segretario della Congregazione per lEducazione Cattolica, in una conferenza a Notre Dame ha spiegato che il Papa sta pensando di vietare luso dellaggettivo cattolica per le università il cui comportamento sia in contraddizione con la parola. Invitando Barack Obama come oratore ufficiale per il suo atto più solenne del 2009, Notre Dame ha perso il diritto a definirsi ununiversità cattolica. Si è esposta a una censura ufficiale. Speriamo che arrivi. |
|