All'indice degli ex librisAl catalogo delle edizioni Cristianità |
Ex libris |
|
Cristianità, 217 (1993)
Marco Invernizzi, LUnione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici, Cristianità, Piacenza 1993, pp. 80, L. 8.000
Il crollo del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, ha segnato lestensione dallURSS ai paesi satelliti del processo di trasformazione del regime socialcomunista in essi vigente, il processo correntemente indicato con unendiadi, perestrojka e glasnost, "ristrutturazione" e "trasparenza". Tale processo si caratterizza per labbandono del mito socialcomunista, non però per la corrispondente perdita di potere da parte dei socialcomunisti, rapidamente passati a etichettarsi come socialisti o come "democratici di sinistra". Pur non essendo vigente in Italia un regime giuridicamente socialcomunista, allimplosione di questo regime oltre la Cortina di Ferro ha corrisposto limplosione evidentemente mutatis mutandis del regime che ha retto la nazione italiana dalla fine della seconda guerra mondiale, sempre più caratterizzato dallegemonia culturale socialcomunista, cioè di un regime di tipo gramsciano. Tale processo si è inserito nella situazione e nella dinamica della vita politica italiana post-risorgimentale e post-fascista ed è divenuto fatto corposo e visibile soprattutto attraverso lidentificazione di Tangentopoli e la sua "istituzionalizzazione" come quinta della scena politica nazionale, e con lincriminazione della totalità morale della classe dei politici di partito.
Il "processo in corso" dove al termine "processo" deve essere dato il significato sia di "mutamento storico" che di "procedimento giudiziale" ha aperto problemi rilevanti in tutto lo spettro della nomenklatura, ma in modo particolare nel mondo cattolico, dal momento che il regime in "crisi", cioè sottoposto a "giudizio", è stato guidato ininterrottamente dalla Democrazia Cristiana, un partito "dispirazione cristiana". Si tratta di problemi che riguardano sia lesame e la chiusura delle pendenze relative al passato prossimo e meno prossimo, sia soprattutto dopo la "rivoluzione elettorale" del 18 aprile 1993, che ha aperto la strada allapplicazione generalizzata del sistema maggioritario il futuro dei cattolici nel futuro della Repubblica Italiana. Perciò la congiuntura ha favorito lapertura di un dibattito, che vede impegnata, nelle sedi e con le modalità a essa proprie, anche la Gerarchia della Chiesa che è in Italia, al punto che ha ritenuto di dover far stato pubblicamente con procedura da tempo inconsueta non solo della drammaticità, ma anche della problematicità della situazione. Così, in occasione della XXXVII Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, svoltasi a Roma, nellAula del Sinodo, dall11 al 14 maggio 1993, relativamente al problema dell"unità politica" dei cattolici secondo S. Em. il card. Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino "[...] qualche vescovo [...] ha espresso una sensibilità diversa"; "qualcuno ha fatto presente che forse non è il caso di continuare a chiedere ancora lunità politica e che si può essere significativi nella storia, pur senza rimanere uniti in una sola forza politica"; "tutti i vescovi sono profondamente convinti che occorre incidere nella società italiana, evangelizzarla, soprattutto riguardo alla cultura. Le diverse sensibilità si riferiscono alle modalità di azione e proprio su questo punto alcuni [...] interventi si sono discostati dagli altri" (Avvenire, 13-5-1993). Né sono mancati interventi di Papa Giovanni Paolo II, con chiaro riferimento ai problemi che travagliano la nazione italiana e la sua parte cattolica: così, per esempio, l11 aprile 1993, inviando laugurio pasquale ai fedeli di espressione italiana, il Santo Padre ha affermato, che "lItalia ha tante risorse a cui attingere luce e sostegno per costruire, nel solco della sua tradizione cattolica" (LOsservatore Romano, 13/14-4-1993); così, ancora, il 13 maggio 1993, in un indirizzo "a braccio" ai vescovi intervenuti alla ricordata Assemblea Generale della CEI ha detto che "ci sono due strade, due cammini che si devono sempre rispettare. Come arrivare allunità da un certo pluralismo. Non perdere lunità nel pluralismo, ma, daltra parte, come non perdere il pluralismo nellunità. "Io penso ha proseguito il Sommo Pontefice che alla base delle preoccupazioni, avvenimenti, opinioni che si vivono adesso in Italia, cè lo stesso tema, che è ecclesiale, ma per analogia è un tema politico, sociale. Come mantenere lunità nella diversità. Come non perdere, cambiando, lunità e rispettare un nuovo pluralismo. È un problema cruciale e io penso che in questo momento si tratta di risolvere questa problematica di fondo nella vita italiana" (LOsservatore Romano, 14-5-1993).
In questo quadro drammatico, sia quanto al passato che quanto al futuro, a chi è semplicemente e inconsapevolmente disturbato dalla drammaticità incombente come a chi ne è consapevole e vuole acquisirne una sempre maggiore consapevolezza, si offre come contributo al dibattito e alla riflessione soprattutto allinterno del mondo cattolico, ma non solo uno studio di Marco Invernizzi, LUnione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici, inteso a illustrare un elemento piuttosto ignorato della tradizione politica dei cattolici italiani, lUECI, lUnione Elettorale Cattolica Italiana.
Marco Invernizzi come informa la nota bio-bibliografica (pp. 69) nasce a Milano il 7 agosto 1952. Nel 1977 si laurea in filosofia allUniversità Cattolica del Sacro Cuore con una tesi su Il periodico "Fede e Ragione" nellambito della storia del Movimento Cattolico italiano dal 1919 al 1929, relatore il professor Luigi Prosdocimi. Dal 1972 milita in Alleanza Cattolica, della quale è responsabile per la Lombardia e per il Veneto; collabora a Cristianità nonché episodicamente al quotidiano Avvenire, di Milano, e alla rivista mensile Historia, pure edita nel capoluogo lombardo. Dal 1989 conduce a Radio Maria la trasmissione settimanale La voce del Magistero.
LUnione Elettorale Cattolica Italiana 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici ripresa e ampliamento dello studio LUnione Elettorale Cattolica Italiana, comparso in Cristianità nel novembre del 1980 (anno VIII, n. 67) è sintetica ricostruzione di una stagione del movimento cattolico in Italia, quel movimento nato in tutta Europa dalla constatazione, seguente la Rivoluzione detta francese e lapplicazione dei suoi princìpi secolarizzatori, che i cattolici sono "parte" in un corpo sociale in cui viene politicamente istituzionalizzata la disomogeneità culturale, quindi anche religiosa, prodotta prima dal Rinascimento e poi dalla Pseudo-Riforma protestante. La situazione apre, accanto al problema dellatteggiamento da tenere nei confronti della novità politica, quello relativo alla modalità della rappresentanza sempre politica della parte cattolica, se cioè essa debba venire realizzata attraverso un partito o diversamente. E nelle dimensioni definite da questi termini si svolge la storia del movimento cattolico, caratterizzato allesterno dalla lotta con il mondo anticattolico e, allinterno, dallo scontro fra chi apprezza i nuovi princìpi politici e chi li osteggia, quindi fra chi li accetta almeno come mezzi e chi li giudica comunque pericolosi, quindi pratica quando non teorizza la non partecipazione alla vita politica. Alla luce di questi parametri Marco Invernizzi affronta il suo tema, la realtà e lopera del movimento cattolico in Italia a cavallo fra i secoli XIX e XX, complicate dalle peculiarità della situazione italiana, che, con il Risorgimento, vede non solo il mutamento di regime politico, ma pure la scomparsa di entità statuali e la nascita della Questione Romana. NellIntroduzione lautore fa stato della problematica "astensione-presenza non partitica-presenza partitica" e denuncia linadeguatezza della consueta ricostruzione storico-culturale dei rapporti fra Stato Unitario e mondo cattolico (pp. 5-8); quindi, in una Premessa, dilata la prospettiva e inquadra il problema allinterno della vita della Cristianità romano-germanica in genere e di quella italiana in specie (pp. 9-10). Nel primo capitolo LUnione Elettorale Cattolica Italiana (pp. 11-20) viene ricostruita la storia dellorganismo dalla sua nascita, nel 1906, dopo lo scioglimento dellOpera dei Congressi e dei Comitati Cattolici a causa di una presenza modernistica, cioè di accettazione dei nuovi princìpi, a giudizio del Pontefice allora regnante, san Pio X, decisamente intollerabile, e sulla scia della pubblicazione dellenciclica Il fermo proposito, nella quale lo stesso Papa traccia unautentica "teologia del laicato". Nel secondo capitolo La presidenza del conte Vincenzo Ottorino Gentiloni e lo statuto del 1911 (pp. 21-38) si trova la descrizione del momento forte della vita dellorganismo, inteso a superare lastensionismo imposto dal non expedit senza adottare la forma-partito. Infatti, in coincidenza con la promulgazione di un nuovo statuto e con la nomina a presidente del conte Vincenzo Ottorino Gentiloni, che darà il nome appunto al Patto Gentiloni, i cattolici iniziano a partecipare alla vita politica nazionale facendo riferimento a "punti fermi" lEptalogo o punti di accordo , ma senza costituirsi in partito, quindi senza compromettere attraverso realizzazioni "parziali" la prospettiva cattolica. Finalmente, nella Conclusione (pp. 39-42), Marco Invernizzi riprende e illustra nuovamente la problematica esposta nellIntroduzione e inquadrata nella Premessa e sottolinea lesemplarità della storia che ha narrato. In appendice sono raccolti alcuni documenti particolarmente significativi: lo Statuto per la Unione Elettorale Cattolica Italiana, del 1906 (pp. 45-47); Statuto e Regolamento del 1911, preceduti dalla lettera della Segreteria di Stato di Sua Santità che li introduce, firmata dal servo di Dio card. Raffaele Merry del Val (pp. 49-55); finalmente, il testo di unIntervista collaltro... Presidente del Consiglio, il conte Gentiloni, concessa nel 1913 dal presidente della UECI ad Achille Benedetti, allora giornalista al Giornale dItalia (pp. 57-68).
Nel corso della conferenza stampa in cui ha fatto stato non solo della drammaticità, ma pure della problematicità della situazione dei cattolici italiani, il card. Giovanni Saldarini ha affermato: "Quanto è accaduto è colpa dei politici, ma anche noi vescovi dobbiamo batterci il petto, perché dovevamo investire di più nel campo culturale, evangelizzare la cultura" (La Stampa, 13-5-1993). Secondo Papa Giovanni Paolo II il "teorema politico dei cattolici italiani" sta nel trovare nella "tradizione cattolica" un modello dimpegno politico unitario tale da rispettare almeno in tesi le "due strade", i "due cammini" che si devono sempre rispettare, lunità e il pluralismo, e dunque atto a soddisfare lesigenza di "non perdere lunità nel pluralismo, ma, daltra parte, come non perdere il pluralismo nellunità". Alla luce di queste autorevoli indicazioni delle quali è indispensabile tenere conto , lo studio di Marco Invernizzi si rivela strumento utile per una crescita culturale che permetta di affrontare la problematica congiunturale avendo ben presente lesperienza storica, "il passato che non deve passare". Giovanni Cantoni |
|