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Oremus |
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Cristianità, 180-181 (1990)
Preghiera a san Giuseppe
Ad te, beate Ioseph, in tribulatione nostra confugimus, atque, implorato Sponsae tuae sanctissimae auxilio, patrocinium quoque tuum fidenter exposcimus. Per eam, quaesumus, quae te cum immaculata Virgine Dei Genitrice coniunxit, caritatem, perque paternum, quo Puerum Iesum amplexus es, amorem, supplices deprecamur, ut ad hereditatem, quam Iesus Christus acquisivit Sanguine suo, benignus respicias, ac necessitatibus nostris tua virtute et ope succurras. Tuere, o Custos providentissime divinae Familiae, Iesu Christi sobolem electam; prohibe a nobis, amantissime Pater, omnem errorum ac corruptelarum luem; propitius nobis, sospitator noster fortissime, in hoc cum potestate tenebrarum certamine e caelo adesto; et sicut olim Puerum Iesum e summo eripuisti vitae discrimine, ita nunc Ecclesiam sanctam Dei ab hostilibus insidiis atque ab omni adversitate defende: nosque singulos perpetuo tege patrocinio, ut ad tui exemplar et ope tua suffulti, sancte vivere, pie emori, sempiternamque in caelis beatitudinem assequi possimus. Amen.
A te, o beato Giuseppe, ricorriamo nella nostra prova, e invochiamo fiduciosi anche il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima Sposa. Per quella carità che ti strinse allImmacolata Vergine Madre di Dio, e per lamore paterno di cui circondasti il fanciullo Gesù, guarda, te ne preghiamo, con benevolenza leredità che Gesù Cristo acquistò con il suo Sangue, e soccorrici con il tuo potere e con il tuo aiuto nelle nostre necessità. Proteggi, o provvidentissimo Custode della divina Famiglia, leletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, ogni peste di errori e di vizi; assistici propizio dal cielo in questa lotta con il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte il bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle insidie dei nemici e da ogni avversità, e proteggi ciascuno di noi con il tuo continuo patrocinio, perché con il tuo esempio e il tuo soccorso possiamo vivere santamente, morire piamente e conseguire leterna beatitudine in cielo. Così sia.
Raffaello
Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520), Lo sposalizio della
vergine (1504), |
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