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Cristianità, 246
(1995)
La
fede della Chiesa Cattolica. Le idee e gli uomini nei
documenti dottrinali del Magistero, a cura di Justo
Collantes S.I., Libreria Editrice Vaticana, Città del
Vaticano 1993, pp. 1.086, £ 85.000

Heinrich
Denzinger, Enchiridion symbolorum definitionum et
declarationum de rebus fidei et morum, edizione bilingue
a cura di Peter Hünermann, EDB. Edizioni Dehoniane
Bologna, Bologna 1995, pp. LXVIII+ 1.852+[382],
£ 155.000

Conciliorum
Oecumenicorum Decreta, a cura di Giuseppe Alberigo,
Giuseppe L. Dossetti, Perikles-P. Joannou, Claudio Leonardi
e Paolo Prodi, consulenza di Hubert Jedin, edizione
bilingue, EDB. Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 1991, pp.
XXII+1.136+172*, £ 155.000

Quando Heinrich Joseph
Dominikus Denzinger pubblicò, nel 1854, la prima
edizione dellEnchiridion dei simboli e delle
definizioni che sono stati emanati in materia di fede e di
costumi dai concili ecumenici e dai Sommi Pontefici non
immaginava certamente limmensa fortuna che la sua
opera avrebbe avuto: a tuttoggi ben trentasette
edizioni. Il trentacinquenne sacerdote tedesco si era reso
conto che i teologi, i sacerdoti e i laici colti
trascuravano il Magistero della Chiesa non solo per scarsa
sensibilità o per pregiudizi teologici, ma anche per
la difficoltà di accedere a un materiale vastissimo,
sparso in collezioni monumentali e difficili da reperire.
Pensò così di mettere nelle loro mani appunto
un "manuale" dove i principali documenti o i brani
principali di essi fossero riportati in
bellordine cronologico. La prima edizione contava
cento documenti dagli inizi della Chiesa al Pontefice allora
regnante, il servo di Dio Papa Pio IX. Ormai, fra gli
addetti ai lavori, basta dire "il Denzinger" per intendersi.
Sfogliando il Catechismo della Chiesa Cattolica ci si
imbatte a ogni piè sospinto nella dicitura
Denz.-Schönm. seguita da un numero: è
labbreviazione di Denzinger-Schönmetzer. Padre
Alfons Schönmetzer, gesuita, è stato
lultimo di una lunga serie ad aggiornare lopera
ormai classica. LEnchiridion symbolorum
definitionum et declarationum de rebus fidei et morum
è la 37a edizione, che riproduce sostanzialmente la
36a, ancora curata da padre Alfons Schönmetzer con
qualche aggiunta, correzione e integrazione. Presenta
però lenorme vantaggio di essere bilingue.
Così lo strumento è posto nelle mani anche di
chi non ha familiarità con le lingue
classiche.
Al "Denzinger" si affianca
a unopera analoga: La fede della Chiesa Cattolica,
Le idee e gli uomini nei documenti dottrinali del
Magistero, a cura di padre Justo Collantes S.J., che
preferisce lordine sistematico a quello cronologico. I
documenti sono così suddivisi in undici sezioni:
Fede e ragione, Le fonti della Rivelazione,
Dio creatore, Cristo salvatore, Maria nella
storia della salvezza, Il Dio rivelato da Cristo,
La Chiesa, La grazia, I sacramenti,
Le realtà escatologiche e Simboli della
fede cattolica. Questa impostazione presenta i suoi
vantaggi, ma anche inconvenienti: infatti, gli interventi
del Magistero trattano raramente un unico argomento, per cui
i rimandi o le ripetizioni diventano inevitabili. Un pregio
non indifferente di questa edizione è costituito
dallinquadramento storico-dogmatico di alta
qualità e di sicura dottrina. Lo stesso non si
può dire dellintroduzione di Peter
Hünermann allEnchiridion symbolorum
definitionum et declarationum de rebus fidei et morum,
che risente troppo dellinterpretazione minimalistica
del Magistero del Papa oggi dominante. Se è vero che
lesistenza di un Magistero ordinario
infallibile del Papa quello che si esprime
soprattutto nelle encicliche e che i criteri per un
suo eventuale discernimento costituiscono questioni non
ancora sufficientemente chiarite dalla teologia, questa non
è una buona ragione per non parlarne affatto, dando
per scontato che il problema sia risolto in senso negativo
(cfr. il mio La vocazione del teologo, in
Cristianità, anno XVIII, n. 186, ottobre 1990,
pp. 9-14; e Bernard Lucien, Le magistère
pontifical, in Sedes Sapientiæ, serie
XII/2, n. 48, estate 1994, pp. 53-77).
Anche Conciliorum
Oecumenicorum Decreta, riedizione della 3a edizione,
vede la luce in edizione bilingue. Diversamente dalle due
precedenti, lopera non offre unantologia di
testi del Magistero, ma il testo integrale dei documenti dei
ventuno concili ecumenici della Chiesa cattolica. Testo
integrale vuol dire che sono riportate anche le parti
disciplinari e canoniche, che hanno certamente un interesse
dottrinale diretto ridotto, ma ne hanno uno molto grande dal
punto di vista storico. Quindi, di riflesso, anche
dottrinale, perché la dottrina del Magistero non
può essere profondamente intesa prescindendo dalla
storia.
Secondo
linsegnamento del Concilio Vaticano II
"[...] la sacra Tradizione, la sacra
Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima
disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e
congiunti che non possono indipendentemente sussistere"
(costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei
Verbum, n. 10). Cioè non è possibile
comprendere la Scrittura senza leggerla nellalveo
della Tradizione e non è possibile comprendere
correttamente luna e laltra se non
nellubbidienza al Magistero vivente della Chiesa.
Heinrich Denzinger notava già ai suoi tempi che, se
si prestava attenzione alla Scrittura e, in certa misura,
anche alla Tradizione rappresentata soprattutto dai
Padri il Magistero era troppo trascurato. Lo stesso
potrebbe essere detto oggi: non si può comprendere la
Parola di Dio se non nellintreccio indissolubile di
tutte e tre queste istanze e di esse il Magistero è
troppo poco considerato. La riflessione filosofica
contemporanea ha messo in luce che non esiste
unindagine "obiettiva", che possa prescindere da ogni
"pre-giudizio". Il "libero pensiero" non è mai
esistito e non può esistere. Dei pregiudizi il
pensiero umano non può fare a meno, non li può
eliminare radicalmente, ma li può solo vagliare e
discernere. Il Magistero della Chiesa fornisce lunico
pregiudizio corretto perché adeguato
alloggetto per comprendere la parola di Dio
scritta, che deve "[...] essere letta e
interpretata con laiuto dello stesso Spirito mediante
il quale è stata scritta" (Concilio Ecumenico
Vaticano II, doc. cit., n. 12). Ora, lo
Spirito vive nella Chiesa, anzi ne è
lanima.
Lattenzione al
Magistero non deve però andare a scapito
dellamore alla Scrittura e neppure
dellattenzione alla Tradizione, soprattutto
patristica. Come spesso succede: "Queste cose bisogna
fare, senza omettere quelle" (Mt. 23,
23).
Nella prefazione alla
prima edizione della sua raccolta Heinrich Denzinger aveva
riportato queste parole di santAgostino, secondo uno
stile consueto ai Padri una bella composizione di versetti
della Scrittura: "Medita dunque queste cose o uomo di
Dio, in queste rimani: prendi come modello le sane parole
[2 Tim. 1, 13]. Non spostare i confini
antichi, posti dai tuoi padri [Pr. 22,
28]; evita le chiacchiere profane e le obiezioni
della cosiddetta scienza [1 Tim. 6,
20]. Custodisci il deposito
[ibidem], conserva la fede perché
ti sia data la corona della giustizia [2 Tim.
4,7-8]" (cit. in Joseph Schumacher, Der
"Denzinger". Geschichte und Bedeutung eines Buches in der
Praxis der neueren Theologie [Il "Denzinger". Storia
e significato di un libro nella prassi della nuova
teologia], Herder, Friburgo in Brisgovia 1974, p.
12).
Ricevuto lannuncio
dellangelo e avendo già in seno il Figlio di
Dio fatto uomo, Maria "si mise in viaggio"
(Lc. 1, 39) per recarsi dalla cugina Elisabetta. Come
Maria, la Chiesa, portando nel suo seno "il pensiero di
Cristo" (1 Cor. 2, 16), è in viaggio
attraverso la storia. Nessuno le può insegnare chi
è Gesù, mentre lei lo porta al mondo, fonte di
gioia e di salvezza. Questo è il suo
Magistero.
Pietro
Cantoni
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