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All'indice dei materiali sull'islam
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Alleanza Cattolica
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Giovanni
Cantoni, Aspetti in ombra della legge sociale
dell'islam. Per una critica della vulgata
"islamicamente corretta", con una
Prefazione di Samir Khalil Samir S.J.,
Centro Studi "A. Cammarata", S. Cataldo (Cl)
2000 [Dal primo capitolo. N.B.: i riferimenti bibliografici incompleti si riferiscono a testi citati nei capitoli precedenti]
Il grande modello
Il grande modello da cui partire per inquadrare il fenomeno islamico (1), e per accostare qualunque problematica a esso relativa, deve tener conto del fatto che lislam, conseguente la predicazione del "profeta" Muhammad (570 ca.-632) (2) nel primo terzo del secolo VII dellera cristiana nella parte nord-occidentale della Penisola Arabica (3), si vuole ultimo messaggio di Dio allumanità, e il suo annunciatore "sigillo dei profeti" (Corano, sura XXXIII, "Al-Ahzâb" [I Coalizzati], 40). Si tratta di messaggio conclusivo e che cancella tutti i precedenti, autentici nel loro esordio, poi inquinati da modifiche e da falsificazioni, introdotte a opera degli stessi destinatari, nonché da dimenticanze (4). Questo messaggio conclusivo è anche messaggio totalizzante, cioè relativo non solo allintera umanità, ma a tutta la vita umana, quindi di nuovo , proprio per il suo carattere totalizzante, esso non è finalizzato solamente alla salvezza di tutti gli uomini, ma ricapitolativo, escatologico e apocalittico: "Abbiamo fatto scendere su di te il Libro, che spiegasse ogni cosa, guida e misericordia e lieta novella per i musulmani" (Corano, sura XVI, "An-Nahl" [Le Api], 89).
1. Un quadro "biblico" Il punto di partenza del messaggio è un quadro "biblico": il patto fra Dio e il primo uomo, Adamo, che, però, si è mostrato dimentico di tale patto: "Già imponemmo il patto ad Adamo, ma lo dimenticò, perché non ci fu in lui risolutezza" (Corano, sura XX, "Tâ-Hâ", 115). A causa di questa "dimenticanza" e "debolezza" serve chi ricordi, cioè un profeta: "Ti abbiamo inviato con la Verità, nunzio ed ammonitore, e non cè comunità in cui non sia venuto un ammonitore" (Corano, sura XXXV, "Fâtir" [Il Creatore], 24). In un testo catechistico per occidentali e per giovani musulmani non occidentali viventi in Occidente, bisognosi e desiderosi di un "richiamo" di fede, Lattestation de foi. Première base de lIslam esposizione sintetica di corsi di formazione islamica tenuti dallautore, Yacoub Roty, presumibilmente negli anni 1980, allInstitut Musulman della Grand Mosquée di Parigi e nella sede parigina della Lega Islamica Mondiale , si spiega che "la missione profetica ha il fine di rinnovare in questo modo il Patto primordiale; ma questa volta in modo analitico, perché luomo ha bisogno, quaggiù, di conoscere nel dettaglio le clausole implicite di questo patto per essere in grado di conformarvi tutto il suo essere (corpo, anima e spirito) in ogni circostanza. E proprio per questo Dio, per misericordia, sceglie sempre un uomo perfetto come inviato (mentre avrebbe potuto prendere un angelo) affinché i credenti abbiano un esempio tangibile, esplicito e imitabile della perfetta conformità al patto: "Avete nel Messaggero di Dio un esempio eccellente da seguire per chi spera in Dio e nellUltimo Giorno e ricorda Dio frequentemente" (C[orano]. 33, 21)" (5). Le forme in cui si esprime questo messaggio sono costituite principalmente dal Corano (6), quindi dalla Sunna (7). |
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*** (1) Cfr. un quadro generale, per certo datato quanto allinformazione ma non quanto allimpostazione, in Félix María Pareja S.J. (1890-1983), Islamologia, con la collaborazione di Alessandro Bausani (1921-1988) e di Ludwig von Hertling S.J. (1892-1980), Orbis Catholicus, Roma 1951, soprattutto pp. 374-593; cfr. pure una guida, su base cronologica, in Robert Mantran (a cura di), Le grandi date. Islam, ed. it. a cura di Claudio Balzaretti, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1991; e ricostruzioni storiche, in Francesco Castro, Civiltà degli Arabi, vol. 1, Da Maometto allImpero islamico, Loescher, Torino 1981; Idem, Civiltà degli Arabi, vol. 2, DallImpero islamico al Risorgimento arabo, Loescher, Torino 1987; in Laura Veccia Vaglieri (1893-1989), LIslâm da Maometto al secolo XVI, Vallardi, Milano 1963; R. Mantran, Lespansione musulmana dal VII allXI secolo, trad. it., Mursia, Milano 1978; Cl. Cahen, Lislamismo, vol. I, Dalle origini allinizio dellimpero ottomano, trad. it., Feltrinelli, Milano 1969; Gustave Edmund von Grunebaum (1909-1972) (a cura di), Lislamismo, vol. II, Dalla caduta di Costantinopoli ai nostri giorni, trad. it., Feltrinelli, Milano 1972; Werner Ende e Udo Steinbach (a cura di) con la collaborazione redazionale di Michael Ursinus, LIslam oggi, ed. it. a cura di Agostino Cilardo, EDB. Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 1991; Ira M. Lapidus, Storia delle società islamiche, 3 voll., trad. it., Einaudi, Torino 1993-1995; Sergio Noja Noseda, Storia dei popoli dell'Islàm, 4 voll., Mondadori, Milano 1990-1995; e Idem, L'Islàm e il suo Corano, Mondadori, Milano 1995. (2) Cfr. C. A. Nallino, Vita di Maometto. Edizione postuma di due letture preparate per la stampa nel 1916, Istituto per lOriente, Roma 1946; Idem, "Maometto", in Idem, Raccolta di scritti editi e inediti, vol. II, LIslâm. Dogmatica. Sûfismo. Confraternite, a cura di M. Nallino, Istituto per lOriente, Roma 1940-XVIII, pp. 45-59; Tor Andrae (1885-1947), Maometto. La sua vita e la sua fede, trad. it., a cura di F. Gabrieli, Laterza, Bari 1934, reprint 1981; Henri Lammens S.J. (1862-1937), LIslàm. Credenze e istituzioni, trad. it., con prefazione di F. Gabrieli, Laterza, Bari 1948, reprint 1982, pp. 22-32; e G. Crespi, Maometto il profeta, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo, Milano 1988. (3) Cfr. S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 5-16; G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 11-31; e H. Lammens S.J., op. cit., pp. 3-21. (4) Cfr. M. Borrmans M.Afr., Orientamenti per un dialogo tra Cristiani e Musulmani, trad. it., Pontificia Università Urbaniana, Roma 1988, pp. 109-111; e Idem, "Approccio musulmano ai testi della Bibbia", in Idem, Islam e Cristianesimo. Le vie del dialogo, cit., pp. 19-56 (pp. 47-50). (5) Yacoub Roty, Lattestation de foi. Première base de lIslam, Éditions "Vivre lIslam en Occident", Parigi 1988, p. 11. (6) Cfr. C. A. Nallino, "Corano", in Idem, Raccolta di scritti editi e inediti, vol. II, LIslâm. Dogmatica. Sûfismo. Confraternite, cit., pp. 75-81; H. Lammens S.J., op. cit., pp. 33-49; S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 21-26; e G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 33-37. (7) Cfr. C. A. Nallino, "Sunnah", in Idem, Raccolta di scritti editi e inediti, vol. II, LIslâm. Dogmatica. Sûfismo. Confraternite, cit., pp. 135-138; H. Lammens S.J., op. cit., pp. 57-70; S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 26-27; e G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 37-40. (8) Cfr. S. E. mons. Michel-Joseph-Gérard Gagnon M.Afr., vescovo di Laghouat (Algeria), "Rivelazione e profezia nellIslam", in monsignor Luigi Di Liegro (1928-1997) e Franco Pittau (a cura di), Per conoscere lIslam. Cristiani e Musulmani nel mondo di oggi, con prefazione del card. Camillo Ruini, Caritas Diocesana di Roma-Edizioni Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1991, pp. 58-67 (pp. 63-65); e Idem, "LIslam e i misteri cristiani", ibid., pp. 68-76; significativo sul punto T. F. Michel S.J., Per comprendere il Cristianesimo: Un cristiano presenta la sua fede ai musulmani, Tipolitografia I.S.G., Vicenza 1994, pp. 9-12. (9) M. K. Hussein, risposta in don Y. Moubarac (a cura di), op. cit., p. 43. (10) Cfr. Federico Peirone I.M.C. (1920-1989), "Introduzione" a Il Corano, trad. it. e commento dello stesso padre Peirone, Mondadori, Milano 1999, vol. primo, pp. 5-68 (p. 23). (11) Seyyed Hossein Nasr, risposta in don Y. Moubarac (a cura di), op. cit., p. 47; mi servo di questa citazione come pure della seguente per la sua sinteticità e per la sua felice formulazione: comunque, dello stesso studioso islamico, cfr. lillustrazione della medesima tesi, in Idem, Ideali e realtà dellIslam, trad. it., Rusconi, Milano 1974, pp. 44-74, soprattutto p. 47; cfr. un inquadramento dello studioso iraniano nella "corrente perennialista" dellesoterismo nel secolo XX, in Antoine Faivre, Esoterismo e tradizione, trad. it., Elledici, Leumann (Torino) 1999, pp. 48-63 (pp. 58-59). (12) S. H. Nasr, risposta in don Y. Moubarac (a cura di), op. cit., p. 63. (13) F. Peirone I.M.C., "Introduzione" cit., p. 15; di "affermazione molto forte" parla il medesimo studioso, in Idem, LIslamismo, Rizzoli, Milano 1997, p. 8. (14) Cfr., per esempio, G. Rizzardi, Islâm, processare o capire? Indicazioni bibliografico-metodologiche, Edizioni Cooperativa Casa del Giovane, Pavia 1988, pp. 277-281; T. Michel S.J., op. cit., p. 10; e don Cherubino Mario Guzzetti S.D.B., "Introduzione" a Il Corano, trad. it. e commento dello stesso don Guzzetti, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1993, pp. 7-18 (p. 9). (15) Cfr. E. J. Farahian S.J., Breve introduzione allislam, 3a ed. riveduta e ampliata, Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 1999, pp. 16-17. (16) Cfr. Tâhir b. Sâlih al-Gazâirî (1851-1920), Gawâhir al-kalâmiyya, trad. francese, in La passion de lUnicité, "Études Arabes Dossiers", n. 65, Pontificio Istituto di Studi Arabi e Islamici, Roma 1983-2, pp. 78-79. (17) Cfr. C. A. Nallino, "Hadîth", in Idem, Raccolta di scritti editi e inediti, vol. II, LIslâm. Dogmatica. Sûfismo. Confraternite, cit., pp. 139-141; H. Lammens S.J., op. cit., pp. 61-70; e Introduction au hadîth, "Études Arabes Dossiers", n. 90, Pontificio Istituto di Studi Arabi e dIslamistica (P.I.S.A.I.), Roma 1996/1. (18) Cfr. M. Hamidullah, Initiation à lIslam, cit., n. 98, pp. 43-44. (19) Cfr. al-Bukhârî, Detti e Fatti del Profeta dellIslâm, trad. it., a cura di Virginia Vacca (1891-1988), S. Noja Noseda e Michele Vallaro, con premessa di F. Gabrieli, UTET, Torino 1982; altri autorevoli compilatori di consistenti raccolte di "tradizioni", il siriano Muhyî ad-Dîn Abû Zakariyâ Yahyâ b. araf an-Nawawî a-âfiî (1233-1278), I Giardini dei Devoti ("Riyâd as-Sâlihîn"). Detti e fatti del Profeta, trad. it., a cura di Angelo Scarabel dellUniversità di Roma, Edizioni Al Hikma, Imperia 1999; e Muhammad ibn Ahmad al-Azraqî (m. 837), La Kabah. Tempio al Centro del Mondo. Akhbâr Makkah [Tradizioni della Mecca], trad. it., a cura di Roberto Tottoli, con prefazione di A. Scarabel, Società Italiana Testi Islamici, Trieste 1992; cfr. pure Quaranta hadith. Testo di Quaranta Detti Autentici del Profeta Muhammad raccolti dallImam An-Nawawi morto nel 676 dellEgira, trad. it., con introduzione del dr. Muhammad Ali Sabri, CESI. Centro Editoriale Studi Islamici, Roma 1983, una delle raccolte di quaranta "tradizioni" redatte sulla base di un hadith che recita: "Chiunque avrà memorizzato quaranta hadith sarà iscritto fra i saggi", oppure "gli verrà detto di entrare per la porta del paradiso che preferisce" (Introduction au hadîth, cit., p. 143), "[...] un testo capitale perché ci dà un riassunto breve di ciò che è lislam in un modo narrativo semplice ed accessibile" (E. J. Farahian S.J., Breve introduzione allislam, cit., p. 25). (20) Cfr. unesposizione della sîrah, in Martin Lings, Il Profeta Muhammad. La sua vita secondo le fonti più antiche, trad. it., Società Italiana Testi Islamici, Trieste 1988. (21) M. Borrmans M.Afr., "Approccio musulmano ai testi della Bibbia", cit., p. 45; cfr. pure Introduction au hadîth, cit., pp. 129-139. (22) Cfr. C. A. Nallino, "Il significato del vocabolo coranico "Ummî" applicato a Maometto e quello di "al-Ummyyûn"", in Idem, Raccolta di scritti editi e inediti, vol. II, LIslâm. Dogmatica. Sûfismo. Confraternite, cit., pp. 60-65, che la dice etimologia preferita fra altri dal commentatore coranico e cronista arabo Abu Giafar Muhammad ibn Giarîr at-Tabarî (839-923) (ibid., p. 60, nota 2). (23) Cfr. L. Gardet, LIslam. Religion et Communauté, cit., pp. 273-286; e Idem, La Cité musulmane. Vie sociale et politique, cit., soprattutto pp. 189-242. (24) Cfr. S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 34-45; e G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 41-50. (25) Cfr. H. Lammens S.J., op. cit., pp. 49-54; S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 46-73; e G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 51-58. (26) Cfr. H. Lammens S.J., op. cit., pp. 51-52; S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 50-61; e G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 59-63. (27) Mohamed Talbi, Le vie del dialogo nellislam, trad. it., con introduzione di A. Pacini, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, Torino 1999, p. 75, nota 11. (28) Cfr. M. B. Hooker, voce "sharîa", in Encyclopédie de lIslam, nouvelle édition établie avec le concours des principaux orientalistes par C. E. Bosworth, E. van Donzel, W. P. Heinrichs et G. Lecomte, assistés de P. G. Bearman et Mme S. Nurit, sous le patronage de lUnion Académique Internationale, tome IX, livraison 151-152, shahrazûr-sharîa, E. J. Brill, Leida 1996, pp. 331-338 (p. 331). (29) Antonio dEmilia, "Sharîah", in Idem, Scritti di diritto islamico, raccolti a cura di F. Castro, Istituto per lOriente, Roma 1976, pp. 45-64 (p. 47); e, sinteticamente, G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 75-76 e 117-121. (30) Emilio Bussi, Princìpi di Diritto musulmano, Ispi. Istituto per gli studi di politica internazionale, Milano 1943, p. 16; cfr. definizione pressoché identica in B. Lewis, Il linguaggio politico dellIslam, trad. it., Laterza, Roma-Bari 1991, p. 34 e passim. (31) Joseph Schacht, Introduzione al diritto musulmano, trad. it., con prefazione di S. Noja Noseda, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, Torino 1995, p. 1. (32) Ibidem. (33) Ibidem. (34) Cfr. G. Rizzardi, Islâm, processare o capire? Indicazioni bibliografico-metodologiche, cit., pp. 289-296 (p. 289). (35) Ibid., pp. 290-291. (36) J. Schacht, op. cit., p. 1. (37) Cfr. H. Lammens S.J., op. cit., pp. 71-95; David Waines, Introduzione allIslam, trad. it., Le Lettere, Firenze 1998, pp. 71-75; S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 28-31; e G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 78-80. (38) G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 77. (39) Ibidem. (40) Ibidem; H. Lammens S.J., op. cit., pp. 80-84; cfr. L. Gardet, LIslam. Religion et Communauté, cit., pp. 185-186; Idem, La Cité musulmane. Vie sociale et politique, cit., pp. 119-129; e J. Schacht, op. cit., pp. 64-65. (41) G. Crespi e G. S. Eid, op. cit., pp. 78; H. Lammens S.J., op. cit., p. 72; L. Gardet, LIslam. Religion et Communauté, cit., p. 184; Idem, La Cité musulmane. Vie sociale et politique, cit., pp. 119-120; e J. Schacht, op. cit., pp. 41-79. (42) Cfr. L. Gardet, LIslam. Religion et Communauté, cit., pp. 289-290; Idem, La Cité musulmane. Vie sociale et politique, cit., pp. 134-145; C. A. Nallino, voce "cadi", in Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani (1877-1961), ristampa fotolitica del volume VIII, pubblicato nel 1930, buc-card, Roma 1949, p. 237; Idem, voce "muftî", ibid., ristampa fotolitica del volume XXIV, pubblicato nel 1934, mu-nove, Roma 1949, p. 4; Idem, voce "fetwà", ibid., ristampa fotolitica del volume XV, pubblicato nel 1932, fer-franci, Roma 1949, p. 175; e la sezione storica in J. Schacht, op. cit., pp. 9-117. (43) Henri Laoust, Comment définir le sunnisme et le chiisme, Librairie Orientaliste Paul Geuthner, Parigi 1985, p. 9; cfr. la magistrale descrizione dei fatti, in Idem, Gli scismi nellIslam, trad. it., ECIG. Edizioni Culturali Internazionali Genova, Genova 1990. (44) Idem, Comment définir le sunnisme et le chiisme, cit., p. 10. (45) Ibidem; cfr. S. Scaranari Introvigne, op. cit., pp. 82-102. (46) Cfr. C. A. Nallino, "Islamismo", in Idem, Raccolta di scritti editi e inediti, vol. II, LIslâm. Dogmatica. Sûfismo. Confraternite, cit., pp. 1-44 (pp. 32-36). (47) Cfr. S. Scaranari Introvigne, op. cit., p. 85. (48) S. Allievi, "LIslam nel mondo", appendice ad A. Bausani, LIslam, Garzanti, Milano 1999, pp. 201-205 (p. 201); devo segnalare che, sulla copertina dellopera, come occhiello del titolo, si legge: DallAtlante al Pacifico oltre 600 milioni di fedeli. |