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Giovanni Paolo II,
Messaggio alla nazione albanese, a Tirana, del 24-4-1993, n.
2, in LOsservatore Romano, 26/27-4-1993. Titolo
redazionale.
Non dimenticare la tragica esperienza comunista
Quella del [...] popolo [albanese] è stata una vera sconvolgente tragedia sotto i rigori delloppressione comunista. Terribile era, in effetti, limmagine della vita umana nei regimi totalitari come quello che voi avete conosciuto, nel quale si privava luomo di uno dei suoi diritti più fondamentali: la libertà del proprio giudizio e della propria azione; la libertà di coscienza. Privazione, questa, che non di rado ha assunto carattere di indicibile brutalità. Non sono forse state chiuse le chiese di ogni confessione e persino condannati a morte i sacerdoti che osavano amministrare i sacramenti? Non sono forse stati perseguitati i credenti, imprigionati, osteggiati in ogni modo? Nella vostra terra, flagellata più che altrove dalla persecuzione, è facile allora riconoscere i segni delle antiche catacombe cristiane e dei circhi, nei quali i testimoni di Cristo venivano gettati per essere sbranati dalle fiere. Si è trattato di una dura lotta contro la religione, in linea con un intoccabile dogma del programma sociale e politico propugnato dallideologia comunista. Sembrava quasi che il mezzo più necessario per realizzare lauspicato e sbandierato "paradiso sulla terra" fosse quello di privare luomo della forza che egli attinge da Cristo, forza decisamente condannata come debolezza indegna della persona. In realtà, più che indegna, era piuttosto scomoda, come i fatti hanno poi dimostrato: lindividuo umano, infatti, forte dellenergia che gli proviene dalla fede, non permette facilmente di essere spinto nellanonimato collettivo (cf. 2 Cor 12, 9). Quanto è avvenuto in Albania [...] mai era stato registrato nella storia. È vero, anche durante limpero romano si sono avute persecuzioni brutali nei confronti dei cristiani: si trattava, però, di uno Stato che, in nome della religione quella pagana combatteva gli aderenti al Vangelo di Cristo. Qui, invece, lo Stato ha cercato di annientare qualsiasi espressione religiosa in nome di un ateismo radicale, assurto a sistema universale e totalizzante. Tutto ciò succedeva senza che nessuno potesse intervenire a difesa della dignità di uomini privati di tutto, spogliati persino della loro stessa "umanità", della loro libertà. Il vostro dramma, pertanto, [...] interessa, deve interessare, lintero Continente europeo ed è necessario che lEuropa non dimentichi. Questa, infatti, sembra essere oggi la tendenza: voltare rapidamente pagina, scordando quel che è stato, per guardare avanti. Atteggiamento, sotto un certo aspetto, giusto e persino necessario, ma a patto che si conservi sempre viva la memoria dellesperienza maturata in precedenza. È questa, infatti, la condizione necessaria per non incorrere negli stessi lacrimevoli errori, ed è il presupposto di un autentico processo di riconciliazione. Giovanni Paolo II |
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