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Marco Respinti, Intervista con Régine Pernoud, Cristianità n. 227-228 (1994).
Santità, famiglia e società nel Medioevo
Régine Pernoud è la specialista che, nellambito della comunità scientifica internazionale, ha saputo fornire alcuni fra i migliori strumenti per sfatare la "leggenda nera" sullampio periodo di civiltà cristiana romano-germanica noto con lespressione spregiativa, dorigine proto-illuministica, "Medioevo" una "leggenda nera", bene o male, ancora largamente diffusa (cfr. Marco Tangheroni, La "leggenda nera" sul Medioevo, in Cristianità, anno VI, n. 34-35, febbraio-marzo 1978) , insieme offrendo chiarezza, sguardo panoramico e abbondante messe di dati e di documentazione, nonché facilità di comprensione e di utilizzo degli stessi. Régine Pernoud ripercorse "i più significativi parametri della vita dal punto di vista umano e cristiano esaminati in relazione alla civiltà medioevale", in unampia e articolata intervista, a cura di Massimo Introvigne, dal titolo "Il Medioevo: lunica epoca di sottosviluppo che ci abbia lasciato delle cattedrali", comparsa in Cristianità (anno XIII, n. 117, gennaio 1985). In occasione di un breve tour di conferenze che ha portato la specialista francese in Italia nel mese di novembre del 1993, ho potuto approfondire con lei appunto basandomi su tale intervista, quindi, in un certo senso, continuandola il tema affidatole, ossia Il santo e il cittadino: due ideali a confronto. La studiosa francese ha trattato il vastissimo tema, sostanzialmente riprendendo alcune tematiche già affrontate nelle sue pubblicazioni. Régine Pernoud ha tenuto una prima conferenza a Milano, il 23 novembre 1993, nella Sala della Provincia, invitata dal Centro Culturale di Milano, già Centro Culturale San Carlo, introdotta dal presidente del sodalizio promotore, dottor Camillo Fornasieri. Una seconda conferenza si è svolta a Bologna, il 24 novembre 1993, organizzata dal Centro Culturale Enrico Manfredini nella propria sede e, nelloccasione, la studiosa francese è stata introdotta dal presidente del sodalizio promotore, dottor Raffaello Vignali. Per quanto riguarda i dati anagrafici e le pubblicazioni della studiosa francese, rimando alla nota Régine Pernoud: elementi bio-bibliografici, comparsa in Cristianità insieme allintervista curata da Massimo Introvigne, ricordando che dal 1985 la studiosa francese ha cessato di dirigere il Centre Jeanne dArc di Orléans, e che, nel frattempo, sono state pubblicate le seguenti traduzioni italiane: La donna al tempo delle cattedrali (Rizzoli, Milano 1986); I santi nel Medioevo (Rizzoli, Milano 1986); Storia della borghesia in Francia. Dalle origini allinizio delletà moderna (Jaca Book, Milano 1986); Giovanna dArco (Città Nuova, Roma 1987), in collaborazione con Marie-Veronique Clin; Riccardo Cuor di Leone (Rusconi, Milano 1989); Giovanna dArco. Una vita in breve (Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo [Milano] 1992); I templari (Effedieffe, Milano 1993); Bianca di Castiglia. Una storia di buon governo (ECIG, Genova 1994) e La Vergine e i Santi nel Medioevo (Piemme, Casale Monferrato [Alessandria] 1994). Attualmente, fra laltro, la studiosa francese sta lavorando a unopera dedicata alla figura di santa Ildegarda di Bingen. Régine Pernoud ha voluto e saputo collegare lepoca della civiltà cristiana medioevale allattualità, proponendo la praticabilità e la bellezza dellideale della santità cristiana e richiamando la fecondità della cultura che scaturisce dalla fede vissuta e incarnata un ideale e una cultura non esclusivamente legate e, dunque, esaurite, con determinati periodi storici , indicando santa Giovanna dArco e san Nicola di Flüe, oltre a san Francesco e a santa Chiara dAssisi, quali preziosi modelli per il cristiano, nellora presente. La studiosa ha descritto la santa "pulzella dOrléans" come "un personaggio incomparabile per purezza, per limpidezza e per amore verso il prossimo, ivi compreso il nemico che ella era decisa a scacciare"; una "ragazza di diciannove anni che simpone, in mezzo alla confusione generale, a guerre e a discordie, e che libera un intero paese, il quale sembrava definitivamente schiacciato dallinvasore straniero e sconvolto da divisioni intestine", "[...] con il proprio sacrificio". Santa Giovanna dArco "[...] non potrebbe essere un modello assai attuale per il nostro mondo dilacerato?": se fu "modello di santità per il suo tempo" può ben essere una "speranza per il nostro". Intanto, "[...] più o meno nello stesso periodo storico, in un paese non lontano la Svizzera vi fu un santo che portò la pace ai propri concittadini, san Nicola di Flüe, nato nel 1417, anche lui contadino e analfabeta". Il santo fu dotato di "[...] una tale saggezza che nel suo villaggio gli venne chiesto di essere giudice e consigliere". Poi, "[...] un giorno, a cinquantanni, egli abbandonò la sua casa con il consenso della consorte Dorotea , per andare a vivere a un centinaio di metri dallabitazione nella solitudine e nella preghiera continua". "Un giorno ha proseguito la storica francese , dopo quattordici anni di vita solitaria, in unepoca in cui i cantoni svizzeri non andavano daccordo fra loro", "[...] dopo una riunione sullaccordo confederale, che si concluse nel massimo disordine, ognuno decidendo di tornare a casa propria, qualcuno sollecitò leremita a intervenire: richiesto il suo parere, oltre ad alcuni consigli pratici, il messaggio che mise tutti daccordo diceva "unitevi con un legame damore e di fedeltà"". "Oggi ha ricordato Régine Pernoud egli viene riconosciuto come padre della patria sia dalla Svizzera cattolica che da quella protestante": "In un certo senso è figura di cittadino portatore di un messaggio di pace in un paese lacerato". Infine, quindi, "[...] in questanno dellottavo centenario di Chiara dAssisi, lappello che simpone in fatto di santità, sarà probabilmente quello del Cavaliere e della Dama, Francesco e Chiara. "Francesco dAssisi: spogliatosi di tutto quanto, nel nostro tempo, rende accettabile un cittadino il commercio, il denaro, gli onori , per essere solo il Santo, lamico di tutti, colui che un giorno si vedrà, in pieno combattimento, passare le linee e attraversare la "terra di nessuno" per andare a esporre la sua fede al Sultano dEgitto e per farsi ascoltare da lui. Chiara: la Dama che, con ostinazione, per tutta la propria vita, ha rivendicato e finalmente ottenuto il privilegio della povertà; forse ella riuscirà a riportare il senso della condivisione che rischia di diventare a breve sempre più indispensabile, da noi e allestero, di fronte alla marea montante delle miserie del mondo nella nostra società dei consumi. E ricordiamo che, oggigiorno, Chiara è, curiosamente, la patrona del mezzo di comunicazione più straordinario di tutti i tempi, la televisione. Non potremo contare su di lei per dissipare la feccia che insudicia i nostri schermi, quella che sfigura la verità? Potrà santa Chiara riportare, in tutti i campi, il gusto della chiarezza?".
D. Quali sono
le caratteristiche della figura del "cittadino" ? D. Il santo e
il "cittadino" si pongono come contrastanti? D. Il santo
non è il "puro" o il "perfetto" del catarismo,
né il tipo umano definito dal puritanesimo, eresie
dominate dalla visione di unutopistica e impossibile
società terrena perfetta, caratterizzata dal
misconoscimento dellautentica concezione cristiana del
peccato originale... D. Qual
è il rapporto fra il "cittadino" e lideologia
democratica nata con la Rivoluzione francese, un avvenimento
allorigine della nuova visione del diritto e
delluomo stesso? Forse la democrazia rivoluzionaria e
ideologica moderna che spesso assume toni totalitari
soppresse la società delluomo di fede,
la società dei focolari e delle famiglie? D. La
qualità della vita sociale nel regime della
democrazia moderna appare, dunque, diversa da quella propria
della società delle famiglie? D. Qual
è limportanza e qual è il ruolo svolto,
nel Medioevo, dallistituto familiare, soprattutto in
rapporto alla santità? Lepoca medioevale è completamente estranea alle discriminazioni fra i sessi. NellAlto Medioevo vi furono ordini monastici duplici, con edifici, rispettivamente, per i monaci e per le monache; sane tradizioni riprese, per esempio, a cavallo dei secoli XI e XII, nel monastero di Fontevraud, fondato dal beato Roberto dArbrissel. Lì, la massima autorità era una badessa, denominata mater monasterii. Il termine mater richiama ancora una volta la struttura familiare, benché ampliata. La famiglia è una comunità umana dove ognuno ha un ruolo proprio; a quei tempi, non si parlava mai di un individuo senza riferirsi al gruppo di provenienza sociale originario, soprattutto la famiglia. Inoltre, la stabilità della famiglia spiega perché il giovane poteva godere di ampie libertà concrete: la famiglia stessa era un punto costante e saldo di riferimento. Invece, lepoca moderna come ho detto è caratterizzata dal legalismo e dalla conseguente perdita di libertà concrete. Latteggiamento medioevale è completamente diverso: non esisteva una legge astratta, ma usi e costumi concreti, regolatori della vita civile e sociale; la fede era un elemento essenziale per dare ragione dellesistenza e della speranza. Dunque come già ricordato , non esistette un modello stereotipo di santità; vi furono figure del Nuovo e del Vecchio Testamento a cui ispirarsi, ma non un canone... La comunità segnatamente quella familiare è necessaria per lo sviluppo della persona: ciò che conta è il focolare. Esiste un magnifico documento, il Catasto fiorentino, oggetto di particolari studi dordine fiscale: mentre in Francia, oggi, dal punto di vista fiscale, i soggetti sono gli individui, nel documento citato i soggetti erano i focolari domestici, ossia le famiglie. Se ne desume che, a quei tempi, la famiglia costituiva il tessuto vivente della società, dunque il mezzo con cui il giovane poteva realmente raggiungere la propria maturità personale, oltre al fatto che, senza questo tessuto familiare, il giovane manca del necessario "nutrimento" per la crescita. Invece, il cittadino compie il proprio dovere di stato... quando si reca a depositare la sua scheda elettorale nellurna... D. Quale ruolo
svolse la famiglia nella realtà della società
medievale? D. È
possibile affermare che il discrimine fra la vita sociale e
politica medievale e quella moderna è costituito dal
ruolo nella prima epoca centrale e nella seconda
accessorio dellistituto familiare? D. La dottrina
sociale della Chiesa cattolica riconosce nella famiglia la
cellula fondamentale di ogni edificio sociale e
politico... D. Il
pregiudizio attuale sulla politica e sulla cosa pubblica
afferma che queste importanti realtà sono corrotte
moralmente e materialmente; se, da un lato, la corruzione
materiale in quanto tale è propria almeno
potenzialmente di tutte le epoche storiche e di tutte
le realtà umane, dallaltro, lepoca
medioevale conobbe re e regine poi canonizzati anche per
meriti raccolti con lazione pubblica. Si può
ben dire che la santità può essere frutto
della carità politica... I re san Luigi IX e san Ferdinando III furono anche modelli di unistituzione capace di modificare positivamente proprio il rapporto fra fede e diritto: la Cavalleria. Anche se vi furono cavalieri incapaci di onorare pienamente i solenni impegni del proprio stato, la Cavalleria obbligò a usare la spada solo in difesa della giustizia, del debole e della Chiesa. Esempi come Guglielmo il Maresciallo, Goffredo di Buglione e altri lo testimoniano bene. Si pensi che il genere letterario romanzesco oggi tanto diffuso nasce proprio per raccontare la Cavalleria e i suoi alti ideali, con la narrazione della storia di Parsifal variamente nota come Le Roman de Perceval ou le Conte du Graal, Perceval le Gallois o Percevaus li Galois , scritta da Chrétien de Troyes. Accanto al Cavaliere, poi, vi fu la figura della Dama di colei che al Cavaliere porgeva la spada, assistendo al suo giuramento , nonché, accanto ai re, regine forti. A questo proposito, il cittadino moderno appare come un essere asessuato: la donna conta da quando le è stato accordato diritto di voto ossia il cittadino è, in quanto tale, un "votante", non importa di quale sesso , mentre prima di acquisire tale diritto ella non conta semplicemente nulla. D. Il tempo
attuale è fortemente caratterizzato dallo scetticismo
e dal razionalismo, che definiscono superstizione il
"sacro", la religiosità, la religione e il
cristianesimo: è possibile, oggi, la santità,
ossia la vita secondo la fede? È possibile proporre
una qualità della vita anche nelle sue
importanti dimensioni politiche e sociali , che tenga
conto dellorizzonte della fede e della fede incarnata
nella cultura cristiana? Esiste una speranza, perché ogni ora è lora dei santi; lepoca della vera fede è oggi: infatti, vi è maggior bisogno della fede in un momento come quello attuale, in cui tutto sembra vada in senso contrario alla fede stessa, e quando essa pare essere stata smarrita da tutti. Come ho accennato, mi sento di affermare che non esistono condizioni esteriori per la santità, se non quanto è stato rivelato dallamore di Cristo venuto per tutti. a cura di |
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