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Dichiarazioni e documenti |
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Cristianità n. 180-181 (1990)
Classe
politica, "intellighenzia" e "dogmatismo" risorgimentale
Sulla base delle reazioni scatenate dallenunciazione di qualche verità storica sui protagonisti del Risorgimento "per la maggior parte dei massoni, degli avventurieri e [...] lequivalente di quelli che sono morti negli anni scorsi per le Brigate rosse" (Corriere della Sera, 20-4-1990) ,
Alleanza Cattolica associazione civico-culturale di laici cattolici nota come tali reazioni rivelino
1. il carattere globalmente rivoluzionario della classe politica italiana, che erede delle minoranze sovversive che hanno fatto il Risorgimento è resa isterica dalla sola ipotesi che il popolo il grande assente dall"epopea risorgimentale" si sottragga in qualche modo alla presa dello Stato unitario, da essa invaso come tali minoranze hanno in illo tempore occupato gli Stati preunitari;
2. il carattere "organico" di gran parte dellintellighenzia, che corre a "coprire" le affermazioni degli uomini di partito, dal momento che concepisce la storia come il primo storico marxista russo, M. N. Pokrovskij, cioè come "politica rivolta al passato";
3. il carattere totalitario dellestablishment culturale, sempre pronto a denunciare un presunto "dogmatismo" cattolico fondandosi, per esempio, sul "caso Galilei" , ma che non tollera la messa in questione del "dogma" risorgimentale; quindi auspica che la revisione culturale del Risorgimento versione nostrana della Rivoluzione francese prosegua oltre la contingenza della tornata elettorale. 23 aprile
1990 |
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